
Il plebiscito popolare ha deciso ed eccomi qui a raccontare sei luoghi fondamentali da mettere assieme durante un viaggio in Inghilterra, per scoprire e capire quanto l’Era Vichinga abbia segnato quell’isola, la lingua parlata e, soprattutto, alcuni luoghi che, ancora oggi, sono pronti a parlarci a gran voce di molte cose: bellezza storica e naturale in primis. Parlando di Medioevo, l’Inghilterra – lo sappiamo bene – la faceva da padrona sulle vicende in Gran Bretagna e quanto sto per raccontare ha avuto forte impatto anche su Scozia e Galles. Malgrado ciò, questo articolo ci porta in viaggio solamente in Inghilterra, alla scoperta di sei luoghi-chiave per capire l’impatto dell’arrivo e permanenza dei Vichinghi su quei territori. Partiamo? Prendete lo scudo, la spada e rivolgete un pensiero a Thor.
Lo spiegone storico sui Vichinghi in Inghilterra

L’Era Vichinga in Inghilterra è durata 273 anni, pochi dei quali in relativa pace. Sono stati anni fondamentali sotto molti punti di vista. L’evento più importante, avvenuto all’interno della finestra storica dell’Era Vichinga britannica, è stata la nascita dell’Inghilterra come regno unico. Quindi, l’evento più importante di quell’epoca non riguarda direttamente i Vichinghi ma loro, pur senza pensarci, hanno contribuito largamente. La loro presenza scomoda ha fatto sì che i sette regni che, al tempo, occupavano quella che oggi chiamiamo Inghilterra, si unissero sotto un’unica corona: quella del Wessex indossata da Æthelstan, nipote di Alfredo il Grande, ovvero colui che per primo sognò un solo regno. Era il 927.
Ve lo dico perché quella è una pietra miliare della storia britannica, un momento che cambiò tantissimi equilibri anche nel rapporto con i Vichinghi. Per arrivare a quell’istante così fondamentale, ci sono state delle tappe che, ancora oggi, si ricordano alla grande. Sono quelle indicate qui sopra, tutte legate ad almeno un luogo che vale la pena di visitare ancora oggi.
L’eredità vichinga in Gran Bretagna è altamente visibile ancora oggi. Nel 1066, anno che segna la fine di un certo tipo di Inghilterra, non si sono visti i Vichinghi traslocare e andare via. Molti di loro – quasi tutti – sono rimasti, sentendosi tanto britannici quanto vichinghi fin dalla nascita. Questa è la ricchezza del flusso migratorio: l’arrivo può essere burrascoso e difficile, ma l’integrazione porta alla nascita di una nuova civiltà. In Inghilterra è accaduto esattamente questo. E non fu la prima volta: coi Romani fu la stessa cosa. E poi coi Sassoni. E, dopo i Vichinghi, coi Normanni. I popoli si sono fusi tra loro, gli idiomi parlati si sono fusi tra di loro, creando la ricchezza che possiamo vedere ora o ascoltare quando parliamo con qualcuno.
Gran parte delle parole inglesi, anche attuali, che terminano in -ey è -y derivano dall’antico norreno portato in Gran Bretagna dai Vichinghi. Ma non finisce lì: vi do giusto qualche esempio di parole di uso comune, che anche noi usiamo parlando inglese, per le quali dobbiamo ringraziare Ivar The Boneless e soci.
- Skill: parola usatissima ora per dire qualsiasi cosa si sappia fare. Arriva dall’identica parola norrena Skill, ovvero abilità.
- Sky: non c’è parola vichinga più bella portata in Gran Bretagna. L’originale norreno si scrive ský, con quella y che sembra una u in pronuncia. Il significato è, ovviamente, cielo.
- Husband: siamo abituati a tradurlo come marito, ma il suo significato è altro. Arriva da húsbóndi, ovvero padrone di casa (Hus è casa).
- Take, Call, Cast: tutti verbi molto usati, l’ultimo dei quali è molto caro allo slang parlato ora. Arrivano, rispettivamente, dal norreno taka, kalla e kasta.
