Viaggio in Patagonia: intervista a Michele Suraci

Come organizzare un viaggio in Patagonia

Oggi su questo blog di viaggi troverete un'intervista che mi rende particolarmente felice. Parleremo di viaggi in Patagonia con Michele Suraci, blogger de "I Viaggi di Michele" e autore dell'ebook "La mia Patagonia - Appunti di viaggio". A lui il compito di raccontarci il mondo alla fine del mondo (così come Francisco Coloane chiamava questa parte di Sud America) e di spiegarci cosa occorre considerare per organizzare un viaggio in Patagonia.



Giovy: Come mai hai scelto di fare un viaggio in Patagonia?

Michele: Sono da sempre interessato ai viaggi immersi nella natura. Non ricordo da quando ho iniziato a sentire questa esigenza, probabilmente è un desiderio che sempre avuto. La Patagonia ha attirato la mia attenzione perché potenzialmente ha tutte quelle cose che ha l’Africa, il mio primo sogno che ho già realizzato due volte. Rispondendo alla tua domanda ti posso dire che i principali motivi per i quali ho scelto la Patagonia sono due : la possibilità di fare i trekking più belli al mondo e la fotografia naturalistica.




G: Cosa ti aspettavi di trovare e cosa, invece, hai trovato?

M: In realtà ho trovato proprio quello che mi aspettavo. Ovviamente non potevo immaginare nei dettagli la bellezza e la maestosità del ghiacciaio Perito Moreno e delle vette come quelle del Fitz Roy e del Cerro Torre. Ogni momento di questo viaggio è stata una scoperta. Allo stesso tempo però mi aspettavo un ambiente selvaggio, popolato da fauna e dominato dagli elementi come l’acqua, il fuoco e il vento. E questo ho trovato.



G: Cosa c’è bisogno di sapere assolutamente per andare da quelle parti?

M: La cosa più importante da sapere non ha niente a che fare con l’organizzazione e la pianificazione del viaggio. Prima di decidere di andare in Patagonia bisogna essere consapevoli che noi siamo soltanto ospiti in questa parte della Terra. Dovrebbe essere così ovunque ma purtroppo non lo è più da tempo. Almeno in questi luoghi dove la natura è stata così forte da preservarsi, facciamo attenzione. Un fattore che mette a rischio ogni anno questo ecosistema è proprio l’uomo. Pensate che qualche anno fa un campeggiatore distratto e incosciente, ha lasciato acceso un fuoco davanti alla sua tenda. L’incendio è durato per più di due anni!

Area percorsa dal fuoco ai piedi del Massiccio del Paine


G: A chi consiglieresti questo viaggio e a chi lo sconsiglieresti?

M: Lo consiglierei a chiunque, anche se non si è particolarmente amanti della natura. Questi luoghi ti stregano e non rimarrai mai deluso. Ovviamente bisogna essere in buone condizioni fisiche. I trekking più belli sono anche i più lunghi, mai meno di 20 km tra andata e ritorno. Però tecnicamente sono facili, poco più che passeggiate.  Forse mi sentirei di sconsigliarlo proprio a chi non ama camminare e a chi soffre l’auto in quanto una parte del viaggio si fa in macchina per i lunghi spostamenti. Probabilmente però questo genere di persone non penseranno mai di viaggiare in Patagonia.

Panorama lungo il trekking al Fitz Roy

G: Racconta un momento indimenticabile del tuo viaggio.

M: Ero in Cile, nel Parco Nazionale Torres del Paine e stavo percorrendo il Trekking per Mirador Las Torres. Il vento era abbastanza teso, non dei più forti per la Patagonia, ma ci costringeva comunque ad alzare il tono della voce per poter comunicare tra di noi. Dopo circa 10 km di cammino ad una media pendenza, abbandonammo il bosco e ci ritrovammo improvvisamente in una pietraia. L’ascesa si faceva sempre più ripida. Iniziai ad usare un po’ le mani per cercare qualche punto d’appoggio. L’ultimo chilometro di questo trekking è lunghissimo. Finalmente arriviamo in vetta. All’improvviso il paradiso. Il vento sembra risparmiare lo specchio d’acqua glaciale sul quale si riflettono le tre maestose torri. Avverto anche una sensazione di calore, è il sole che mi scalda e mi ricorda che qui comanda la natura! Ancora oggi quando ci ripenso mi viene la pelle d’oca.


Mirador Las Torres

Sono state queste emozioni che mi hanno spinto a scrivere un libro su questo viaggio, intitolato “La Mia Patagonia - Appunti di Viaggio”. Edito da Delos Digital, pubblicato nella Collana Versante Est. Disponibile su tutti gli store online.



Tutte le foto (tranne la copertina) sono © Michele Suraci - riproduzione vietata

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