Inghilterra: visitare il Senhouse Roman Museum di Maryport

Britannia Romana: il Senhouse Roman Museum


Un tempo, dopo un viaggio alla scoperta del Lake District, scrissi di un luogo che mi aveva piacevolmente colpito: Maryport, in Cumbria. Si tratta di un piccolo paese sulla costa del nord-ovest dell'Inghilterra, affacciato sul golfo di Solvay. Da lì si vede chiaramente la Scozia e io e Gian ci siamo finiti perché volevamo vedere anche un po' di territorio di quella regione, al di fuori del parco del Lake District. Mayport, come scrissi tanto tempo fa, mi sembrò la sorella timida del resto della Cumbria, uno di quei luoghi pieni di bellezza ma altrettanto pieni di paura di raccontare al mondo quella data bellezza. Cosa c'è da vedere a Maryport? In primis il Senhouse Roman Museum, un piccolo museo che racconta tanto sulla Britannia Romana.


C'è molto di romano in quel della Gran Bretagna
ed io amo in un modo quasi viscerale scoprire i luoghi legati alla colonizzazione romana su quell'isola. C'è molto di romano anche oggi in tutta la Gran Bretagna: ex strade coloniali che si sono trasformate in tracciati di nuove autostrade, ex percorsi militari che ora sono splendidi sentieri per il trekking. E poi c'è il Vallo di Adriano, i forti del nord e c'è anche Maryport che, proprio ai tempi dell'Imperatore Adriano, era una zona militarmente tattica e pertanto era presidiata da una legione molto celebre in terra britannica: la XX. Maryport si trova molto vicino a Carlisle (sono 28 miglia circa), città che al tempo rivestiva un'importanza molto grande. Proprio da Carlile parte ufficialmente il Vallo di Adriano e Maryport si trovava così, in quegli anni, ad essere una sorta di avanposto di frontiera. Come vi scrivevo prima, la cittadina si affaccia sul golfo di Solvay dal quale è visibilissima la Scozia. La XX legione qui proteggeva i confini nord-occidentali delle province britanniche.


Se deciderete di passare una giornata a Maryport, resterete sorpresi dalla sua tranquillità e clima pacifico. Il mio consiglio è quello di salire la collina (tutti gli autobus arrivano sulla strada principale, Curzon Street,  che si trova proprio sotto la salita da percorrere, ovvero Senhouse Street) e arrivare ad ammirare il porto e il mare. E' il porto la prima anima di Maryport, benché non sia proprio immenso e non sia solcato da chissà che navi. Qui si vive principalmente di pesca e il mare riveste un'importanza pazzesca. Lo si capisce bene dalla presenza di un piccolo (ma fornitissimo) museo marittimo che troverete senza problemi. La nostra destinazione odierna è, però, il Senhouse Roman Museum, un'istituzione che racchiude alcune collezioni di ritrovamenti romani molto importanti. Pensate che alcune collezioni sono citate in alcuni documenti del 1570. E' stato, però, dal 1962 in poi che questo museo ha preso vita e ha assunto la forma che ha ora.


I ritrovamenti romani di Maryport si trovano custoditi dentro la casa della famiglia Senhouse, una famiglia che ha sempre vissuto sull'alto della collina che guarda il golfo di Solvay. Per moltissimi anni si era pensato alla presenza di un forte romano nella proprietà della villa e, non appena gli archeologi hanno potuto scavare, ciò che videro ha dato loro ragione. Ciò che è visibile, ora, è semplicemente il perimetro di ciò che era il forte ma i ritrovamenti ottenuti con gli scavi hanno a dir poco dell'incredibile. Molte sono delle steli sulle quali i soldati della XX Legione hanno lasciato traccia della loro vita, scrivendo chi fossero e da dove venissero. Nel percorrere i corridoi del museo si viene catapultati letteralmente in un'altra dimensione tempolare e, leggendo soprattutto delle loro provenienze, ci si rende conto di cosa fosse, al tempo, l'impero romano. Quel giorno, durante la visita, mi sono chiesta più volte cosa potesse pensare un "Ibericus" della vita e del clima sul Golfo di Solvay. Non sono mai stata così felice di capire il latino come quel giorno. Leggere quelle iscrizioni su pietra o ottenute tracciando le lettere sulla terracotta era come leggere i diari del 122 d.C.



Le tracce della Britannia Romana mi hanno sempre sorpreso, fossero esse quelle di Bath, Chester oppure il Vallo tutto intero. Ciò che mi sorprende è la capacità con la quale i britannici hanno saputo conservare e raccontare la romanità nel loro mondo celtico e britannico. A mio personale avviso hanno saputo raccontare in modo del tutto completo quel periodo e riescono, grazie alla progettazione dei loro musei romani, a far sentire il visitatore parte di quell'epoca. Sarò poco campanilista ma, in Italia, non ho mai provato questa sensazione di fronte ad un rovina del mondo romano. Il museo romano di Maryport è apero solo venerdì, sabato e domenica dalle 10.30 alle 16. Il mio consiglio è quello, se siete nel nord-ovest dell'Inghilterra, di concedervi un giorno a Maryport e regalare un po' del vostro tempo e del vostro al Senhouse Roman Museum. Il prezzo d'entrata è di sole 4£ e non ve ne pentirete! All'uscita, sedetevi su una panchina del porto e godetevi il tramonto sul Solvay Firth. 
Chissà com'era nel 122 d.C. Forse intenso come ai giorni nostri.

Il nord dell'Inghilterra è particolarmente speciale per me: si possono fare delle grandi esperienze di viaggio tra Cumbria, Yorkshire e Northumberland, esplorazioni dense di storia. Così tanta da non immaginarne la portata. 


Tutte le foto sono © Visit Cumbria, salvo le cartine geografiche - riproduzione vietata

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