Vita da Britalian: la storia di Mattia, da Benevento a Birmingham


Se vi dico Birmingham... Cosa vi viene in mente? Il mio primo pensiero è l'amore che ho verso la Gran Bretagna e il secondo è Ozzy Osbourne, seguito a ruota dai Duran Duran, i Judas Priest e da Robert Plant, tutte persone originarie di questa città inglese delle West Midlands. Se tanto mi da tanto (un po' come a Liverpool e Manchester) da quelle parti si vien su particolarmente bene. Brum, così viene chiamata Birmingham dai locali, è da un po' di tempo anche la casa di Mattia, un ragazzo di Benevento, divenuto Britalian per motivi di studio. Birmingham è la sua nuova casa e oggi ci facciamo raccontare come sia vivere da quelle parti, Brexit permettendo, e del perché valga la pena di organizzare un viaggio in Inghilterra che punti verso Birmingham. 



Giovy: Ciao Mattia, raccontaci in poche parole chi sei.

Mattia: Mi chiamo Mattia Boscaino e sono nato a Benevento, in Campania, 30 anni fa. Ho vissuto in numerose città italiane, spagnole ed inglesi. Da due anni e mezzo vivo a Birmingham dove svolgo un dottorato di ricerca in Management applicato alla produzione di street art. Attualmente mi occupo di digital marketing per una tech-company che fa crowd-testing di software e app, ospitata negli uffici del Google hub a Londra.


G: Tu vivi a Birmingham che non è di certo una delle prime città al quale un italiano pensa. Come sei finito lì e come ti trovi nelle Midlands?

M: Birmingham è difficilmente riconosciuta dall'italiano medio. Nonostante si tratti della seconda città inglese e della terza area metropolitana in UK (dopo Londra e Manchester), nonostante sia una città storicamente importante per la prosperità odierna del Regno Unito (la rivoluzione industriale ha i suoi natali tecnologici a Birmingham in quanto James Watt perfezionò la macchina a vapore proprio qui) e nonostante abbia, tra le altre cose, un sistema di canali urbani commerciali tra i più sviluppati al mondo (si contende il primato in km con Amsterdam, Brugge, Venezia e Amburgo), Birmingham è scarsamente conosciuta in Italia ed in Europa. 
Sono finito nelle Midlands nell'autunno del 2014 perché avevo bisogno di scappare dall'Italia: le condizioni di lavoro erano scarse e prive di prospettive anche per un professionista laureato e con 4 lingue come me. Quindi presi il mio ex-ragazzo ed emigrammo in UK :) 
Ho scelto Birmingham perché la mia supervisor per il dottorato è docente presso la University of Birmingham, e non volevo perdere l'opportunità di essere seguito da una persona del suo calibro. A Birmingham si vive generalmente bene se si è disposti ad integrare le proprie strutture culturali a quelle di una città con un'identità inglese molto forte, priva dell'internazionalità europea e globale di Londra. Allo stesso tempo, Birmingham ha avuto la possibilità di attrarre la maggiore ondata di immigrati provenienti dai paesi del Commonwealth, di conseguenza la multiculturalità è davvero visibile in ogni aspetto della vita cittadina: dalla gastronomia agli eventi culturali, dalle lingue che senti parlare in giro al numero infinito di moschee, templi Sikh, chiese pentecostali caraibiche.  Si tratta di una città enorme, con una struttura urbana elementare se la si guarda dall'alto o da una mappa, ma che mostra una serie di interconnessioni che si sovrappongono l'una sull'altra, specialmente per quanto riguarda le direttrici di trasporto. A Birmingham, infatti, è possibile essere contemporaneamente nel centro storico, vicini ad una chiesa del decimo secolo, mentre si passeggia di fianco ad un edificio in stile brutalista sulle rive di un canale che passa sotto ad una tangenziale a 6 corsie, una ferrovia ed una pista ciclabile tutto nel raggio di 20 metri. Questo è uno degli aspetti che più mi affascina di questa città. Mi sorprende, ogni volta, guardare intersecarsi tutte queste direttrici pensate indipendentemente l'una dalle altre e che svolgono funzioni autonome. Allo stesso tempo c'è un aspetto piuttosto spaventoso di Birmingham che la città fatica a togliersi di dosso: la miseria della popolazione.  Per via di numerose cause - Thatcherismo negli anni '80 e privatizzazioni selvagge del periodo di Blair - la città è passata dall'essere un fiorente centro manufatturiero in cui i giovani riuscivano a qualificarsi accademicamente (le università erano gratis fino a pochi anni fa) e a condividere conoscenza e professosione ad un calderone pieno di disoccupati e disperati che campano grazie ai sussidi statali. Le università sono molto care in Inghilterra, anche per i cittadini britannici, e molto spesso le famiglie non possono permettersi di pagare gli studi ai propri figli, che si vedono costretti a svolgere lavori di basso valore.  Detto ciò, vivere nelle Midlands è un'esperienza positiva perché permette di avere tutti i benefici di un'area metropolitana gigante ma, allo stesso tempo, di non dover sostenere costi proibitivi come avviene a Londra.


