Che i giorni tracorsi a Cogne mi abbiano fatto un gran bene… è fuori discussione. L’estate da quelle parti è una grande cosa e la Val d’Aosta, per quel che mi riguarda personalmente, l’unico difetto di questa zona d’Italia è quello di essere un bel po’ distante da dove vivo. Il che mi richiede parecchie ore (e parecchi euro) di viaggio. Pazienza: ogni tanto si può fare, soprattutto perché a Cogne c’è tanto da vedere e tanto da fare. Come, per esempio, visitare il museo etnografico presso la Maison Dayné.
Che cos’è la Maison Dayné
Cogne è un luogo di case raccolte una vicina all’altra. Cogne è un luogo di storie che si avvicinano l’una all’altra come fanno le case. Ogni casa, una e tante storie. La Maison Dayné è una delle case più storiche e longeve di questo paese ai piedi del Gran Paradiso. Questa dimora rurale risale al XVII Secolo ma ci sono parti della casa sicuramente più antiche. La casa era di proprietà di una famiglia più abbiente di altre: lo si nota dalla grande dimensione del fienile (grande fienile=tanto fieno=tanti prati da falciare) e dagli ambienti al piano terra. Questa casa venne donata al comune che ne fece il museo etnografico di Cogne.
Cosa vedere alla Maison Dayné di Cogne
Visitare la Maison Dayné è fare un piccolo grande viaggio nella tradizione popolare di Cogne e della sua valle. La casa è divisa nei tipici ambienti di una casa contadina, dove una sola stanza era riscaldata e tutto il resto della casa no. Gli spazi sono stati recuperati e raccontati nella loro funzione originale. Oltre a questo, la casa ospita – attualmente – due mostre fotografiche molto interessanti: la prima si condensa a piano terra e racconta l’attività di un fotografo che ha immortalato la Val d’Aosta dagli anni ’60 in poi. Nel piano del fienile, invece, sono esposti i primi piani dei “finisher” del Tor des Géants, la corsa più estrema che ci possa essere.
La Mezon de fouà
Una delle cose che ho particolarmente apprezzato dei giorni trascorsi a Cogne è stato il poter entrare in contatto, seppur in punta di piedi, con il patois e la gente che parla questa lingua che è un misto di provenzale, francese e italiano. Ciò è successo grazie a MusiCogne, l’evento musicale alla quale la Maison Dayné ha fatto da scenografia. Il patois è ben presente anche dentro la casa, come descrizione dei vari ambienti. La Mezon de fouà era il luogo della casa dove si lavorava il latte per produrre la fontina. Spesso, le case più abbienti e meglio strutturate, affittavano le proprie mezon de fouà agli altri abitanti di Cogne per la produzione del formaggio.
La stanza principale
Come spesso accade, non vi racconterò tutto della mia visita alla Maison Dayné. Non voglio togliervi il piacere di scoprire un luogo che ha davvero tanto da raccontare. Una delle stanze che più ho apprezzato è stata quella che potremmo chiamare Stanza Principale: era l’unico punto della casa riscaldato e lì si svolgeva la vita non lavorativa della famiglia. Lì si mangiava, si chiacchierava e si dormiva, proprio per poter stare al caldo. Se avete più o meno la mia età e avete nonni vissuti tra le due guerre mondiali non sarete nuovi a questo genere di uso dell’unica stanza riscaldata. Quella della Maison Dayné è particolarmente evocativa per gli oggetti presente. Prendetevi il tempo per osservare.
Il fienile
Il fienile rappresenta la parte più grande della Maison Dayné e, come vi dicevo, attualmente ospita una mostra fotografica e il racconto del Tor des Géants, una gara ai limiti delle possibilità umane. Almeno a mio parere. Il fienile è davvero un grande spazio che permette di comprendere, guardandone proprio le misure, quanto fosse importante fare fieno e avere lo spazio per poterlo tenere per tutto l’inverno. Equivaleva a dire di poter sopravvivere per tutto l’inverno (che da quelle parti è davvero lungo) grazie al fatto di poter sostentare gli animali che – udite udite – venivano tenuti in casa. Le stalle erano tutte interne al paese.
