
Mentre scrivo questo post è lunedì e io mi sono appena avvolta in un poncho di lana perché, ogni tanto, ho freddo. Scrivo e mi dico “adesso mi scaldo” ma, come nelle migliori contraddizioni, mangio lo yogurt che ho appena tirato fuori dal frigo, con conseguenti brividi ovunque. Tutto è, spesso, una contraddizione. In Veneto siamo soliti dire “vien dentro che te te scaldi fora“, traducibile con un “entra, così ti scaldi” ma c’è quel “fora” che rende tutto più strano. Divago, scrivo, mangio lo yogurt, controllo le incombenze della settimana che, come spesso accade, sono proprio tante. Ah caspita: è arrivato il 14 febbraio. A me ricorda il compleanno di persone che conosco e non una celebrazione tutta cioccolato e cuoricini. Sarò anche stronza, ma io ho festeggiato San Valentino solo quando avevo 8 anni. E poi? E poi sono rinsavita. Adesso vi racconto.
O è amore sempre…

Ogni tanto, torno con la mente a quando ero piccola e, diari alla mano, mi ritrovo dentro le mie parole di allora. Scripta manent, Giovy. Non so se anche a voi sia capitato, ma io – quado ero piccola – mi chiedevo come sarebbero state certe cose da grandi. Tipo mi chiedevo come sarebbe stato amare da adulta e credo di averlo capito. Almeno per la fase adulta che sto vivendo ora. Amare, per davvero, da adulti è non cedere alla tentazione del discount della vita. Ovvero? Sto parlando di non darsi mai per scontati. Ecco perché non festeggio San Valentino. Non voglio fare la radical chic che vuole passare a tutti i costi sopra le feste volute dal Dio Commercio e da sua Maestà il Consumismo. Ormai viviamo in un’epoca in cui un giorno sul calendario senza giornata mondiale della qualunque non è un giorno degno di essere vissuto. Ma dove? Tornando a parlare d’amore, proprio quanto ero piccola, avevo iniziato ad avere l’idea che – perdonatemi il mio parafrasare una canzone (già cover di un’altra canzone) – o è amore sempre o non è amore mai. E lì ci casca la gente.
Il giochino stronzo

Ve lo ricordate il libro di Silvia Tizzoni? Quello sull’amore? Ecco: a mio avviso oggi andrebbe davvero distribuito gratuitamente a chiunque. Anche a chi ama felicemente. Non per gufare alle spalle di chi è innamorato ma come una sorta di “memento qualsiasi cosa” per ricordarci che l’amore – cari miei tutti – è stronzo per sua stessa natura. E spesso noi gli rendiamo la vita più semplice, invitandolo a casa come fosse il più voluto degli ospiti capaci di restare mille mila giorni, malgrado puzzino. O è amore sempre, o non è amore mai perché tutti siamo profondamente attirati da quel discount della vita che aleggia attorno a noi in perfetto stile dissennatore di Harry Potter. A cosa mi riferisco? A costo di sembrarvi proprio una brutta persona – del resto, lo sono – vi invito a fare un giochino stronzo. Perdonate il francesismo.
Il mondo va a ramengo
Il nostro mondo, dal punto di vista dell’affettività, va a ramengo perché noi lo lasciamo fare. Partiamo da un presupposto che dovrebbe essere chiaro a tutti: ciò che cresce e non cambia, marcisce. L’ho sentita oggi nella seria tv You e ho deciso che questa, d’ora in poi, sarà una delle mie frasi preferite sulla vita. Quante volte, parlando di una relazione passata, vi siete ritrovati a dire “non eravamo più né carne né pesce” oppure “eravamo arrivati a un punto fermo“. Eccomi, alzo la mano per prima. Il giochino stronzo che voglio farvi fare è quello che vi può spingere a pensare a quante volte siete ricorsi al discount della vita. Quante volte avete (abbiamo) dato per scontato qualcosa o qualcuno? O addirittura voi stessi?
Take it for granted…

Si dà per scontata una relazione quando non le si dà più da bere e non si fa più caso, per esempio, a quei piccoli momenti che ci fanno morire dal ridere, anche se siamo stanchi morti dopo tante ore di lavoro. Sono quei momenti di stupidera che fanno bene a tutti: ve la ricordate la puntata del podcast sulla stupidera? Ecco. Sono quegli istanti in cui si inventano nomi di fittizi farmaci per fermare la diarrea e li si chiamano Cacca Stop oppure si cerca di individuare il perché in Tolkien ci sono poche mamme e così tanti uomini valorosi. Ecco, quei momenti ti fanno uscire dal discount della vita catapultandoti direttamente nell’olimpo della boutique della vita. E lì dobbiamo andare a pescare. Si dà per scontato qualcuno quando non lo si guarda più e – badate bene – non come il primo giorno. In virtù del principio “ciò che cresce e non cambia, marcisce“, bisogna guardare qualcuno con lo sguardo nuovo, evoluto, cresciuto, qualcosa che è progredito. Quando si resta ancorati alla radice e non si diventa ramo… ecco, è lì che si entra nel discount della vita.
Qualcuno ci salvi

Oggi sarà uno di quei giorni in cui le citazioni sull’amore si sprecheranno ovunque e con chiunque. Oggi le rose rosse urleranno pietà perché non ne potranno più di essere avvolte dalla pellicola trasparente e strette assieme con l’elastico. Oggi, i cioccolati di guarderanno e diranno “dai ragazzi, dobbiamo resistere“. Oggi sarà uno di quei giorni in cui chi entra nel discount della vita tutti i giorni farà la fila per arrivare alle porte della boutique della vita. Ed è lì che si inventeranno la qualunque per rendere speciale qualcosa che non sanno nemmeno loro cosa sia. Guccini diceva “e il peccato fu creder speciale una storia normale“, quando è proprio in quella normalità che si cela il bello. Dato che si cela, va cercato. Nulla è mai evidente. Nemmeno l’amore che, in tutte le sue forme, è il più bello dei boschi. Un bosco che va esplorato, vissuto, curato tutti i giorni della nostra vita.



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