Sono a Tenerife da qualche giorno e la mia anima sa che, infondo, lascerebbe qualche pezzettino di me qui, proprio come faceva Pollicino con le briciole di pane lungo la strada. Quest’isola ha assunto, per me, una definizione molto strana: per metà è un luogo da esplorare ancora (e ancora, ancora, ancora) e per metà ha assunto le valenze di casa, una delle case in cui riporre affetti e cuore. Giorni fa mi sono concessa una cosa bellissima: una mattinata sola con mio padre. Abbiamo passeggiato, chiacchierato e mangiato assieme. Il tutto in uno dei luoghi più belli da visitare sulla costa sud di Tenerife: Los Abrigos.
Perché visitare Los Abrigos a Tenerife
Tenerife, non importa se dal lato nord o da quello sud, è un tripudio di posti capaci di sorprendere: quasi esattamente un anno fa scoprivo San Miguel de Tajao e i suoi ristoranti di pesce. Giorni fa è stato il turno de Los Abrigos, un piccolo porto di pescatori non distante da Las Galletas, il luogo dove vive mio padre. Il comune di appartenenza de Los Abrigos è Granadilla de Abona, lo stesso dell’Aeroporto Reina Sofia (Tenerife Sud), che dista davvero pochissimi minuti. Nelle prime ore del pomeriggio questa vicinanza è piuttosto presente e percepibile per via dei molti aerei in fase di atterraggio che sfrecciano proprio sopra il paese. Sono vari i motivi che mi spingerebbero a visitare nuovamente Los Abrigos e provo a riassumerli cercando di non essere troppo emozionata o sentimentale. L’obiettività, quando parlo di certi posti, ha sempre la peggio.
Il porto (e il pesce) di Los Abrigos
Los Abrigos nasce e si sviluppa seguendo l’insenatura nella quale si trova il porto. Le barche qui sono al riparo dalle onde dell’Oceano aperto che, solo pochi metri più il là, mostra felicemente tutta la sua forza. Il porto di Los Abrigos è casa per alcuni pescatori che, a pochi metri dall’imbocco del porto, vendono il loro pesce in una struttura comunale. Il pesce qui è la prima e vera ragione per cui la gente si reca a trascorrere qualche ora a Los Abrigos. Sono entrata nella pescheria e c’era ogni ben di Dio, a partire dai bonitos (sono simili al tonno ma di misura molto più piccola) fino ad arrivare a pesce spada e tonno più grandi di me. Ciò che mi ha sorpreso di questo porto è stata il livello di trasparenza e pulizia dell’acqua. Oltre che a tutto quel pesce pazzesco (vegetariani, por favor, perdonatemi!).
Il molo
Ciò che rende tranquillo il porto è un grande muro di cemento che fa anche da molo. Ci si può passeggiare sopra, stando bene attenti a non cadere, visto che non ci sono protezioni. Io amo moli fatti come questo: solidi, alti (sarà perché sono bassa ma da là sopra mi sentivo un po’ la principessa del mondo) e sempre in balia del vento. Sono arrivata fino al fondo del molo dove mi sono seduta e sono rimasta per almeno una decina di minuti ad ascoltare proprio il vento. Non so se io e lui ci capiamo in pieno: spesso parliamo ore, spesso nemmeno ci consideriamo. Ma ci siamo. Il vento su quest’isola è sempre un qualcosa di speciale e un sabato di gennaio a Los Abrigos può spiegare benissimo questo concetto.
La passeggiata
Los Abrigos si gira tutta in 20 minuti… e non scherzo. Se c’è una cosa che Tenerife mi ha insegnato, quella è proprio l’importanza di prendermi del tempo. A casa, per forza di cose, vivo con i ritmi scanditi dal lavoro e dalla mia vita quotidiana. Qui provo a respirare, anche in termini di tempo. Sabato ho camminato per Los Abrigos con la lentezza di un bradipo e ne sono stata felice. Se, durante un viaggio a Tenerife, pensate di passare di qui, ricordatevi di attardarvi a guardarvi attorno o a respirare l’aria del porto. Camminatevi e sedetevi sui muretti della passeggiata, costruiti con tanti piccoli pezzi di pietra nera che sembra urlare “vulcano” da ogni millimetro. Indugiate, perdetevi nei vostri pensieri e dimenticate l’orologio.
Le geometrie e i colori
Io sono una di quelle persone che spesso soffre nel cuore quando nota la mancanza di un piano regolatore. Giusto per dirvi come mi sento, sappiate che tutte le volte che atterro sulla Gran Bretagna… io provo un gran sollievo nel notare tutte le case uguali e le file di abitazioni tutte ordinate. Qui a Tenerife, malgrado spesso noti la mancanza di omogeneità di certi posti, sono felice di non vedere una certa omologazione urbanistica. Anzi, più ne noto la mancanza più ne sono felice perché i quartieri tutti uguali sono spesso quelli dei luoghi sorti solo per accoglienza turistica. L’originalità e la spontaneità sono disomogenee e Los Abrigos è un luogo perfetto per comprendere questa cosa. Colori, forme, altezze di case e estetica sono un perfetto puzzle da ammirare.
Quello che vi posso ancora dire su Los Abrigos è che lì si mangia alla grande ma questo argomento merita un post a parte, con tanto di menù, prezzi e indirizzi. Come vi dicevo, io sono una che ama particolarmente la semplicità e la genuinità dei luoghi di mare. Pur trovando un grande sguardo ai turisti, Los Abrigos resta un luogo semplice, di quelli costruiti seguendo la forma di un porto… che altro non è che la forma dell’abbraccio del mondo. Ecco, lo sapevo che sarebbe saltato fuori il sentimento prima o poi!
Tutte le foto sono © Giovy Malfiori – riproduzione vietata
Un luogo che non conoscevo. MA tra case colorate e pescatori non ho potuto fare a meno di innamorarmene! <3
Mi fa molto piacere. Anch’io ci ho lasciato un pezzettino di cuore.
Giovy per fortuna nostra tuo padre è lì e grazie a questo e ai tuoi viaggi per andarlo a trovare ( forse il terzo in un anno?!) stiamo conoscendo Tenerife. Ah, dimenticavo! Anche come si mangia. A quanto pare molto bene.
Quest’isola è pura magia.
Lo pensavo la prima volta che sono venuta qui tantissimi anni fa e lo penso anche ora. Spero di continuare a esplorata e raccontarla.
Anche per me un luogo sconosciuto che hai raccontato con tanto sentimento e partecipazione. Viene davvero voglia di fare un viaggio per scoprirlo … un altro appunto di viaggio da segnare !
Grazie Ilaria!