G: Due pregi e due difetti della vita in Inghilterra
M: Due pregi: 
- il tempo atmosferico: sembrerà strano ma, per me, il clima mite, umido e piovoso delle isole britanniche è una manna dal cielo. E' possibile fare sport all'aria aperta in ogni stagione perché non c'è mai gelo polare del gennaio padano (ho vissuto a Bologna e Milano) né il caldo opprimente del sud Europa (ho vissuto a Napoli, Bari, Roma ed Almeria).
- il fascino: vivere in Inghilterra ha il suo fascino. Sentirsi parte di una comunità dalla storia secolare e partecipare all'evoluzione di questa storia ha su me un effetto affascinante.

Due difetti: 
- non c'è la possibilità di fare qualcosa senza dover pagare il prezzo imposto per questa cosa. Mi spiego meglio: se in Italia o in Francia gli eventi culturali e i beni pubblici come parchi, foreste, monumenti, sono generalmente accessibili ai più senza necessità di pagare nulla. Qui, invece, ogni attività da poter svolgere ha un prezzo e se non ha un prezzo è vista dagli inglesi come non degna di considerazione.

la qualità degli immobili: sempre comparando la qualità locale con quella italiana, c'è davvero molta approssimazione nella realizzazione e nella finitura degli immobili. Gli inglesi ricordano costantemente il pericolo di fuoco con innumerevoli porte antincendio. ma non ricordano mai la necessità di costruire case con materiali che non prendono fuoco. Io stesso sono reduce da un incendio che ha distrutto in 15 minuti la palazzina in cui dormivo (sono scappato in tempo).



G:  Da quanto so c'è una passione britannica che ti ha conquistato: il rugby. Giocavi già da prima o hai iniziato lì? Cosa ti piace di questo sport?

M: Ho scoperto il rugby anni fa in Italia e non sono mai riuscito ad entrare in una squadra, magari anche per l'atteggiamento dei compagni verso un probabile membro LGBT come me. Nel gennaio del 2016, a seguito della rottura con il mio ex-ragazzo e con la presa di coscienza della necessità di farsi un gruppo di amici su cui contare, mi sono iscritto alla squadra gay-friendly (qui si chiama inclusive rugby team) di Birmingham, chiamata Birmingham Bulls.  Sono particolarmente orgoglioso di aver fatto questa scelta: mi ha permesso di conoscere persone magnifiche, di sentirmi ancora più integrato in una comunità variegata - la nostra squadra è la più multiculturale di tutto il campionato gay nazionale, che abbiamo vinto l'anno scorso e siamo arrivati secondi quest'anno.  Far parte di una squadra di rugby in un paese straniero è come entrare in una famiglia che ti pensa sempre e ti tiene sempre in considerazione.  Allo stesso tempo ho migliorato significativamente la mia condizione fisica e ho avuto anche l'occasione di avere una love story e un cuore spezzato.



G: Birmingham e dintorni: c'è qualcosa che vuoi consigliare ai viaggiatori che leggono questo blog?

M: Birmingham è una città da scoprire, come hai detto tu. La città è in continua evoluzione e ci sono numerosi festival distribuiti durante tutto l'anno.  Raccomando vivamente la visita della città durante il periodo di San Patrizio, la settimana a ridosso del 17 marzo: come città inglese con la più numerosa comunità irlandese, Birmingham festeggia il vescovo irlandese con concerti, sfilate tradizionali, ospiti illustri e naturalmente Guinness.  Un altro festival da vivere intensamente è il Moseley folk. Si tratta di un folk festival tenuto ogni anno a ridosso dell'equinozio d'autunno, quando le giornate iniziano a farsi "croccanti" - crisp - e la Indian summer regala miti serate a 18 gradi. Il Moseley Folk è tenuto nel Moseley park and pool, un parco semi-privato le cui chiavi vengono date in custodia a noi abitanti di Moseley - la lineout è da far invidia agli appuntamenti folk internazionali più famosi! Luoghi da visitare: Jewellery quarter per la sua atmosfera inglese post-industriale; Brindley place per i suoi canali e i numerosi pub a ridosso dell'acqua; New Street per lo shopping; Bournville per la sede della "Fabbrica di cioccolato" (La mitica Cadbury, giusto per capirci. nota di Giovy) che ha ispirato film e romanzo omonimi; Moseley e Kings Heat per provare il più famoso piatto di cucina indiana inventato fuori dall'India: il Balti, inventato nel Balti triangle vicino Moseley.


Io ringrazio di tutto cuore Mattia per avermi riportato, con le sue parole, in una città che bramo di rivedere al più presto. Ci sono città inglesi capaci di cambiare da un anno all'altro. Le adoro per questo, per il loro essere mutevoli e sempre capaci di migliorarsi. Birmingham è sicuramente una di queste, da mettere nella lista dei prossimi viaggi da fare. Se vi state chiedendo come raggiungere Birmingham, vi basterà volare verso le East Midlands e poi prendere un bus o un treno.


Tutte le foto e il video sono © Mattia Boscaino - riproduzione vietata

Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
La riproduzione è vietata e l'originale si trova solo su Emotion Recollected In Tranquillity.

2 commenti:

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