
Avrete letto spesso (e spero anche volentieri) di come visitare e cosa vedere in Val di Cembra in questo blog. Io e Gian abbiamo sempre un pezzo di cuore in quel meraviglioso pezzo di Trentino fatto di vigna, porfido e gente speciale al 100%. Ogni occasione è buona per tornarci. Oggi vi voglio raccontare una delle modalità di scoperta della Val di Cembra. Non attraverso il suo vino (anche se il paesaggio vitato resta sempre protagonista) ma attraverso i segni dell’arte presenti in Valle. Questi segni sono tangibili in 3 chiese antiche che ho deciso di raccontarvi. Visitarle potrebbe essere un ottimo pretesto per fare una giornata di trekking in contatto profondo con la Val di Cembra.
E’ facile, in montagna, trovare chiese antiche dense di storia. La cristianizzazione dell’arco Alpino è un qualcosa che mi interessa da matti, così come l’intersecarsi di riti pagani e cristiani. Ci sono luoghi – come la Val Venosta per esempio – che mi fanno immaginare non so quanti itinerari a riguardo. Anche in Val di Cembra ho trovato pane con i miei denti e, anche in questo caso, vorrei approfondire l’argomento e scandagliarlo a fondo. Quello che vi racconto oggi è solo un assaggio, per stimolare la vostra voglia di conoscenza della Valle e la felicità nel camminare in un territorio che non ha pari.
Arte, chiese e storia in Val di Cembra: i punti di riferimento
- La chiesa di San Floriano vicino a Valternigo
- La chiesa di San Leonardo a Lisignano
- La chiesa di San Pietro a Cembra
San Floriano

Questa chiesa si trova sulla sommità di un piccolo colle e vi si accede solo a piedi. San Floriano è comunemente noto come il protettore dagli incendi e alluvioni, calamità entrambe molto pericolose in zone che fanno dell’agricoltura il proprio sostentamento. Essendo stata costruita in un’ottima posizione di osservazione è stata, con tutta probabilità, anche un punto da cui controllare la valle. Come molte chiese in zone di alpine e di montagna, San Floriano sorge su un luogo di culto pagano. Per raggiungerla vi consiglio di arrivare fino poco dopo la chiesa di San Romedio e di parcheggiare lì. Se vi va di camminare di più, seguite il sentiero Mancabrot, in un anello che vi porterà ad ammirare questa parte di Val di Cembra.
San Leonardo

Di San Leonardo, che si trova sul Dosso omonimo raggiungibile dall’abitato di Lesignano (proprio dietro la chiesa principale trovate un parcheggio e il sentiero che scende), è una di quelle chiese che sorprende per due motivi: il suo interno e il luogo in cui è posta. La passeggiata che potrebbe portarvi qui vi accompagnerà dalle vigne alle rive dell’Avisio. Allenatevi perché l’andata è in discesa ma il ritorno richiederà un po’ di gambe e fiato. Normalmente è chiusa al pubblico ma si può visitare, previo preavviso all’APT Locale. Ne vale davvero la pena per ammirare gli affreschi e, soprattutto, l’ultima cena. Si tratta di un dipinto di scuola tedesca della prima metà del XV Secolo. La sua particolarità è visibile nella foto qui sopra: sul tavolo ci sono i Bretzel… ma non è finita qui. Non vi svelo tutto perché altrimenti vi tolgo la sorpresa. Entrate, ammirate e giocate a “trova le differenze” rispetto alle comuni e famose Ultima Cena sparse in giro per l’Italia. Il Dosso sul quale si trova, in epoca precristiana, era sicuramente un altro punto di osservazione per la difesa della valle.
San Pietro

Visitando questa chiesa nel centro di Cembra il cosìdetto Effetto Wow è assicurato. Spesso ci dimentichiamo, anche perché abbiamo la testa troppo piena, di quanta arte possano nascondere luoghi che non avremmo mai immaginato essere tali scrigni. Quest’affermazione è perfetta quando si parla della Chiesa di San Pietro di Cembra, luogo di culto che risale al XVI Secolo. Gli affreschi che adornano il suo interno sono chiamati “La Bibbia dei poveri“. Si tratta di un’opera che davvero non si smetterebbe mai di ammirare. La chiesa di San Pietro si visita su prenotazione, facendo sempre riferimento all’Apt Piné-Cembra (0461 683110). Questo luogo potrebbe essere una tappa dove fermarsi camminando alla scoperta della Dürerweg, il sentiero che il pittore tedesco Albrecht Dürer seguì, approdando proprio in Val di Cembra.

Ovviamente la storia, il culto e l’arte non si fermano a questi tre esempi. La Val di Cembra è un territorio ricco di storie che possono passare dalla bellezza del paesaggio, dal colore intenso del porfido che vedrete davanti a voi – dall’altra parte della valle – camminando sui sentieri che vi ho indicato. Le storie della Val di Cembra passano sicuramente attraverso il gusto dei suoi vini bianchi e della Schiava. Le storie della Val di Cembra si conoscono attraverso i sorrisi delle persone che la abitano. Per questo vi consiglio sempre di andarci! E per questo mi manca davvero tanto.
Tutte le foto sono © Giovy Malfiori – riproduzione vietata



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