
Siamo spesso portati a considerare “americani” tutti gli artisti e gruppi d’oltreoceano che cantano in inglese e hanno un accento diverso da quello britannico, ma sappiamo bene due cose. La prima è che è giusto definirli americani, dato che sono nati nel continente americano. La seconda è che molti di loro sono canadesi e non statunitensi. Diamo all’aggettivo americano il giusto significato. Dato come sta andando il mondo, lo trovo più che doveroso. Detto questo, è importante considerare quanto il Canada sia bello e quanto valga il viaggio, anche e soprattutto se si è appassionati di musica. Il Canada ha dato i natali a musicisti incredibili, pronti ad accompagnarci in ogni viaggio. L’itinerario che vi racconto oggi, con tanto di musica da ascoltare, esplora Québec e Ontario. Siamo nell’Est del Canada, lungo il San Lorenzo: un posto speciale in tutte le stagioni, ma, in autunno, un po’ di più.
Un fly & drive tra Ontario e Québec

Le esperienze da fare in Canada in autunno sono davvero molte e, spesso e volentieri, mettono al centro la potenza della natura che è una caratteristica propria del Canada stesso, non importa quale sia lo stato canadese che decidiamo di visitare. Un fly & drive in Canada è una scelta perfetta per mettere assieme momenti intensi per cercare il foliage perfetto, così come l’esplorazione di città che hanno davvero tanto da dire. A unire queste due attività possiamo aggiungere delle tappe lungo la strada, semplicemente per lasciare che gli occhi si riempiano della bellezza del Canada.
Québec e Ontario sono due tra gli stati canadesi più conosciuti e anche più comodi da raggiungere dall’Italia. Come vi ho già raccontato più volte, io ho volato verso il Canada con Air Transat e mi sono trovata molto bene. Dall’Italia, ancora per tutto il mese di ottobre, ci sono i voli diretti per Montréal, da dove faccio partire questo itinerario on the road a suon di musica. Gli itinerari fly & drive che esplorano l’est del Canada possono essere davvero tanti: nove giorni di viaggio, per come la vedo io, sono il minimo per poter godersi quei luoghi.
Per guidare in Canada, non serve la patente internazionale, se viaggiate per un breve periodo. La patente internazionale è consigliata, ma ricordate che non sostituisce il documento italiano: vanno portati entrambi. Le informazioni necessarie si trovano sul sito ufficiale del Governo Canadese e su quello della Farnesina. Vi ringrazio per informarvi sul mio blog, ma leggete sempre anche i siti ufficiali.
Il Canada e la musica rock

Quando parlo di musica, sono spesso di parte perché racconto ciò che piace a me. Parlo di rock, perché la famiglia del rock comprende davvero moltissimi generi e sottogeneri. Non basterebbe un’enciclopedia per raccontare quanto il Canada abbia dato – e stia ancora dando e darà – a questo genere così speciale.
Per questo mio articolo su un viaggio on the road in Canada, mi concentro proprio su Québec e Ontario: questi due stati sono stati e sono la casa di molti musicisti. Ne cito solo alcuni, escludendo le tre scelte che troverete nei paragrafi successivi: quelle hanno un loro spazio ad hoc. Da dove comincio? Ribadisco: parlo solo di Québec e Ontario. Ci sarà modo di scrivere anche degli altri stati. Stay Tuned!
- La prima che mi viene in mente, rock a modo suo, è Céline Dion (l’avete mai sentita cantare gli AC/DC?): una voce incredibile che non può non essere citata.
- Passiamo a un’altra grande donna che rappresenta il Canada: Avril Lavigne. Solitamente citata in radio per i suoi matrimoni, mi piace ricordare quanto sia stata capace di definire un genere (e di vendere tantissimo).
- Montréal è la casa di due gruppi che apprezzo: gli Arcade Fire e i Simple Plan.
- L’Ontario è una fucina musicale. Posso citare, con tanto di riverenza, il padrino di molti artisti che amo: Neil Young.
Lo ribadisco: la lista potrebbe andare avanti all’infinito. Continuo, invece, con paragrafi più approfonditi su due artisti e un gruppo che, per me, vanno annoverati per davvero nella storia della musica.
On the road musicale in Canada: partiamo da Montréal con Leonard Cohen