Quello che è fondamentale dire è che Sassoni e Vichinghi erano, in qualche modo, cugini. Entrambe le popolazioni di origine germanico-scandinava, si erano differenziate per tradizioni e lingua proprio con lo spostamento dei Sassoni verso la Gran Bretagna nel II Secolo d.C. Ma sempre cugini erano.
PS: se vi interessa uno sguardo un po’ più ampio e meno specifico sulla storia, ho già scritto di luoghi vichinghi in Gran Bretagna.
L’Era Vichinga in Inghilterra: Lindisfarne, dove tutto iniziò (forse)

C’è un luogo che tutti dovrebbero vedere nella vita, prima o poi: Holy Island, Lindisfarne, nel Northumberland. Se c’è un luogo che segna l’inizio dell’Era Vichinga in Inghilterra, quello è la Priory di Lindisfarne, posto che sembra uscito da un libro fantasy ma che, in realtà, è più vero e storico che mai.
Cosa è successo a Lindisfarne? Il giorno da tenere presente è l’8 giugno 793 d.C. Quel giorno di giugno, le navi vichinghe raggiungono prima Bamburgh Beach (altro luogo che vale il viaggio in Northumberland) e, poco dopo, si dirigono verso la Prioria di Lindisfarne, uno dei conventi – allora – più importanti per il regno di Northumbria, uno dei sette regni nei quali era spartito il territorio inglese. Il regno di Northumbria era vastissimo e poco popolato, ma contava alcune abbazie altamente importanti. Una era Durham e l’altra era proprio la prioria di Lindisfarne. Lì erano custodite le reliquie di St.Cuthbert. Oltre a questo, è proprio grazie ai monaci di Lindisfarne che sappiamo dei vichinghi.
I vichinghi non scrivevano. Pertanto, molta della loro storia non è accessibile perché non ci sono fonti. Le prime fonti sono state le lettere dei monaci o le cronache compilate subito dopo il saccheggio a Lindisfarne. Fu uno degli atti di aggressione più feroci che la Gran Bretagna abbia mai subito. Nessuno si aspettava l’arrivo delle navi e sulle coste non c’erano difese. I Vichinghi razziarono la Prioria di Holy Island (quell’isola tidale era chiamata Isola Sacra), lasciando morti e macerie. Non diedero, al tempo, l’idea di voler restare, perché non era loro prassi: razziavano nella bella stagione e restavano in patria con l’inverno. Per questo, i regnanti del tempo pensarono che si trattasse di un attacco sporadico: si sbagliavano di grosso.
Il Northumberland è stato particolarmente segnato dalle incursioni vichinghe e i luoghi da vedere legati ai vichinghi sono molti. Da soli, potrebbero prendervi una settimana di viaggio on the road nel nord-est dell’Inghilterra. Perché questa regione è stata così razziata? Perché era la più comoda da raggiungere, dato che la si incontrava per prima, lungo la rotta verso la Gran Bretagna.
L’Era Vichinga in Inghilterra: Jorvik, la vichinga

Ci sono voluti oltre settant’anni di razzie per arrivare al concetto di città vichinga. Per questa seconda tappa di viaggio nell’Inghilterra Vichinga, siamo arrivati a uno degli anni più importanti per l’era vichinga: 867 d.C. L’ideale, per comprendere, questo pezzo di storia vichingo-britannica sarebbe fare un bel parallelismo con la successione sul trono del Wessex, il più importante regno dei sette regni, a livello politico.
Aveste visto Vikings? Bene. Allora, avrete visto i vichinghi scendere a patti con Re Egbert del Wessex. Egbert regnò dal 770 al 839 e fu il primo re del Wessex a scendere a patti diplomatici coi vichinghi. Alla morte di Egbert, si susseguirono un sacco di parenti suoi, tutti col nome che inziava con Æthel. La parola Æthel, tanto cara ai Sassoni, volevo dire nobile. Tutti quegli Æthel-cosi durarono sul trono come un ghiacciolo nel Sahara, incasinando tutta la politica interna e gli accordi coi Vichinghi. Finché non arrivò Æthelred, fratello di Alfredo il Grande. Fu lui che vide la Grande Armata Pagana (chiamata in inglese Great Heathen Army) formarsi e conquistare la città di York. Che divenne Jorvik.
