Amburgo vista dall'alto della St.Michaelis Kirche

Visitare la Michelkirche ad Amburgo


Amburgo è una di quelle città che non dovrebbero mai mancare nel quaderno di viaggio di chi ha voglia di conoscere profondamente la Germania, al di là di molti stereotipi che, ahinoi, sono tipici di tantissimi (forse troppi) viaggiatori italiani. Amburgo non è certo dietro l'angolo ma raggiungerla è più facile di quanto state pensando, soprattutto se il vostro viaggio inzia nel nord Italia. Come raccontavo per Philadelphia, uno dei migliori modi per dominare una città appena conosciuta è osservarla dall'alto. Meglio ancora se da uno dei simboli della città. Oggi vi racconto perchè salire sul campanile della Michelkirche, alias Michaelis Kirche, di Amburgo: il miglior punto di osservazione di questa città anseatica.



Amburgo è, assieme a Rostock, una delle città tedesche che più mi ha sorpreso negli ultimi anni. Sono arrivata lì in treno, partendo da Verona ed effettuando un solo cambio a Monaco. Un viaggio di circa 10 ore o più, è vero, ma uno dei più rilassanti e belli della mia vita. In una giornata ho attraversato tutti i paesaggi dell'Europa Centrale può regalare: le prealpi, le Alpi, le prime colline tedesche dove la vite e l'uva rendono il paesaggio indimenticabile. E poi la pianura, quella che ti porta diretta fino al mare del Nord. In un viaggio in treno così, Amburgo appare agli occhi dei viaggiatori verso sera, in quell'infinito crepuscolo che caratterizza le sere d'estate nel Nord Europa. Amburgo, giusto per dire, si trova a poco più di un'ora di treno dalla Danimarca e la sua anima è già più che scandinava.


La Sankt Michaelis Kirche viene chiamata da tutti, amburghesi in primis, il Michel. La chiesa sorse a metà del 1600, periodo durante il quale molte città anseatiche si abbellivano di chiese barocche, utilizzate anche come punto d'osservazione sulla città. La chiesa è protestante (luterana) e può essere visitata quando non sono in corso cerimonie o messe. Vi consiglio di dare un'occhiata al sito ufficiale per poter visionare gli orari. La chiesa è bella e interessante, molto luterana e diversa dal barocco tedesco che siamo abituati a vedere nel sud della Germania. Il vero e proprio motivo di tante visite a questa chiesa è il suo campanile, alto ben 132 metri. Il piano panoramico del campanile si può raggiure a piedi o con un comodo ascensore che vi consiglio per risparmiare un po' di fatica. Dall'alto del campanile si può godere di una vista a 360° sulla città e sui suoi quartirei centrali: la Speicherstadt e il porto sembarano non avere segreti da lassù.


Un piccolo grande consiglio per chiunque voglia visitare la Michelkirche di Amburgo: prendetevi del tempo ed esplorate anche il quartiere nel quale si trova la chiesa. Al di fuori della chiesa si trova il Michewiese, un parco molto carino e pieno di posti all'ombra dove poter sedersi e consumare un pranzo al sacco in santa pace. Alla fine del Michelwiese troverete la Ditmar-Koel Strasse, una via che, a prima vista, può sembrare normale ma che riserva grandi racconti sull'identità di Amburgo. A volte ci organizziamo per andare a vedere chissà che cosa e ci perdiamo piccolo e quotidiani dettagli. Questo è un piccolo e quotidiano dettaglio capace di raccontare la storia marittima e di grande accoglienza (commerciale) di una città come Amburgo.


Sulla Ditmar-Koel Strasse si trovano, da un lato (il destro, tenendo il Michelwiese alle spalle) l'anima e la cultura scandinava che ancora caratterizzano Amburgo alla grande. Dal lato opposto avremo le contaminazioni latine, soprattutto portoghesi. Amburgo è sempre stata un porto di mare: movimento di merci significa, inevitabilmente, movimento anche di persone che, vuoi per scelta o per obbligo, si sono fermate ad Amburgo nell'arco di secoli e hanno contribuito a rendere la città ciò che è ora. Fino al 1800 e qualcosa, Amburgo era danese... con gli occhi ben protesi verso la Scandinavia a livello commerciale. Lungo la Ditmar-Koel Strasse si trovano i consolati e i centri culturali di Svezia, Norvegia, Danimara e Finlandia. Qui si trovano, ancora oggi, i discendenti di varie famiglie scandinave per studiare la propria lingua o cultura. Ci sono anche delle piccole chiese dove si celebrano le messe in lingua scandinava.

Da sinitra la Michelkirche, il campanile della missione finladese e quello di quella danese

Dall'altro lato, come vi dicevo, c'è la massima manifestazione dell'anima latina: il ristorante. Sono il Portogallo e la cucina lusitana a farla da padrona in questo lato della vita. Il bacalao trionfa su ogni lavagna esposta fuori dalle porte dei locali e tutto ciò, non so dirvi perché, si sposa alla perfezione con l'ordine e il rigore scandinavo dell'altro lato della strada. Questa è Amburgo, questa è una città densa di destini e storie di esseri umani. A pochi metri da lì troverete il porto, grande anima e fautore di tutto ciò che accade, ancora oggi, in questa città tedesca. A volte basta davvero una passeggiata con occhi curiosi per conoscere in pieno l'anima di un luogo che stiamo visitando. Amburgo con me è stata molto generosa e mai mi stancherò di raccontare e consigliare questa città del nord della Germania.

Tutte le foto sono © Giovy Malfiori - riproduzione vietata

Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
La riproduzione è vietata e l'originale si trova solo su Emotion Recollected In Tranquillity.

Nessun commento:

Posta un commento

Benvenuto in questo mondo fatto di viaggi e di emozioni.
Siamo tanto felici se ci lasci un commento!
Gli Anonimi non ci piacciano e se ci spammi ti scateniamo contro Torchwood

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...