Il Galles e i suoi simboli



Il week-end appena trascorso è stato, per me, un po' tenero e bellissimo. Tenero perché il ricordo della mia mamma si è fatto sentire in modo molto forte, senza una ragione precisa. Bellissimo perché ho potuto guardare con molto interesse la partita del 6 Nazioni, il significato della quale va molto al di là dello sport stesso. Sto parlando di Galles-Inghilterra, che si è giocata sabato al Principality Stadium (per tutti ancora "il Millennium") di Cardiff. Il 6 Nazioni è un torneo che insegna molto sulla storia e sui simboli delle nazioni che vi partecipano, soprattutto per Irlanda, Inghilterra, Scozia e Galles. Siamo tutti d'accordo sul fatto che viaggiare significa anche imparare un po'? Bene, allora oggi vi racconto il Galles attraverso alcuni dei suoi simboli... quei simboli che spesso si vedono in campo o a bordo campo prima di un'importante partita di rugby.

Se vi chiedessi di citare qualche simbolo di una nazione celtica, qualche simbolo tradizionale o evento particolarmente significativo, sicuramente vi verrebbe in mente di citare l'Irlanda con la tradizione di San Patrizio. Nulla di male in tutto ciò, anzi. Ciò che va ricordato è che le nazioni celtiche sono 6, un paio delle quali politicamente sono considerate regioni di altre nazioni ma non perdono la loro identità celtica forte e decisa. Si tratta di Galles, Irlanda, Scozia, Isola di Man e, parlando di regioni, Bretagna e Cornovaglia. Ognuna di loro ha una bandiera e un inno. Le prime quattro e la Bretagna anche un parlamento proprio. Il Galles, come tutte le sue sorelle celtiche, ha un paccehtto di simboli e tradizioni da conoscere e apprezzare. Cominciamo!?




1) Taffy the goat (e il suo Goat Major)
Avete visto una partita della nazionale gallese in casa (anche in tv)? Avrete notato che, quando entrano in campo le squadre, prima degli inni, è schierato sul campo anche un reggimento dell'esercito. Non si tratta di scena ma di soldati veri del Royal Welsh Regiment che entrano in campo e si schierano con tutta solennità. Con loro c'è una capra bianca del Kashmir che solitamente viene chiamata Taffy, dal gallese Daffyd (che si pronuncia Taffid, con la lingua tra i denti mentre si dicono le due F) ovvero Davide. San Davide è il patrono del Galles (poi vedremo) e Taffy è ufficialmente un militare del Secondo Battaglione del Royal Welsh Regiment. Viene chiamata "mascotte" ma ha gradi militari e, all'occorrenza, va anche in guerra. Perché una capra come simbolo di un reggimento?La storia si perde nelle guerre coloniali (nel Kashmir per l'appunto) britanniche quando una capra di quella zona riuscì ad evitare al regimento gallese un'imboscata nemica. Taffy (e le sue amiche degli altri reggimenti) sono curate da un ufficiale che ha il titolo di Goat Major. Egli deve essere in grado di portare la capra anche in situazione di immenso casino. La cosa potrebbe farvi sorridere ma in Galles tutto ciò viene preso con rispetto e serietà. Se voltete sapere qualcosa di più su Taffy, visitate il Bute Castle di Cardiff. All'interno del castello c'è il museo del Royal Welsh Regiment, dove troverete molte notizie su questa mascotte che è molto più che un semplice anima. 



2) San Davide o Dewi Sant
San Davide fu un monaco che visse nel VI secolo d.C, secondo le fonti storiche nacque nel sud del Galles da una donna di nome Non. Questo nome femminile è discretamente diffuso in Galles, così come il nome David o Daffyd che dir si voglia. La storia ci dice che egli fondò alcuni mosteri e si occupò della evangelizzazione in Galles. Si dice che molte delle reliquie legate al culto di questo santo vennero disperse con la dissolution da parte di Enrico VIII. Ciò che resta in sua memoria e che trascende il tempo è sicuramente la cattedale di Saint David's Head nella regione del Pembrokeshire, ovvero il sud-ovest del Galles. Questa è un'ottima meta per capire di più sulla storia del Galles e sullo spirito di questa nazione. La festa di San Davide è il 1 Marzo: Cardiff si veste dei colori di questo santo (giallo e nero) e troverete narcisi e porri dappertutto. La tradizione vuole che, nel giorno di San Davide, si mangino porri e si beva una pinta di un'ottima ale locale. What else? 