Nell’866, la Grande Armata Pagana invase il regno di Northumbria e puntò sulla città di York. I Vichinghi si erano fatti furbi: avevano unito le forze e avevano cominciato a capire quali fossero i punti-chiave (a livello di commercio, soprattutto) dell’Inghilterra. Approfittando di una guerra civile tra due pretendenti al trono della Northumbria, i Vichinghi conquistarono facilmente la città. Tra i capi alla testa dell’Armata c’era Ivar The Boneless. I territori definiti come “Danelaw“ (ovvero sotto il controllo delle leggi danesi) erano stati conquistati pezzo per pezzo, da una piccola porzione di East Anglia concessa, decenni prima proprio da Egbert.
Tutto ciò che è stata la Jorvik vichinga è visibile oggi in due luoghi nel centro di York:
- Lo Yorkshire Museum: il biglietto costa 10£ e li vale tutti.
Al suo interno ci sono gran parte dei resti archeologici vichinghi trovati, non solo a York ma in tutto lo Yorkshire. - Jorvik Viking Centre: un luogo di cui non avrei mai abbastanza.
Costruito come centro visite sopra (esattamente sopra) gli scavi dell’antica Jorvik. Una meraviglia.
Per entrambi i musei, è meglio prenotare. Per Jorvik è proprio fondamentale.
L’Era Vichinga in Inghilterra: Repton e il controllo della Mercia

Da Vikings, ora passiamo alla serie tv The Last Kingdom che, per me meglio delle altre, racconta l’eterno scontro tra i Vichinghi e i regnanti dei sette regni, soprattutto quelli del Wessex. A livello di anno, siamo arrivati al 873 d.C. I Vichinghi sono in Inghilterra da circa ottant’anni e hanno già la giurisdizione di una buona parte di isola. Hanno fatto, per la prima volta, qualcosa che non avevano mai pensato di fare: hanno voluto la terra. Questo è un punto fondamentale per la storia vichinga. Razziavano, ma non volevano la terra: tutto cambiò con il loro incontro con la Gran Bretagna.
Nel 873, la Grande Armata Pagana si stabilì a Repton, nel Derbyshire, trasformando questa importante località dell’allora Mercia nel proprio quartier generale. Da Repton, lanciarono l’offensiva decisiva contro il Regno di Mercia, costringendo il re Burgred all’esilio. Dovete pensare al Regno di Mercia sempre imparentato con quello del Wessex: solo così mantenevano una sorta di equilibrio politico. Altrimenti, se le sarebbero date di santa ragione anche loro, favorendo i vichinghi perché entrambi i regni sarebbero stati deboli. Sia mai e, quindi, via ai matrimoni combinati, peggio che tra i Forrester e i Logan in Beautiful.
Al tempo, tutti i regni le avevano prese dai Vichinghi, tranne il Wessex. I Vichinghi pensarono fosse ora di rimediare e misero sul trono di Mercia un loro amico sassone, Ceolwulf II, consolidando il controllo sul territorio. In questo modo, il Wessex iniziò a sentirsi fortemente minacciato. La città da cui fecero tutto fu Repton, un luogo molto carino da vedere anche ora nel Derbyshire. Questo posto è, da qualche anno, protagonista di una campagna archeologica immensa: sono state trovate, infatti, delle sepolture vichinghe che stanno raccontando un po’ di tutto. Oltre a questo, ci sono delle fosse comuni che rivelano quanto i merciani se la siano vista male.
L’Era Vichinga in Inghilterra: i Five Boroughs

Arriviamo, ora, all’anno 877, momento in cui si consolidò la potenza vichinga in una data area dell’Inghilterra. Quello che vedete è il castello di Nottingham ora. La città di Nottingham è un luogo molto visitato da chi cerca Robin Hood in Inghilterra. Nottingham, ancora prima di essere legata a quella leggenda, era uno dei distretti vichinghi più importanti di tutta l’Inghilterra. In generale, l’est dell’Inghilterra è profondamente legato alla storia vichinga, con opportune eccezioni. Lo sanno bene alcune città importanti di quelle che ora sono le East Midlands. Quali sono?
