
Prendi una domenica mattina d’estate, di quelle in cui il caldo è già tanto alle 7.30 del mattino. Metti che ti trovi ad Arezzo e che tu abbia voglia di fare un giro in città. Guidi l’auto dal tuo albergo fino al parcheggio più comodo per visitare il centro di Arezzo e poi ti incammini nel centro della città. In giro, praticamente, solo tu. Solo tu con una magnifica città della Toscana, una di quelle che non è mai la prima scelta di viaggiatori e turisti ma che, per te, è in parte sinonimo di famiglia. Perché ci sono nate persone alle queli sei legata e alle quali vuoi bene. E allora perché non farla quella passeggiata in solitaria mentre Arezzo si sta svegliando?
Dove parcheggiare ad Arezzo e raggiungere il centro

Come molte città medievali del centro Italia, Arezzo vanta una sorta di gusto personale per le salite. O le discese, a seconda di come le si affronti. Di per sé, ci vuole sempre un po’ di gamba a vistare una città così e la mia scelta di andarci di mattino presto è dovuta anche al fatto che, con la temperatura più decente, la salita si affronta meglio. Il luogo che vi consiglio come parcheggio ad Arezzo, perfetto per raggiungere il centro storico, è il grande spazio del Parcheggio Pietri (via Giuseppe Pietri. Sul navigatore lo trovate proprio come Parcheggio Pietri). Lo spazio è tanto e la domenica è gratuito. Si paga, infatti, fino alle 20 in tutti i giorni feriali. Si paga con le monetine: tenetele pronte. Dal parcheggio Pietri (guardando le mura della città davanti a voi e seguendole a sinistra) potete salire fino al Duomo di Arezzo con le scale mobili. D’estate sono in funzione dalle 6 del mattino alle 1 di notte. Sono gratuite e vi porteranno nella parte più alta del centro di Arezzo.
I miei motivi per visitare Arezzo

Potrei partire col pippone storico sull’importanza di una città come Arezzo, dal punto di vista storico-culturale. Ma sono buona nell’anima e ve lo risparmio. Ma ci torno… eccome se ci torno. Oggi vorrei concentrarmi solo sui miei personali motivi per visitare Arezzo, magari durante un weekend in Toscana che vi porti un po’ fuori dai soliti percorsi sulla bocca di tutti. Per carità: non c’è nulla di male nel visitare i luoghi toscani ipernoti ma, almeno per quel che mi riguarda, credo che le bellezze di quella regione siano così tante da poter spostare “l’asticella più in là” ogni tanto. E andare oltre il comunemente conosciuto. Ecco perché mi piace Arezzo: è uno scrigno pieno di perle, perle che sono più preziose dei diamanti per chi sa apprezzarle. I miei motivi si concentrano su:
- Personalità aretine indiscutibili
- Una piazza che sembra un libro aperto
- Dettagli, come sempre.
Come vi dicevo, la città è particolarmente in salita: a furia di girarla, prima o poi vi toccherà andare in salita e quindi evitate di arrivare con scarpe poco adatte al tipico selciato da centro storico medievale. Della serie… i tacchi e le infradito… anche no. Un bel paio di sandali con tanto di cinghia sul tallone (che aiuta a non perdere le scarpe in salita), tutta la vita!
Le presenze del centro di Arezzo

Una città vuota rivela maggiormente le sue presenze. Quasi fossero fantasmi ma fantasmi non sono. Sono essenza pura della città perché loro stessi – le presenze, intendo – si sono nutriti di Arezzo quando erano in vita: del suo cielo, della sua luce, di quella tonalità che assume la pietra quando viene illuminata dal sole o quando, al contrario, arriva l’ombra. Quelle presenze lì hanno vissuto, mangiato, dormito, respirato, amato, sofferto, studiato e chissà quante altre cose. Quando si ammira il lavoro di un artista – di qualsiasi lavoro parliamo – dobbiamo sempre posare un piccolo centimetro della nostra attenzione al luogo che l’ha generato. Ecco perché il primo mio motivo per visitare Arezzo è la presenza di alcuni persone che, ovviamente, ora non ci sono più ma di cui la città è intrisa. E loro sono intrisi di essa. Chi sono?
Arezzo e la presenza di Giorgio Vasari

Procedo in ordine cronologico inverso per raccontarvi le presenze del centro di Arezzo. La prima è quella di Giorgio Vasari, uomo che incarna alla perfezione lo spirito del Rinascimento. Egli nacque ad Arezzo, proprio nel centro della città, nel 1511 e qui lasciò fortemente la sua impronta come architetto. Vi basterà arrivare proprio in Via Vasari e poi procedere verso Piazza Grande. Le logge che vedrete da Via Vasari a Piazza Grande sono proprio opera di Vasari, così come lo è quel piccolo corridoio che vedete qui sopra nella foto.
Arezzo e la presenza di Piero della Francesca

Piero della Francesca nacque a Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Lavorò, però, in città e i suoi affreschi sono pieni della luce e dei colori di questa città Toscana. Scriverò un post apposito sui luoghi di Piero della Francesca in questa parte di Toscana (sto studiando ma lo scrivo presto) e un giro ad Arezzo è proprio d’obbligo. Come vedete dalla foto qui sopra, Piero della Francesca è anche oggetto della street art sparsa in tutto il centro di Arezzo. Quasi a voler dare un “colore” alla sua presenza, anche datandola 2021. Ecco perché parlavo di dettagli, facendo l’elenco dei miei motivi per visitare Arezzo. Osservate, gente. Osservate.
Piero della Francesca: gli affreschi della chiesa di San Francesco

Ovvero, come trovarsi di fronte agli affreschi di Piero della Francesca che furono capaci di impressionare anche Pier Paolo Pasolini. La Chiesa di San Francesco si trova a pochi passi da Piazza Grande ed è un bell’edificio dall’aspetto esterno medievale e dall’interno davvero pazzesco. Tutto merito degli affreschi che sono dietro all’altare, opera di Pietro della Francesca. Mettetela nel vostro itinerario per scoprire Arezzo, così come la Basilica di San Domenico, dove troverete il Crocefisso di Cimabue. Io, ovviamente, tornerò sull’argomento affreschi… ma, intanto, ci tenevo a indicarvi questa visita da fare ad Arezzo.
Arezzo e la presenza di Francesco Petrarca

Francesco Petrarca – grande uomo al quale darò sempre mille meriti – nacque proprio ad Arezzo a inizio del 1300 e morì in quel di Arquà, sui Colli Euganei. I suoi genitori erano fiorentini esiliati, ecco perché vivevano ad Arezzo. Lui viaggiò sempre tanto e furono i suoi occhi di bimbo a ricevere l’infusione della bellezza di Arezzo. La sua casa, sulla parte alta del centro storico, è visitabile.
Piazza Grande: l’abbraccio della città

Ci sono luoghi che sanno abbracciare: con le loro vie, con i loro monumenti e con le loro piazze. Piazza Grande è l’abbraccio di Arezzo e per questo motivo vi consiglio di svegliarvi davvero presto e di vederla con le prime luci del mattino. Troverete alcuni bar aperti, altri no. La troverete ancora silente e pronta a riempirsi dei rumori della natura, del vociare delle rondini che volano mentre il loro canto si mescola con le serrande che iniziano ad aprirsi. Ovviamente, non può mancare il “mash-up” col vostro respiro mentre camminate e questo sarà pura musica. Sedetevi lì, in Piazza Grande, e lasciatevi abbracciare da Arezzo. Vi farà bene.
Tutte le foto sono © Giovy Malfiori – riproduzione vietata.



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