Val di Fassa: dal Passo San Pellegrino a Fuciade

Val di Fassa: Rifugio Fuciade

L'autunno in montagna per me è una delle stagioni migliori: non c'è ancora il fermento dell'Avvento né quello per la conquista delle piste da sci. Certi luoghi sono silenti e permettono a chi li raggiunge di entrare in contatto con l'ambiente circostante, percepirlo profondamente e lasciare che il silenzio della montagna diventi racconto. E' il caso del sentiero che, in circa 45 minuti, vi porterà dal Passo San Pellegrino, in Val di Fassa, fino alla zona di Fuciade. Una passeggiata fattibile e non troppo impegnativa che sarà però regalarvi tutta la bellezza delle Dolomiti.

Piccolo primo consiglio di cuore: la passeggiata che porta a Fuciade è davvero molto frequentata. Se potete, prendetevi un giorno feriale per poter camminare sul quel sentiero (fatelo anche per il sentiero a piedi scalzi di Ischiez), in modo che possiate trovarvi a tu per tu con la montagna e il bosco. Soprattutto in una stagione come l'autunno dove anche la natura a 2000 metri d'altezza dà il meglio di sì. Eh già, non ve l'avevo accennato prima: il punto di partenza per la passeggiata è a circa 1900 metri. L'arrivo praticamente a 2000. Lo dico per tutti coloro non si sentano in sintonia fisica con l'altitudine. Io stessa, che vivo in pianura da 8 anni benché nata praticamente in montagna, ho faticato e non poco a sentirmi a mio agio (di nuovo) con l'altitudine. E' bene tenere presente questa cosa anche per risolvere il classico dilemma sul come vestirsi. Qui è bene coprirsi, considerando di avere vari strati per potersi scoprire nel caso ci si scaldi troppo camminando.

Passo San Pellegrino

Arrivate al passo San Pellegrino e raggiungete l'albergo Miralago, dove potrete lasciare l'auto. Da lì, subito dopo aver ammirato il piccolo laghetto delle Pozze, si può partire a piedi seguendo il segnale che vi indica la direzione di Fuciade. Subito dopo pochi passi troverete davanti a voi una sbarra che chiude il transito alle auto. Alzate gli occhi e guardate l'orizzonte: quello che vedrete di fronte a voi è il Monte Civetta. Io avevo sempre ammirato questa cima dolomitica dal versante veneto. Da quello trentino non riuscivo a riconoscerlo finché non mi è stato detto che era lui. Shame on me! 


Monte Civetta dalla Val di Fassa

Camminando dal passo San Pellegrino in direzione della zona di Fuciade il paesaggio offre parecchi pretesti per fermarsi e tirare fiato. Le Dolomiti da questa parte di Trentino si fanno particolarmente apprezzare. La luce autunnale, dai toni molto caldi benché meno intensa di quella estiva esalta il colore delle rocce delle Dolomiti. Da quelle parti si dice che l'ensoradira migliore si possa ammirare proprio durante i tramonti autunnali. Personalmente mi sento di dire che sia proprio vero. L'autunno in montagna è sempre speciale, sulle Dolomiti poi assume caratteristiche che non sono pari a nessun altra stagione.

Dolomiti in Val di Fassa

Fuciade è un termine ladino che si può tradurre con "falciare". La zona di Fuciade è, infatti, sempre stata conosciuta come luogo di sfalcio per ottenere il fieno. L'estate in montagna è fatta solitamente di due fasi: l'alpeggio e lo sfalcio, una propedeutica all'altra. Le mucche, infatti, vengono portate in altura non solo per un fatto climatico ma per lasciare i campi a valle liberi per essere falciati. Fuciade fa un po' eccezzione perché si tratta di un piccolo altopiano in altitudine già elevata. La vista delle prime baite lascia pensare ad un luogo d'altri tempi o, oso a dirlo, di altri mondi. 

Canederli Rifugio Fuciade


Il sentiero vi porterà, nel giro di 10 minuti dalla vista delle baite, al Rifugio Fuciade, un luogo che merita una sosta per pranzo o per cena. E' un rifugio montano sui generis o forse è meglio dire gourmet. L'ambiente è speciale, arredato con ottimi pezzi di antiquariato proveniente dalle valli montane del Trentino e dell'Alto Adige (chiedete di vedere la Stube dedicata a Sissi) e la carta è degna di un ristorante al top di qualsiasi guida. I piatti della tradizione della Val di Fassa sono eseguiti alla perfezione e, a tratti, reinterpretati senza mai perdere la genuinità tipica del cibo di montagna. Manco farlo apposta, il Puzzone di Moena (formaggio prelibatissimo, per me) è protagonista di molti piatti. A farla da padrona, nei secondi, un uovo presentato su crema di patate... e molto altro. Non vi racconto troppo perché merita di essere scoperto tramite un assaggio reale. Sappiate che se vi recate a mangiare al Rifugio Fuciade, potete chiedere di essere riportati in auto al punto dove avete lasciato la vostra macchina. D'inverno è attivo un servizio col gatto delle nevi. Il Rifugio chiude proprio in queste settimane ma ad inizio dicembre l'attività riprendenderà senza sosta.

Uovo Rifugio Fuciade
 

Se vi andrà di fare questa passeggiata nelle prossime settimane, portante quindi con voi degli ottimi panini con prodotti locali. Anche quella può essere un'esperienza gourmet da fare al cospetto delle montagne più uniche al mondo


Tutte le foto sono © Giovy Malfiori

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