- Derby
- Leicester
- Lincoln
- Nottingham
- Stamford (nel Lincolnshire)
Questi cinque luoghi erano le roccaforti vichinghe più importanti dopo la città di Jorvik. I cinque distretti sono stati fondati nel 867. Nella città di Lincoln, molto più che nelle altre, ancora oggi si notano i segni della toponomastica vichinga. Proprio come a York, le vie si chiamano gate, dal norreno gatan. Non si tratta di cancelli (gate, in inglese) ma di strade. Lincoln è un’ottima alternativa a York, se si vuole avere l’idea della città vichinga, anche se la sua immagine ora è più normanna: il passato non è mai sparito. Ribadisco una cosa che ho già detto e che non mi stancherò mai di ripetere: prendete il treno da Nottingham a Lincoln. Oltre a essere un bel viaggio nella parte delle East Midlands dove il mondo bucolico prende il sopravvento su quello industriale, quel percorso tocca, uno dopo l’altro, luoghi che, nei loro nomi, raccontano l’Era Vichinga: fate caso al nome delle fermate.
L’Era Vichinga in Inghilterra: Ethandun e la rivincita del Wessex

Il nostro viaggio nell’Era Vichinga in Inghilterra ci ha portati fino all’anno 878, momento in cui al Wessex girano le balle, parlando proprio in termini spicci. Finalmente, sul trono del Wessex c’è Alfredo il Grande: I suoi fratelli, nati prima di lui, sono durati ben poco sul trono del regno, vuoi per battaglia e vuoi per malattia. Alfredo tutto pensava, tranne che diventare Re del Wessex. Soprattutto re di un regno così profondamente minacciato dai Vichinghi.
Siamo nel maggio del 878 e il luogo in questione è Ethandun, identificato oggi con Edington, nel Wiltshire. Ci sono tanti itinerari di viaggio per scoprire il Wiltshire: io lo trovo una contea davvero piena di cose belle, soprattutto al di là dei luoghi immensamente conosciuti. Edigton è, senza dubbio, tra le località meno visitate ma tra quelle più importanti per la storia dell’Inghilerra. Cosa successe qui? Inizio col presentarvi i protag0nisti: uno è Alfredo. L’altro è Guthrum, un danese che si unì alla Grande Armata Pagana, con tutto il suo seguito.
Dopo anni di invasioni vichinghe, il Wessex sembrava vicino alla sconfitta definitiva e se la vedeva piuttosto male (guardate sempre The Last Kingdom: se ne parla). All’inizio del 878 ,Guthrum aveva attaccato a sorpresa la residenza reale di Chippenham, costringendo Alfredo a rifugiarsi nelle paludi di Athelney. Alfredo, già un po’ preso male di salute di suo, non ne uscì proprio alla grande. Dalle paludi, il sovrano organizzò la resistenza e radunò gli uomini del Somerset, del Wiltshire e dell’Hampshire.
Le due armate si affrontarono a Ethandun, in uno scontro davvero crudele e feroce. Vinsero i Sassoni e Guthrum fu costretto a ritirarsi e ad arrendersi dopo un assedio. Come parte dell’accordo di pace, accettò il battesimo cristiano, con Alfredo come padrino. La vittoria di Ethandun salvò il Wessex e pose le basi per la futura unificazione dell’Inghilterra sotto i sovrani anglosassoni. Soprattutto, consacrò la posizione politica di Alfredo. I Vichinghi e i Sassoni, dopo la battaglia, rividero gli accordi di pace (col Trattato di Wedmore) e, per un po’, sembrò funzionare. Almeno in apparenza.
Tra l’878, anno di Ethandun, e la prossima tappa storica (1066) ci sono quasi duecento anni. Di fatti storici ce ne sono stati tanti, ma ne vanno ricordati solo alcuni. Fate finta di fare un fast forward veloce, ma non velocissimo:
- 886: Alfredo conquista Londra e viene considerato il difensore degli inglesi.
