Tradizioni dell'Alto Vicentino: Venare Gnocolaro e Fora Febraro

Tradizioni Alto Vicentino: Venare Gnocolaro


Questo venerdì inizia con una pura e grande verità: ci sono certe tradizioni che non sopporto, altre che evito e altre ancora alle quali non rinuncerei mai. Ovunque io mi trovi. Oggi per me non è solo venerdì e nemmeno solo l'ultimo venerdì di Carnevale. Oggi per me è Venare Gnocolaro, ovvero il venerdì degli gnocchi in dialetto veneto. Nell'Alto Vicentino dove sono nata (ma non solo) si celebra l'ultimo venerdì di Carnevale mangiando dei piatti di gnocchi strepitosi, spesso al pomodoro e al ragù. Tra qualche giorno, giusto per non farci mancare nulla, ci sarà Fora Febraro, ovvero la giornata in cui si fa fuggire l'inverno. Oggi vi spiego il perché di queste tradizioni e del mio amore per loro. 

Quando ero una bimba ero convinta che esistesse, oltre al Giovedì e al Martedì Grasso, il Venerdì Grasso. Per me era quel giorno in cui mia nonna Cecilia faceva chili di gnocchi di patate da cucinare e condire con abbondante salsa di pomodoro. Io amo ancora da matti gli gnocchi al pomodoro e per me sono un gran bel ricordo della mia infanzia. Ovviamente Venerdì Grasso non esiste: quel venerdì si chiamava e si chiama ancora Venare Gnocolaro, giornata in cui sulle tavole dell'Alto Vicentino e dell'Alto Veronese (la Lessinia, per farla breve) compaiono piatti su piatti di gnocchi, avvolti nel sugo o affogati in esso, come faceva la mia nonna e come amo fare io ancora. Si dice che il Venare Gnocolaro abbia origini antiche, precedenti ancora dell'arrivo delle patate in Italia, quando gli gnocchi si preparavano solo con farina e uova. Il Venare Gnocolaro rappresenta l'ultimo venerdì di bagordi alimentari prima che la Quaresima arrivi e prima che pranzi e cene di magro si impossessino delle tavole di tutti noi. Per me, come dicevo, è un ricordo d'infanzia e un qualcosa che fa parte della mia identità. Ovunque io sia, quel giorno, preparerò gli gnocchi al pomodoro e così farò stasera.

Tradizioni Alto Vicentino: Chiamata di Marzo
La chiamata di marzo 2016 - © Giovy Malfiori

Questa fine di Febbraio è, per me, particolarmente ghiotta, perché mette il Venare Gnocolaro molto vicino ad un'altra tradizione alla quale non so rinunciare: Fora Febraro. Se vi capitasse di passare nell'Alto Vicentino in questi giorni e, soprattutto, la sera del 28 Febbraio vi accorgereste della massiccia presenza di rumori tipo botti, coperchi che sbattono, campanacci e così via. Questo è far fuori Febbraio, ovvero spaventare l'inverno per cacciarlo dai boschi e della terre che, fino a quel momento, ha magicamente occupato e addormentato. Si dice che l'usanza di far fuori Febbraio sia un retaggio della cultura Cimbra, tanto diffusa nelle mie zone natali. Sicuramente ben si abbina ad antiche usanze pagane messe in atto per segnare il passaggio di stagione. Quando ero piccola, mia nonna (sempre Cecilia, la stessa di prima, una donna dall'animo profondamente cimbro) mi portava nei boschi non distanti da casa sua proprio nel pomeriggio del 28 Febbraio. Mi dava dei coperchi vecchi e qualche mestolo e mi concedeva di fare tutto il casino che volessi. Assieme recitavamo "Fora Febraro che Marso xe qua. Se non ghè Marso se smarsirà". Questa era la filastrocca che doveva spaventare e cacciare l'inverno. Ancora oggi, ve lo confesso, la sera del 28 Febbraio, io esco sul terrazzo di casa mia in piena Emilia e sbatto con forza due coperchi almeno un paio di volte. Non so rinunciare a Fora Febraro: mi sembra di saltare un passaggio importante della vita di ogni anno. Fora Febraro è, come dicevo, un momento di grandi botti, forse più di Capodanno dalle mie parti. Ci sono dei video che testimoniano il momento. Don't try this at home!

Tradizioni Alto Vicentino: Fora Febraro

Chiamare Marzo e risvegliare la natura e la nostra vita è un qualcosa che nell'Alto Vicentino sanno (o sappiamo) fare molto bene. A Recoardo Terme si tiene ogni due anni la Chiamata di Marzo, una sfilata che vuole essere molto di più di questo e molto più di una rievocazione storica fatta come si deve. E' l'espressione totale di una tradizione che sa rinnovarsi ed il racconto di quello che siamo ora, siamo sempre stati e sempre saremo. L'anno scorso, dopo molto tempo, sono riuscita ad assistere nuovamente alla Chiamata di Marzo di Recoaro e, malgrado il tempo davvero pessimo e il freddo che si faceva sentire, io ero la donna più felice di questa terra perché mi ero riappropriata di un qualcosa al quale mi sento profondamente affine. La prossima Chiamata di Marzo si svolgerà nel 2018 e di sicuro io sarò in prima fila a godermi lo spettacolo e ad urlare, nuovamente, la filastrocca di Fora Febraro, nell'attesa gran finale col Falò, testimonianza dell'inverno dato alle fiamme e di una nuova stagione che non vede l'ora di rinascere.


Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
La riproduzione è vietata e l'originale si trova solo su Emotion Recollected In Tranquillity.

Nessun commento:

Posta un commento

Benvenuto in questo mondo fatto di viaggi e di emozioni.
Siamo tanto felici se ci lasci un commento!
Gli Anonimi non ci piacciano e se ci spammi ti scateniamo contro Torchwood

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...