Ammettiamo che il nostro aereo ci porti dritti a Montréal. Da lì parte questo itinerario fly & drive alla scoperta del Canada. Montreal è la città che ha dato i natali a Leonard Cohen e la città è sicuramente dentro la sua musica e, soprattutto, nelle parole che quell’uomo così immenso artisticamente ha lasciato su questa terra. Cohen è nato e cresciuto nel quartiere di Westmount, luogo che fu ispirazione per lui, grazie alla sua anima multiculturale e nella convivenza tra tradizione francofona e cultura anglofona.
Ancora oggi, Montréal si mostra proprio come un ponte tra due culture che sono capaci di convivere. Lo si percepisce facendo quanto di più bello si possa fare in città: passeggiare e osservare con occhi curiosi. Volendo unire la passione per la musica con quella per il foliage, Montréal non delude di certo. Il posto da non perdere è il quartiere Plateau Mont-Royal, dove Cohen viveva, nei pressi di Boulevard Saint-Laurent. Questa strada, per decenni, ha rappresentato il cuore creativo e bohémien della città. Mont Royal, in generale, è la collina che domina la città e che compare spesso nell’immaginario poetico dell’artista
Poco distante, si trova il celebre murale di Leonard Cohen nel Quartier des Spectacles, diventato ora una delle immagini più iconiche di Montréal. Se si vuole andare a omaggiare Cohen e ringraziarlo, non vi sarà difficile trovare il cimitero ebraico della Congregazione Shaar Hashomayim, dove Cohen riposa accanto ai membri della sua famiglia.
Dopo aver trascorso un paio di giorni (almeno) a Montréal, la cosa migliore da fare è salire in auto e seguire proprio il corso del fiume San Lorenzo, puntando verso ovest. Già dai margini della città, ci nota quanto la natura sia sovrana. Un viaggio on the road trova il suo bello nel gustarsi il percorso: guidate su strade statali o secondarie, sempre su percorsi segnalati, ma evitate le grandi arterie veloci. Gustatevi la lentezza del viaggio e, soprattutto, concedetevi di fermarvi ovunque vogliate, anche solo perché il colore di un albero vi ha riempito gli occhi.
Tra Montréal e Ottawa ci sono circa duecento chilometri di distanza: il viaggio non vi prenderà tanto, sulla carta. Voi, metteteci una giornata intera: non ve ne pentirete. La canzone da ascoltare, per me, è Suzanne: racconta proprio una passeggiata lungo il San Lorenzo.
Now Suzanne takes your hand and she leads you to the riverShe’s wearing rags and feathers from Salvation Army countersAnd the sun pours down like honey on our Lady of the HarborAnd she shows you where to look among the garbage and the flowersThere are heroes in the seaweed, there are children in the morningThey are leaning out for love and they will lean that way foreverWhile Suzanne holds the mirror
Suzanne – Leonard Cohen – 1967
On the road musicale in Canada: in giro per Ottawa con Alanis Morissette