Come organizzarsi per visitare la Maison Dayné a Cogne
La Maison Dayné è aperta, in estate (Luglio e Agosto) tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.30. In inverno (fate conto da settembre in poi) è aperta venerdì, sabato e domenica pomeriggio. Per entrare si paga un biglietto di 5€. Se soggiornate in hotel a Cogne (e dintorni), vi verrà consegnata la “Amico di Cogne Card”, valida per la durata del vostro soggiorno. Con questa Card, l’ingresso costa 4€. L’ingresso è gratuito per i bimbi fino a 12 anni. La Maison Dayné va raggiunta a piedi, dal centro di Cogne. C’è un po’ di salita ma il percorso è corto e vi regalerà una bella passeggiata in una parte storica di questo paese della Val d’Aosta. La Maison Dayné è gestita dalla stessa cooperativa che organizza le visite alla miniera di Cogne.
Da non perdere alla Maison Dayne
Una delle cose che sto maggiormente apprezzando negli ultimi anni sono i dettagli. In ogni cosa. Anche e soprattutto quando viaggio. La vita popolare è fatta più di piccoli dettagli che di grandi imprese e i musei etnografici (come visto anche al Museumdorf Kürnbach in Alta Svevia) dovrebbero raccontare proprio i dettagli. Ciò avviene in modo perfetto alla Maison Dayné perché quella casa è piena di dettagli da osservare. Un consiglio: guardate con attenzione le porte, siano esse di armadi o di stanza. Non importa la loro funzione specifica. Io le ho trovate magnifiche.
Tutte le foto sono © Giovy Malfiori – riproduzione vietata
Sono stata a Cogne anni fa, ma avevo solo qualche ora per respirare la natura.
Un posto incantevole e se un giorno tornerò visiterò il museo, bellissime foto!
“Respirare la natura” è un’azione molto adatta alla zona di Cogne. Bell’espressione!
Nelle località montane i musei etnografici sono importantissimi, aiutano a comprendere i meccanismi sociali, economici e familiari del luogo. Quando ne ho la possibilità, li visito sempre (da utimo, il museo etnografico di Teodone, a pochi chilometri da Brunico).
La Val d’Aosta però mi manca da quando ero piccolina, da quando con mamma raggiungevamo papà che in agosto da Roma si trasferiva per lavoro al seguito del suo “datore di lavoro” e ho ricordi bellissimi della Val d’Ayas, di Cogne, di Antagnod. Chissà, prima o poi riuscirò a tornarci ma concordo con te, è davvero distante e non troppo facile da raggiungere.
Concordo in pieno sull’importanza e il ruolo dei musei etnografici in montagna.
Come sai, adoro la montagna. Un tempo abitavo a poca distanza dalla Val D’Aosta e spesso andavo a spasso con la mia famiglia lungo le sue vallate. Mi piacciono molto questi musei che raccontano la vita che si svolgeva un tempo in queste zone anche se non sono mai stata in questo museo. Grazie.
La Val d’Aosta per me è una regione quasi “esotica” proprio perché parecchio distante da me. Per dire, con lo stesso numero di ore di auto arriverei a Monaco di Baviera. Forse è per questo che mi attira così tanto.
Mi sono innamorata di Cogne fin dalla prima volta, quando la mia bimba aveva 3 mesi…Da allora ci andiamo una volta l’anno, di solito in inverno: siamo fortunati perchè in 4 ore siamo lì! Però, ammetto di non aver ancora visitato la casa, provvederò l’anno prossimo con la mia bimba, ormai di 5 anni, penso potrà apprezzarne già diversi aspetti 😉
Io la conoscevo davvero poco e sono felice di aver recuperato.