3) Il narciso e il porro
Guardando le partite del 6 Nazioni del Galles potrete notare tantissime persone con un copricapo a forma di narciso o con un piccolo gonfiabile con le sembianze di questo fiore. Vi dico la verità: ce l'avevo anch'io il gonfiabile a forma di narciso ma poi, con immensa tristezza, si è bucato. Ahimé. Tornando al narciso, fu l'unico primo ministro gallese David Llyod George a volere questo fiore come simbolo del Galles. E' uno dei primi a sbocciare in Gran Bretagna ed è simbolo della vita che torna sui prati. Quindi simbolo di buon aspicio. E poi è giallo, come uno dei colori della bandiera di San Davide. Il narciso venne eletto a simbolo nazionale per "rimpiazzare", almeno agli occhi internazionali, l'umilissimo porro, che sembrava essere troppo semplice per rivendicare l'identità nazionale del Galles. Il porro è il vero simbolo storico del Galles: ci sono documenti storici che raccontano come, in battaglie medievali, i soldati gallesi portassero addosso dei porri per identificarsi nel caos della guerra. Anche Shakespeare, nell'Enrico V, cita il porro come simbolo dei gallesi. Quindi non stupitevi se, girando per il Galles, troverete spillette o calamite da portare con voi con questi due simboli incrociati tra loro. I narcisi in Galles, come nel resto della Gran Bretagna, sono cosa seria in primavera. Ci sono degli itinerari meravigliosi per godersi la primavera briannica e i suoi colori. Soprattutto le tante sfumature dei narcisi! 



4) Il drago rosso
Il rosso è, senza dubbio, un altro dei colori simbili del Galles. La bandiera gallese riporta un drago rosso sul fondo bianco e verde (questi ultimi colori sono, guarda il caso, quelli dei porri). Il significato di questo simbolo va ricercato nel passato e nelle leggende del Galles. Non so se lo sapete già, ma è il Galles la vera terra di Re Artù e il drago rosso si riferisce proprio ad una visione avuta da Merlino, e raccontata dalle parole di Goffredo da Monmouth. Merlino vide un drago rosso, simbolo dei "britons" ovvero degli originari abitnati della Gran Bretagna, scontrarsi con un drago bianco simbolo dei sassoni, ovvero degli inglesi. Ancora oggi il bianco è il simbolo dell'Inghilterra e l'aggettivo "English" in gallese si dice "Saesneg" che signica, tra le altre cose, Sassone. Giusto per dovere di cronaca, la bandiera gallese, così come la conosciamo oggi è stata issata la prima volta ufficialmente nel 1959. Fate voi il conto dei secoli dall'occupazione inglese del 1275 ad opera di Edoardo I.




5) I cori maschili
Non c'è paese più fiero dei suoi cori maschili del Galles. Tornando sempre alle partite di rugby al Millennium Stadium, oltre a Taffy, alle squadre e al reggimento, vedrete anche la banda e un grande, grandissimo coro maschile. La tradizione di riunirsi dopo il lavoro è sicuramente molto antica, in tutte le nazioni. Molti ritengono che la nascita dei cori gallesi sia stata la vera e propria salvezza per molti minatori che, al di là del lavoro in miniera e di qualche ora a casa, avevano davvero poco nella loro vita. Coro vuol dire aggregazione, vuol dire bellezza della musica, vuol dire un po' di leggerezza nella vita. In Galles ci sono davvero moltissimi cori, così come ce ne sono di molto numerosi in luoghi dove i gallesi sono emigrati. Le canzoni del repertorio sono spesso in lingua gallese oppure si rifanno a successi i musica leggera. Primi fra tutti quelli di Tom Jones, altro simbolo indiscusso del Galles. Non è un caso, infatti, ascoltare canzoni spettacolari come Calon Lan per poi ammirare l'esecuzione magistrare di un classico di Tom Jones come Delilah. Il non-plus-ultra si raggiunge con l'inno nazionale Hen Wlad Fy Nhadau (Land of my fahters). Il punto in cui a me escono le lacrime - lo dicevo su Twitter sabato - è "Gwlad, gwlad, pleidiol wyf i'm gwlad". Gwlad (si legge gulad) è la parola gallese per dire "patria". Volete ascoltare un coro gallese cantare e capire quanto vi ho spiegato finora? Provate ad andare a vedere una partita di rugby in Galles. Poi mi direte. 


Questi sono 5 simboli fondamentali per capire un po' il Galles. La cosa migliore, come scrivo in questo post, è sicuramente fare un viaggio in Galles e aprire il cuore ad una nazione che ha davvero tanto da raccontare. In apparenza può sembrare un luogo meno iconico di Irlanda e Scozia ma, nella realtà, non è così. Anzi. Io lasciai il cuore da quelle parti tanti anni fa. La Lonely Planet ha messo in Galles del Nord nella lista dei paesi da visitare nel 2017. Vorrà pur dire qualcosa, no!?



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