
Ecco uno di quei posti che mi hanno fatto pensare “qui porterei i miei amici“. Sto parlando del Podere Miranta, osteria che si trova in una frazione del comune di Collecchio, nelle Valli di Parma. Un luogo dove mi sono sentita accolta e dove ho mangiato proprio bene. La gastronomia tipica delle Valli di Parma è qualcosa di speciale e può vantare materie prime che non solo il mondo ci invidia ma che anche identifica, spesso e volentieri, l’Italia sulle tavole di mezzo mondo: Parmigiano Reggiano DOP e Prosciutto di Parma la fanno da padroni, ma sono in ottima compagnia con altre cose buone che vale la pena di assaggiare, magari proprio durante una cena al Potere Miranta.
Dove si trova il Podere Miranta

Il Podere Miranta si trova a Gaiano, una frazione del comune di Collecchio. Siamo praticamente lungo la valle del fiume Taro, in campagna ma non troppo distante dalle strade principali. Non ci sono strani percorsi da fare. Il Podere Miranta si trova in una tipica casa emiliana di campagna e il parcheggio per le auto è generoso e a pochi passi dal ristorante.
L’indirizzo esatto del Podere Miranta è Via Della Libertà 54 a Gaiano, provincia di Parma. Non vi sarà difficile da trovare e da raggiungere. Il ristorante è chiuso il lunedì ed effettua servizio sia a pranzo che a cena durante il resto dei giorni, con eccezione della domenica, durante la quale si serve solo il pranzo. Il posto non è enorme e, quindi, vi consiglio sempre di prenotare.
Cosa aspettarsi da un pasto al Podere Miranta

Il Podere Miranta è un ristorante dall’immagine rustica e accogliente. L’ambiente è curato e non tradisce il luogo in cui si trova. I richiami al territorio e alla campagna ci sono, senza sembrare troppo scontati o banali. A livello di menù, come vi dicevo, si va sul sicuro con prodotti della Valli di Parma, ovviamente sempre tenendo conto della stagionalità. La sera della mia cena, per esempio, ho avuto l’opportunità di assaggiare degli ottimi porcini fritti. La Val di Taro, infatti, è celebre proprio per i funghi.
Per quanto riguarda il budget, direi che possiamo stare sui 35€-40€ a testa, per un buon pasto che vada dall’antipasto al dolce. Tanto, ovviamente, dipende dal vino che sceglierete. In carta al Podere Miranta ci sono degli ottimi Lambruschi locali, perfetti con i piatti tipici delle Valli di Parma. Cosa ho mangiato? Ve ne parlo subito.
Mangiare al Podere Miranta: l’antipasto con Parmigiano Reggiano DOP

Il detto vorrebbe che il formaggio fosse l’ultima cosa da mordere, anche dopo un lauto pasto. Come direi di no a un bel pezzo di Parmigiano Reggiano DOP, con stagionatura di almeno trenta mesi, appena messo sulla tavola. Non sia mai che ci si tiri indietro davanti a una bontà così grande.
Del resto, iniziare un pasto al Podere Miranta con un bel morso a quello che è uno degli attori protagonisti del film che racconta le bontà della Valli di Parma è qualcosa che predispone alla grande a tutto quello che seguirà.
Mangiare al Podere Miranta: l’antipasto con i salumi locali

Se il Parmigiano Reggiano DOP è stato il primo protagonista del mio pasto al Podere Miranta, i salumi tipici delle Valli di Parma rappresentano il secondo protagonista di questo film molto gustoso. Le Valli di Parma sono una zona di produzione eccezionale sia per gli insaccati che per salumi come il Prosciutto di Parma DOP, che potete vedere fare bella mostra di sé nella foto qui sopra.
Una cosa da fare assolutamente, scegliendo di mangiare al Podere Miranta, è proprio chiedere un antipasto con salumi misti, che comprenda però almeno Prosciutto, Culaccia (uno dei miei salumi preferiti) e Salame Felino (che si chiama così per il paese di Felino, prima che qualcuno pensi che si tratti di gatti. Sono vicentina, ma non fino a questo punto). L’ideale è accompagnare il tutto con quella che in provincia di Parma si chiama Torta Fritta e che, nel modenese, è Gnocco Fritto. Il Lambrusco, qui, è d’obbligo.
Mangiare al Podere Miranta: i tortelli d’erbette

Il menù del Podere Miranta prevede alcuni primi immancabili della tradizione delle Valli di Parma, come i tortelli d’erbette oppure i tortelli di zucca, se è stagione. Personalmente, io e la zucca andiamo d’accordo a fasi alterne, sicché preferisco di gran lunga i tortelli d’erbette. Detto ciò, ho assaggiato entrambi ed erano spettacolari: si sentiva la pasta fatta in casa e il ripieno, in entrambe le versioni, era proprio buono.
Nel menù facevano bella mostra di sé anche altri primi tipici, come per esempio gli anolini, che sono un altro formato di pasta tipico della provincia di Parma. Se mai tornerò al Podere Miranta (questo è certo) in inverno (ecco la variabile), ordinerò un bel piatto di anolini in brodo. Conoscete la particolarità degli anolini, vero? Al di là della forma che li fa staccare dal tortellino o dal cappelletto, il ripieno è solitamente di magro, ovvero di formaggio. Esistono anche delle varianti con degli stracotti al loro interno.
Ci sono documenti storici che attestano il fatto che gli anolini fossero serviti alla corte dei Farnese, già nel XVI Secolo. Si dice, infine, che Maria Luigia d’Asburgo ne andasse matta. Come darle torto.
Storia a parte, ciò che resterà nella memoria è di sicuro un pasto al Podere Miranta. Nella mia, senza indugi o dubbi. Amo i luoghi così: genuini, legati al territorio e dove la cucina sembra parlare dialetto, riuscendo però a farsi capire da tutti.
Tutte le foto sono © Giovy Malfiori – riproduzione vietata.



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