Lo sapete che Ottawa è la capitale federale del Canada, vero? Ottawa è un po’ come Canberra per l’Australia: non la si nomina mai. Approdando a Ottawa, lasciamo lo stato del Québec per approdare in Ontario, stato che prende il nome dall’omonimo grande lago formato dal fiume San Lorenzo (e che si chiamerà sempre Ontario). Ottawa è una città che vorrei rivedere, forse per capirla un po’ di più, anche grazie alla musica di una sua celebre cittadina: Alanis Morissette.
Da dove parto: dalla città o dalla musicista? Facciamo dalla musicista! Nata qui nel 1974, la cara Alanis ha conquistato il mondo con l’album Jagged Little Pill, diventato una delle opere più influenti della musica rock degli Anni Novanta. Ho parlato di lei in uno dei miei testi pubblicati su Citofonare: Giovy, proprio perché non le si rende mai il dovuto omaggio musicale, ma si parla di lei perché “è quella che ha scritto una canzone potente perché mollata dal moroso“. Facciamoci proprio accompagnare da You Oughta Know in giro per Ottawa e dimentichiamoci del gossip.
And I’m here, to remind youOf the mess you left when you went awayIt’s not fair, to deny meOf the cross I bear that you gave to meYou, you, you oughta know
You oughta know – Alanis Morissette – 1905
Passiamo ora a parlare della città. Una cosa che non tutti sanno è che Ottawa vanta qualcosa che è patrimonio UNESCO. Sto parlando del Rideau Canal, inaugurato nel 1832 e, a tutti gli effetti, il più antico sistema di canali del Nord America. Passeggiare lungo le rive del canale è davvero molto bello, soprattutto in autunno. Oltre a questo, Ottawa vanta non so quanti parchi, pronti a giocarsi il premio del miglior foliage cittadino. Il Gatineau Park, che si trova poco fuori dal centro, è una delle destinazioni più amate dagli abitanti della regione per ammirare i colori dell’autunno.
Tra Ottawa e Toronto ci sono circa 400 km, molti dei quali si possono percorrere proprio lungo il San Lorenzo e, ancora meglio, lungo il Lago Ontario. Volendo, invece, fare una deviazione all’interno, tra le due città, si trova l’Algonquin Provincial Park, considerato uno dei luoghi più spettacolari del Canada per osservare il foliage. La foresta è composta da aceri, betulle e pioppi, alberi che trasformano il paesaggio in un’esplosione di tante tonalità diverse: gli aceri, per esempio, tendono sempre al rosso (e lo sa bene la bandiera del Canada), mentre le betulle sono le regine del giallo. Questo è un posto perfetto per fermarsi un paio di giorni in mezzo alla natura più profonda.
On the road musicale in Canada: a Toronto, a fare due chiacchiere coi Rush

Toronto è la prima città canadese che ho conosciuto, quando avevo quindici anni, e dove sono tornata varie volte. Toronto è una città che non mi stanca e che, musicalmente parlando, ha dato davvero moltissimo al mondo intero. Toronto è la casa di Neil Young: già questo basterebbe. Non ho indicato Neil Young come ambasciatore della musica di Toronto perché vorrei scrivere qualcosa di mirato su di lui. I miei ambasciatori per Toronto sono i Rush: il mostro del basso (per bravura) Geddy Lee, Alex Lifeson alla chitarra e il compianto Neil Peart alla batteria. I Rush saranno in Italia nel 2027, con altri musicisti ad accompagnare Geddy e Alex. Un pezzo strumentale dei Rush – che si chiama YYZ – prende il proprio titolo dal codice dell’aeroporto di Toronto.
Al di là degli omaggi allo scalo cittadino – fondamentale per visitare anche il resto del Canada, arrivando dall’Italia – i Rush ci possono accompagnare ovunque in giro per Toronto e la canzone che io sceglierei come colonna sonora principale è Freewill.
You can choose a ready guide in some celestial voiceIf you choose not to decide, you still have made a choiceYou can choose from phantom fears and kindness that can killI will choose a path that’s clear, I will choose Freewill
Freewill – Rush – 1980
Cosa farei a Toronto? Mi dedicherei, per la prima volta (lo so: shame on me) ai suoi musei. Alcuni dei musei più conosciuti della città offrono degli ottimi spunti per conoscere di più la storia dei popoli delle First Nations, ovvero delle popolazioni native del Canada. Per esempio, il Royal Ontario Museum ha un’intera galleria dedicata a quell’argomento. La Art Gallery of Ontario, invece, esplora un lato più politico delle First Nations e, sinceramente, lo andrei a vedere. E poi – perdonate la digressione sportiva, ma la passione c’è – andrei a vedere una partita dei Toronto Maple Leafs. Magari incontro proprio Geddy Lee, visto che lui ne è tifoso! Sarebbe la perfetta conclusione di un viaggio canadese, con tanta musica al seguito.



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