Cosa e dove mangiare a Varzi

Cosa mangiare a Varzi


La primavera è una di quelle stagioni che mi ispira viaggi enogastronomici alla scoperta di molte parti d'Italia. Forse per la permanenza negli Stati Uniti, forse perché - fondamentalmente - sono una grande golosa, mi è venuta voglia di raccontarvi cosa e dove mangiare a Varzi. Questo comune della provincia di Pavia, posto sulla Via del Sale che conduce a Genova, è molto conosciuto per il Salame di Varzi DOP, una vera e propria prelibatezza da assaggiare. Di non solo salame, però, ci si sfama in quel di Varzi, anzi. Ci sono alcuni piatti che meritano uno o più assaggi, così come il territorio circostante questo paese merita una o più gite di un giorno o più.

Varzi per me è stata una piccola scoperta. Io e Gian eravamo tra la Val Trebbia, dove abbiamo visitato Bobbio, e l'Alto Oltrepo Pavese, una zona della Lombardia che conoscevo molto poco. Sono stata più volte nell'Oltrepo dei vini e delle colline dolci ma non avevo mai visitato la sua zona montana, una parte dell'Appennino che vanta bellezze di tutto rispetto. La stessa Valle Staffora, dove si trova Varzi, è uno di quei luoghi che andrebbero raccontati di più per invogliare la gente a scoprire un territorio del tutto speciale e fuori dalle solite rotte pubblicizzate. La primavera è senza dubbio un buon momento, soprattutto nei suoi mesi inoltrati, quando la montagna ha avuto tutto il tempo di risvegliarsi e farsi bella con fiori, prati verdi e alberi dalle foglie nuove. Varzi ha anche un gran significato storico per la Resistenza. Nel '45 qui venne proclamata una delle repubbliche libere italiane e vale la pena di spendere qualche minuti nel leggere i cartelli storici posti tra Via Lombardia e Piazza Umberto I. 


Varzi, come vi dicevo, è un comune dell'Oltrepo che vanta una bella storia medievale, e non,  e un grande sviluppo dovuto al passaggio della Via del Sale, quella strada che metteva in comunicazione la pianura e Genova. Il fatto di trovarsi su questa via ha favorito la nascita di una certa gastronomia, fatta anche di pesce in questo luogo ai piedi delle montagne. Un tempo, mi raccontavano, le colline di Varzi erano tutto in trionfo di mandorli in fiore. Ora questi alberi sono davvero molto pochi ma in città si continua a produrre una torta di mandorle molto buona e, a tratti, simile ad una sbrisolona, di quelle che si fanno a Mantova.


Una delle vere e proprie delizie di Varzi sono i ravioli di stocafisso. Il baccalà sotto sale era una delle merci che passava ripetutamente per la città e così è diventato il ripieno dei classici ravioli di pasta all'uovo tanto comuni in molte parti d'Italia. I ravioli di stocafisso di Varzi sono molto delicati e il gusto del pesce non è fortissimo, nel caso ve lo chiedeste. Vengono serviti conditi con del burro fuso sul quale, per ovvie ragioni, non ci va il parmigiano. Prima di diventare il ripiedo dei ravioli alla varzese, lo stocafisso viene passato in padella con la bagna cauda, giusto per stare tranquilli con l'aglio. Altra delizia da mettere sulla lista delle cose da mangiare a Varzi sono i malfatti: si tratta di gnocchi allungati fatti di ricotta e spinaci, anch'essi conditi con burro fuso e - stavolta ci vuole - tanto parmigiano... o grana padano, se volete restare fedeli alla produzione locale. Il tutto va innaffiato con dell'ottimo riesling, grande protagonista della produzione vinicola della provincia di Pavia e zone limitrofe. Noi abbiamo pranzato al Caffé del Centro, un posto piccolo e carino, dove i prezzi sono giusti e la qualità del cibo davvero buona. 


Io sono per metà pavese (mio padre è nato nella Lomellina) e ho sorriso tra me e me quando ho scoperto l'Appennino Pavese perché ho conosciuto una terra nuova, molto diversa dalle terre dei miei nonni, diversa da quella pianura capace di produrre riso e zanzare come se non ci fosse un domani. Un week-end fuori porta che vi porti alla scoperta di Varzi è un qualcosa da mettere in conto: passate del tempo in questo paese, visitate il vicino castello di Oramala (un luogo che a me sembra denso di misteri) e andate a dormire sugli alberi a Brallo di Pregola. La zona montana dell'Oltrepo Pavese è un luogo che sembra silente ma che, in realtà, ha davvero molto da raccontare e da mostrare. E' uno di quei posti "timidi", di quelli che hanno paura ad alzare la mano e parlare ma che, quando lo fanno, incantano per quello che dicono.



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