La Ferrara di Giorgio Bassani: cercando il Giardino dei Finzi-Contini

La Ferrara dei Finzi-Contini

Qualche giorno fa sono stata a Ferrara. E' una città che mi piace davvero molto e, chissà come mai, ci vado sempre così poco. Gian la adora particolarmente così, proprio per iniziare al meglio l'anno, ci siamo diretti proprio lì per fare una passeggiata ed ammirare una città che viene sempre raccontata così poco. Ferrara, come molte altre città, ha tantissime anime tutte meritevoli della nostra attenzione. Quella che vi voglio raccontare ora è la Ferrara che Giorgio Bassani raccontò ne "Il Giardino dei Finzi-Contini", un libro davvero molto bello e significativo. Quali location cercare per ricalcare le vicende raccontate in questo romanzo?



Manifesto del fim tratto dal romanzo - Wikimedia Commons

Ci sono due doverose informazioni da dare all'inizio di questo post che vuole portarvi dentro la Ferrara di Giorgio Bassani. La prima è che il Giardino dei Finzi-Contini, di per sé, non esiste. Bassani ha scritto la storia di questa famiglia, ispirandosi probabilmente a quella di un certo Silvio Finzi-Magrini, ferrarese che venne deportato ad Auschwitz partendo proprio dal Campo di Fossili, nei pressi di Carpi. La vicenda ha sicuramente un'ispirazione reale ma, ahinoi, non c'è un vero e proprio luogo dove affermare "Ecco il Giardino raccontato nel romanzo". La seconda cosa che vi vioglio dire è che io non sono un'esperta di Ferrara ma amo cercare e ricercare notizie dei posti dove sono stata. Se c'è qualcosa di impreciso, avvertitemi. Sarò felice di essere corretta.


Il nostro viaggio alla scoperta della Ferrara dei Finzi-Contini può partire dal luogo che vedete come copertina di questo post: Corso Ercole I d'Este. E' una delle strade che, dalle mura (e più precisamente dalla porta dell'Angelo) vi condurrà direttamente davanti al Castello Estense. Io trovo che questo viale sia davvero bello e mostri, non so perché, una certa malinconia. Corso Ercole I d'Este nel romanzo viene definito "dritto come una spada". A questa grande via si affacciano dei palazzi davvero belli e densi di storia. Uno di questi si trova all'incrocio tra Corso d'Este e Corso Biagio Rossetti e si mostra con una porta a dir poco monumentale. Si tratta di Palazzo Prosperi, che viene ricordato in un passaggio del romanzo. A fianco del palazzo di trova un piccolo giardino recintato. Che si stato quello ad ispirare Bassani?


Potrebbe anche essere, data la zona della città. Bassani amava le mura dell'Angelo così come il protagonista del libro e sicuramente bazzicava spesso in questa parte della città. Quello che è certo è che, nel libro, viene citato il cimitero ebraico che si trova in Via delle Vigne, sicuramente non troppo distante da lì. Tornando in Corso D'Este e tenendoci alle spalle la Porta dell'Angelo, come vi dicevo, arriviamo al cospetto del Castello degli Estensi. Guardando il castello, prendete a sinistra e percorrete il muro di cinta del fossato (sarete in Corso Martiri della Libertà). Questo muro è per me uno dei simboli più importanti di Ferrara e un luogo dal significato pazzesco. Durante la Resistenza, qui, venivano fucilati i partigiani o chiunque non parteggiasse per la Repubblica di Salò e il ritorno del Fascismo. Nel romanzo Bassani descrive questo luogo cogliendolo in pieno giorno,  dicendo "lungheggiante in piena luce la fossa del Castello".

Itinerario alla scoperta di Ferrara

Oltrepassando il castello, potete dirigervi verso la piazza della cattedrale, oltrepassatela e cercate Corso di Porta Reno. Quasi alla fine del corso troverete l'incrocio con Via delle Volte. Percorretela tutta ed innamoratevi di questo pezzo di Ferrara Medievale, dove non ci metterete più di un minuto a comprendere il perché del suo nome. Stanto a quello che ho trovato (e che era indicato anche nei segnavia in città) questa via era parte del vecchio ghetto della città, quello risalente al Medioevo, per l'appunto. Il centro del ghetto ebraico di Ferrara era Via Mazzini, che dista da qui circa 400 metri. Ciò che si nota subito in Via delle Volte è, cosa tipica da ghetto, l'altezza delle case. Se nelle altre vie non si superano i due piani, qui si va leggermente oltre, simbolo che non si concedeva l'espansione in larghezza, limitazione tipica di ogni ghetto ebraico in territorio italico. 

Ferrara, Via delle Volte

Bassani la descriveva così:
"Priva di marciapiedi, il ciottolato pieno di buche, la strada appariva anche più buia del solito. Mentre avanzavamo quasi a tentoni, e con l'unico aiuto, per dirigerci, della luce che usciva dai portoncini socchiusi dei bordelli, Malnate aveva attaccato come d'abitudine qualche strofa del Porta".

Questa stretta via un tempo costeggiava il Po, prima che ne venisse deviato il corso. Era sicuramente un luogo molto particolare dove vivere come resta particolare ora. Io l'ho trovata bellissima e molto intensa, sicuramente un luogo nel quale vorrei ritornare per capire qualcosa di più della Ferrara descritta da Bassani.


Questo è solo un piccolo assaggio, una passeggiata di qualche ora per scoprire la Ferrara dei Finzi-Contini. Se siete appassionati del film, oltre che del romanzo, in città troverete pane per i vostri denti in quanto a location utilizzate da De Sica nella realizzazione del lungometraggio. Corso Ercole I D'Este compare più di una volta, così come il muretto del fossato del castello. Non so voi, ma il Giardino dei Finzi-Contini è uno di quei libri che non mi stanco di leggere mai. Se fossi un'insegnante darei grande spazio al racconto di questo libro e chiederei ai miei studenti di riflettere tanto sul ruolo della memoria. Perché essa può essere risvegliata da un viaggio qualunque, da una passeggiata qualunque... in una città speciale come Ferrara.

"[...] più del presente contava il passato, più del possesso il ricordarsene. Di fronte alla memoria, ogni possesso non può che apparire delusivo, banale, insufficiente." 
G.Bassani, Il Giardino dei Finzi-Contini, Capitolo III



Tutte le foto sono © Giovy Malfiori - riproduzione vietata

Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
La riproduzione è vietata e l'originale si trova solo su Emotion Recollected In Tranquillity.

2 commenti:

  1. Sperando di fare cosa gradita, ecco link a "Giorgio Bassani e il giardino che non c'è"
    https://www.youtube.com/watch?v=CddPtAFW6fo

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E' cosa molto gradita. Grazie. Più tardi guardo il video.

      Elimina

Benvenuto in questo mondo fatto di viaggi e di emozioni.
Siamo tanto felici se ci lasci un commento!
Gli Anonimi non ci piacciano e se ci spammi ti scateniamo contro Torchwood

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...