
Mentre ero in Galles, la settimana scorsa, mi avete vista mangiare per merenda una cosa che io adoro: si chiama Bara Brith e non è la prima volta che cito questa delizia gallese su questo blog. Anni fa, infatti, scritti di sette specialità da assaggiare in Galles e il/la Bara Brith è tra esse. Ho qualche difficoltà a definire l’articolo da usare con questo dolce gallese, perché il termine Bara, che finisce con la -a, mi porta a usare un articolo femminile. Conoscendo, però, la traduzione di quella parola, viene più corretto usare il maschile. Linguistica a parte, il Bara Brith è qualcosa da provare durante un viaggio in Galles e – notizia di cui non avevate di certo bisogno – si tratta dell’unico dolce con l’uvetta che io riesca mai a tollerare. La sua storia e gli ingredienti di cui è fatto raccontano molto di più della nascita di una ricetta divenuta parte integrante della cultura gallese. E… sì, scrivo anche la ricetta del Bara Brith.
Due parole sul Bara Brith

Bara, in gallese, vuol dire pane e Brith è un aggettivo che significa “a macchie“. Nel corso del tempo, lo stesso aggettivo è stato usato per dire “a macchie, ma speziato“, proprio perché faceva riferimento a quel dolce tanto diffuso in Galles. Il Bara Brith non è altro che la versione gallese di un pane dolce, speziato e con l’uvetta che possiamo trovare in chissà quante culture e in chissà quante nazioni. Ovviamente, con le dovute differenze di ricetta. Gira e rigira, però, la tradizione è lì: si arricchisce di dolcezza, gusto e uvetta un impasto che, altrimenti, sarebbe parte del quotidiano. Perché lo si fa? Per celebrare la vita, per augurare ricchezza, per portare del bene offrendo qualcosa di più ricco di ciò che si mangia tutti i giorni.
Sono nati, in questo modo, il Barmbrack irlandese o anche, seppur diverso, il panettone che portiamo sulle tavole a Natale. Io no: io mangio il Pandoro. Lo stesso Christmas Pudding, tipicamente inglese, è molto simile, anche se di forma diversa. Scelte di gusto a parte, i dolci ricchi di qualcosa (sia esso burro, spezie, uvetta) sono proprio una celebrazione perché contengono ingredienti che, di norma, si sarebbero centellinati. Il Bara Brith del Galles vede la luce proprio nel cuore di una tradizione come questa.
Storicamente parlando, questo dolce nasce probabilmente, nella sua forma ufficiale, tra il XVIII e il XIX Secolo. Non c’è nessun fornaio o nessuna pasticceria a detenere la ricetta originale. Il Bara Brith è cibo popolare: lo è ora e lo è sempre stato. Inizialmente, si utilizzava una parte dell’impasto del pane quotidiano, arricchendolo con zucchero, spezie e frutta secca per creare un dolce da servire nelle occasioni speciali. Solo in seguito si diffuse la versione moderna, più simile a un plumcake, per quanto riguarda la forma, preparata con frutta lasciata in infusione nel tè.
La ricetta del Bara Brith gallese

Non è difficile preparare il Bara Brith e portare un po’ di Galles sulla tavola. Ci vuole solo un po’ di tempo per l’uvetta, ma tutto il resto del procedimento è davvero molto semplice. La ricetta del Bara Brith che sto per raccontarvi può essere altamente personalizzata a vostro gusto, soprattutto per quanto riguarda le spezie. Personalmente, mi piace usare anche un po’ di anice stellato (io lo aggiungo al tè caldo in cui va in infusione l’uvetta.
Gli ingredienti per preparare il Bara Brith
Ecco gli ingredienti che serviranno per la preparazione di un Bara Brith per uno stampo da plumcake tra i 22 e i 25 cm. Se avete uno stampo più corto (appena sotto i 20 cm) vi verrà un Bara Brith più alto. Vi sconsiglio stampi oltre i 25 cm, a meno che non modifichiate le dosi. La fetta deve essere bella alta.
- 400 g di frutta essiccata (uvetta, ma se trovate anche altro… ben venga)
- 300 ml di tè nero bello forte e caldo (tenete in infusione a lungo le bustine e scegliete un tè non aromatizzato. Everyday brew o English Breakfast sono perfetti)
- 250 g di farina
- 1 bustina di lievito per dolci
- 80 g di zucchero di canna scuro
- 1 uovo
- 1 cucchiaino di spezie miste: io ci metto poca cannella (perché non la amo), anice in polvere e cardamomo
- 1 pizzico di sale
- Burro salato per servire
Il procedimento per preparare il Bara Brith
La difficoltà di preparazione del Bara Brith è bassa ma, come dicevo, ci vuole il suo tempo. Organizzatevi per avere quello, soprattutto.
Si inizia preparando il tè. Una volta pronto, si mette l’uvetta (o la frutta essiccata) in una ciotola che possa avere il doppio della capienza, rispetto alla quantità di frutta. Versate il tè ancora caldo sulla frutta. Deve restare lì almeno 6 ore. C’è chi dice anche che sia meglio preparare la frutta il giorno prima e lasciarla in infusione tutta la notte.
Per preparare l’impasto, mescolate la farina, l’uovo, il lievito, lo zucchero e le spezie. Se l’impasto è troppo stopposo, non aggiungete nulla. Perché? Perché dovrete aggiungere tutto il composto di frutta ammollata nel tè, senza strizzarla. Se avanza del tè in quella terrina, aggiungete anche quello all’impasto. Mescolate bene.
Preriscaldate il forno a 180°, statico. Infornate il composto, versato precedentemente nello stampo per plumcake. Il tempo di cottura è di 60 minuti. L’ideale, a cottura ultimata, sarebbe lasciar riposare il Bara Brith per un giorno intero, prima di assaggiarlo.
Come si mangia il Bara Brith gallese

Il Bara Brith gallese non è un dolce da colazione, soprattutto perché nato in un luogo che predilige la colazione salata sopra ogni altra cosa. Raramente, i dolci britannici – di qualsiasi nazione – sono adatti alla colazione. La loro natura è quella di essere stati creati per la merenda e il Bara Brith non fa eccezione.
In Galles, si mangia spesso per accompagnare proprio il tè del pomeriggio, qualora non ci fossero le Welsh Cake, altro dolce che la dice lunga sulla natura del Galles a tavola. L’abbinamento perfetto per un pezzo di Bara Brith è un bel tè fumante (io scelgo sempre l’Earl Grey) e del buon burro salato. Rigorosamente salato.
Il gusto del burro salato è perfetto per esaltare il sapore speziato del Bara Brith. Con il burro normale, non sarebbe la stessa cosa. Il Bara Brith è un dolce nato anche per essere conservato a lungo. Si tiene fuori dal frigo, in un contenitore ben chiuso, e dura anche una decina di giorni senza perdere freschezza, profumo e gusto. Ovviamente, si può anche congelare.
La forza sensoriale del Bara Brith sta, in primis, proprio nel suo profumo: quel sentore di spezie sa di giorni di festa. Questo, inesorabilmente, fa scattare nella mente la sensazione di giorni felici, quei giorni in cui pensi ai nuovi inizi e dove tutto ti sembra possibile. Un popolo, come quello del Galles, ha avuto spesso bisogno di pensieri felici come questo. Per quel che riguarda me, il profumo e il sapore del Bara Brith fanno parte della mia idea di felicità semplice.
Tutte le foto sono © Giovy Malfiori – riproduzione vietata.



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