Oggi piove ed osservare le gocce cadere libere dal cielo mi fa venire in mente la mia prima vera passeggiata rurale gallese. In Galles la pioggia è complementare al paesaggio, come lo è il vento e l’azzurro intenso del cielo che riesce sempre a fare capolino e farsi vedere. Il nostro viaggio verso Llangollen (si accettano scommesse su come si pronuncia questa parola e sul significato…senza guardare su Google!) cominciò con una concitata corsa verso la stanzione in quel di Chester. Complice l’autista dell’autobus che prendemmo, tutto filò liscio e salimmo sul treno che ci portò verso una delle valli più belle del Galles.
Scendemmo a Ruabon ed aspettammo un autobus che ci portò, nel giro di 20 minuti circa, proprio davanti al Bridge End, dove pernottammo. A prima vista, Llangollen sembrava un paesino di montagna addormentato nella sua splendida estate. Poche vie, una caffetteria e dei negozi di souvenir ed un pub bellissimo (il Corn Mill) raccontavano in modo tranquillo quel piccolo villaggio sulle rive del fiume Dee.
Tappa uno: gironzolare per cominciare ad assaporare il Galles … indi per cui andare alla ricerca di qualcosa da mangiare. Detto … Fatto. Proprio vicino all’ufficio turistico trovammo un macellaio con tanto di sandwich shop che era tutto un dire: la tenda parasole rappresentava la bandiera gallese e questo per noi era già sintomo di pura qualità.
Tappa due: recuperato un buonissimo panino col Cheddar (e Dio salvi il Cheddar) ci recammo all’ufficio turistico per due faccende importantissime. La prima fu quella di recuperare gli orari degli autobus, la seconda fu quella di chiedere: “how can I get to Valle Crucis?“

Va detto che Valle Crucis è una delle principali cose da vedere a Llangollen, fin dai tempi del pittore Turner, che non perse occasione per immortalarla in uno dei suoi quadri. Questo paesino è legato ad epoche antiche dalle rovine di questa basilica e si mescola alla leggenda grazie a Castell Dinas Bran. Respirare la storia è molto facile ma la si raggiunge solo a suon di passi! Eh sì … il bello del Galles è che tutto sembra dietro l’angolo e che tutto sembra (è) raggiungibile a piedi. “How long does it take?” … “Well… about half an hour…” e quindi partimmo.
Prima regola del Galles: la distanza è sempre relativa come è relativa la percezione di chi vi dà indicazioni. Il che è del tutto positivo perché vi permetterà di perdervi in tutto ciò che vi circonda. Trovammo subito la direzione verso Valle Crucis … Abbey Road in effetti era un indizio non trascurabile. La strada ci regalò la visione di un cimitero di campagna, di un cancello di una casa privata raffigurante i narcisi e il drago (non a caso simboli gallesi per antonomasia) e ci portò quasi per mano a camminare a fianco del Canale di Llangollen (Camlas Llangollen) in un paesaggio che nemmeno nelle migliori favole ascoltate da piccina potevo immaginare.
Il bosco aveva un che di incredibile ed io mi sentivo nuovamente Alice in Wonderland.
Probabilmente quando viaggio sono proprio così. Mai visto un verde simile… mai sentito così tanto odore di natura… malgrado non abiti in una città enorme e sia circondata dalla campagna. Ormai avevamo dimenticato da quanto stavamo camminando e tralasciammo essenzialmente l’annosa domanda meglio conosciuta come “quanto manca secondo te?“. Eravamo persi nella bellezza dell’ignoto e ci gustavamo così tanto il paesaggio da arrivare a dirci “anche se non arriviamo all’abbazia … pazienza… è bello lo stesso”.
Ed invece eccola là… si stavaglia davanti a noi in una sorta di avvallamento d’un verde intenso dove mucche e pecore governavano su tutto. Non sembrava neanche vera. Invece non era così. Trasudava antichità, vita e saggezza da ogni pietra. Mi chiesi più volte, in quel frangente, come doveva essere stata tutta intera e che suono avrebbero avuto le lodi in latino tra quelle mura. Mi domandai inoltre se Turner l’avesse vista nello stesso modo in cui la stavo osservando io ora. Da sottolineare positivamente l’intervento del Cadw , l’ente che gestisce la struttura e fa di tutto per raccontarla senza generare una presenza invasiva.
Per quel che mi riguarda augurerei a tutti di vivere Valle Crucis come l’ho vissuta io: in silenzio, solitaria e con pochissima gente attorno. Quasi come per dare la possibilità alla mia mente di ricostruirla per apprezzarla ancora di più in tutta la sua memorabile grandezza e bellezza. La Tintern Abbey del cuore del Galles è una piccola sfida che va gustata fino infondo. E’ come se fosse un’essenza dalla quale lasciarsi avvolgere.




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