Philadelphia, secondo me

Viaggio a Philadelphia

Sono passati ormai un po' di giorni dal mio viaggio a Philadelphia e ancora ripenso a quella città come se fossi ancora là, dalle parti di Logan Square, intenta ad uscire alle prime luci del mattino per conquistarla in solitudine. Riguardando le foto di questo viaggio americano mi sono resa conto di avere compreso la città solo quando ho scattato la foto che vedete qui sopra, dopo un'intera giornata in giro e nel primo momento di tranquillità contemplativa. Questa è Philadelphia, secondo me.

Come ho scritto prima di partire, visitare Philadephia è una di quelle cose che è sempre stata scritta nella lista dei viaggi da fare, a qualsiasi età. La figura di Benjamin Franklin mi ha sempre, per così dire, perseguitata fin da piccola e da anni sognavo di trovarmi al cospetto di quella City Hall dove impera la statua di William Penn. La città dell'amore fraterno è sempre stata per me un qualcosa da conquistare, probabilmente per capire un po' di più e dare una forma concreta a tutte quelle nozioni di storia americana di cui mi sono nutrita durante gli anni dell'università. Non appena arrivata a Philadelphia, mentre percorrevo la Delaware Expy, strada che conduce verso la città, ho sentito dentro di me non la solita sensazione di novità che provo verso un luogo che visito la prima volta, bensì quel certo non-so-che che mi diceva che probabilmente mi sarei sentita più a casa di quello che pensavo.

City Hall Philadelphia
La City Hall (con la statua di William Penn) da Logan Square

Philadelphia, secondo me, è una grande città. Non nel senso della misura ma in quello della sua personalità. Ci sono luoghi speciali che raccontano un decimo di ciò che sono. Philadelphia non è questo e per me ha rappresentato tutto ciò che volevo trovare in una città americana: vita, storia e un centro città che solitamente non esiste (o io non sono stata capace di vedere) mai nei grandi luoghi al di là dell'Oceano Atlantico. Lo so che può sembrare stupido, ma camminare per la zona storica e ritrovarsi al cospetto di case risalenti al 1700 mi ha stranito. E non avrei dovuto sentirmi così perché già ben sapevo a cosa sarei andata incontro e già ero conscia del fatto che Philadelphia sia l'unica città degli Stati Uniti ad essere Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco

Centro storico Philadelphia
Nella città storica si respira un'atmosfera incredibile

A tratti mi è sembrata inglese, a tratti olandese, in altri perfettamente americana. Nelle sue periferie mi è parsa un luogo sospeso, in attesa di una ventata di positività immensa. In centro città ho sentito il suo cuore palpitare al ritmo dei dj set che, nella domenica precendente il Columbus Day, animavano molte vie, ognuna in modo diverso. Ho visto nei suoi lunghi viali contornati da parchi, la sua grandezza e la sua importanza messe vicino alle più difficili situazioni sociali e umane. Ho osservato i volti di Philadelphia, le sue strade, i ciotoli delle vie più vecchie e le case che guardavano il Delaware River e ci ho visto dentro tanta cordialità e immensa dignità. Un senso di appartenenza che, da tempo, non trovavo in un luogo mai visto. 

Murales west Philadelphia
West Philly, dove si trovano i murales di Steve Powers 
Quando mi sono seduta, poco prima del tramonto, sui gradini del Philadelphia Museum of Art e ho osservato tutti gli appassionati di Rocky sentirsi Sylvester Stallone per un momento (lo confesso, anch'io ho provato una piccola grande emozione nel salire quei gradini), ho guardato verso la città che avevo di fronte e me la sono sentita nel cuore. La sua storia in primis, la sua bellezza subito a seguire per non dire del fatto che mi sia sembrata a misura d'uomo malgrado l'altezza dei palazzi del downtown... queste sono le motivazioni che mi spingerebbero a tornare. Non per ultimo citerei la meraviglia del Reading Terminal Market, che vi racconterò molto presto.

Downtown dalla ferrovia che porta a West Phildelphia
Questa è Philadelphia per me: un insieme di destini e vita che vale la pena di conoscere, osservandola dal suo interno o dagli scalini più famosi del mondo, magari cantando ciò che il Boss scrisse un po' di anni fa. 

I walked the avenue, 'til my legs felt like stone
I heard the voices of friends vanished and gone
At night I could hear the blood in my veins
Just as black and whispering as the rain
On the Streets of Philadelphia



Tutte le foto sono © Giovy Malfiori

Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
La riproduzione è vietata e l'originale si trova solo su Emotion Recollected In Tranquillity.

2 commenti:

  1. Che bello questo post Giovy...e traspare tantissimo quanto ti sia piaciuta Philadelphia...lo trovo un post vero e personale, e per questo mi piace molto!

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    1. Grazie Michela! :)
      I complimenti fanno sempre bene e spero davvero di essere riuscita a trasmettere ciò che questa città mi ha raccontato.

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