- Edward e sua sorella Æthelfled portano avanti gli ideali del padre (lui muore nel 899)
- 927, l’Inghilterra nasce e porta la corona del Wessex, sulla testa di Æthelstan, nipote di Alfred
- 954: muore Erik Bloodaxe, mettendo fine alla successione vichinga continua sul trono di Jorvik
- Seconda metà del X Secolo: ripartono le incursioni vichinghe. I re inglesi pagano i vichinghi per andarsene. Non funziona proprio bene.
- 1013: Sweyn Forkbeard dà il via alle dinastie vichinghe sul trono inglese (imparentandosi coi sassoni)
- 1042: il trono inglese torna sassone, con Edoardo il Confessore.
L’Era Vichinga in Inghilterra: Stamford Bridge e la fine di un’era

Eccoci arrivati alla fine e, per raccontarla, dobbiamo raggiungere Stamford Bridge, non distante dalla città di York, che al tempo era ancora Jorvik. La Stamford Bridge della battaglia non va confusa con l’omonima località dove oggi si trova lo stadio del Chelsea, a Londra. Qui, siamo a nord dell’Inghilterra, proprio nel cuore di quello che era il regno vichingo in Gran Bretagna, regno che progressivamente si è visto colpire, ridurre. I Vichinghi, nel 1066 avevano ormai perso terreno, ma va detto che, a quel tempo, dopo due secoli di presenza in Inghilterra, si erano tranquillamente fusi con la popolazione dell’isola. Non esisteva più la razza vichinga e, con essa, anche quella sassone e quella celtica avevano cessato di esistere: c’erano i britannici.
All’inizio del XI Secolo, l’eco della presenza di un terzo incomodo, se così vogliamo chiamarlo, iniziava a farsi sentire in modo potente: c’erano i Normanni che si erano già affacciati più volte sul suolo inglese, ma attraverso matrimoni anche potentemente orchestrati. Uno fra tutti? Quello tra la Regina Emma – normanna – e Re Knut – vichingo – nel 1017. Entrambi sono sepolti nella Cattedrale di Winchester, con Alfredo il Grande ed Egbert. Ora, cambiamo serie tv e scegliamo le puntate di Vikings:Valhalla: c’è tanto di romanzato, ma quella serie racconta proprio il periodo del XI Secolo.
Jorvik, come vi dicevo, era stata perduta dai vichighi, ma nuovi arrivi sull’isola volevano riconquistarla. I protagonisti chi sono? Occhio, che qui inizia a essere complicato perché i nomi sono uguali:
- Da un lato del ring, abbiamo Harald Godwinson, alla guida degli inglesi.
- All’altro angolo, abbiamo Harald Hardrada, norvegese che aveva, però, l’appoggio di Tostig Godwinson, fratello del re inglese.
Dopo aver riconquistato York, i Vichinghi (che erano norvegesi, sto giro) si sentirono al sicuro e abbassarono la guardia. Harald Godwinson marciò rapidamente dal sud dell’Inghilterra e colse di sorpresa gli invasori presso Stamford Bridge. Lo scontro fu durissimo. Durante la battaglia morirono sia Harald Hardrada sia Tostig. L’esercito vichingo fu quasi completamente distrutto e solo una piccola parte dei suoi uomini riuscì a tornare in patria. La vittoria inglese pose fine alle grandi ambizioni vichinghe sulla corona d’Inghilterra. La differenza sostanziale tra le prime invasioni vichinghe e quelle successive al X secolo è una: la terra non bastava più. Volevano la Corona.
Tuttavia, appena tre settimane dopo, Harald Hardrada sarebbe stato sconfitto e ucciso dai Normanni nella battaglia di Hastings, evento che mise sul trono inglese il normanno Guglielmo il Conquistatore. Ma questa, per davvero, è un’altra storia…
Per chi la vuole, ecco un po’ di bibliografia su quanto ho raccontato:
- Marc Morris; The Anglo-Saxons – A history of the beginning of England; Penguin
- W.B. Bartlett; King Cnut and the Viking conquest of England; Winchester University Press
- Martin Wall; The Anglo-Saxon Age: the birth of England; Winchester University Press
- Thomas Williams; Viking Britain; William Collins Ed.
- Neil Oliver; The Vikings: A New History; Pegasus Books



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