Il viaggio a 70 anni


La mia famiglia non è tutta a posto. Ogni tanto ne salta fuori qualcuna di nuova: mia madre che decide di tatuarsi - anni fa - intorno al compimento del sessantesimo anno di età; mio fratello che parte per l'Antartide; l'altro fratello che perde il lavoro e decide di partire per il Cammino di Santiago con il suo cane. Mio padre - ora - che molla il luogo che ha chiamato casa per circa 50 anni e pensa di trasferirsi su di un'isola, una di quelle non troppo distanti ma nemmeno vicine, una di quelle di cui non sa la lingua. Giorni fa al telefono sembravo stupita. Ora che ci penso non lo devo essere per niente. Vi spiego perché.

Oggi sarebbe il settantesimo compleanno di mia madre, il famoso super-eroe di nome di Bruna. Dico sarebbe perché da 4 anni lei non c'è più. Fisicamente, dico. Perché a livello affettivo lei è sempre qui e non sto nemmeno qua a dirvi quanto mi manchi e quando, in ogni caso, io la senta in me. Sono sicura che, se fosse stata ancora viva, avrebbe appoggiato in pieno la decisione di mio padre (sicuramente sarebbe stata parte del processo dedisionario visto che ha sempre avuto lei l'ultima parola). Mio padre ha deciso di lasciare la mia Valdagno che, diciamolo, un po' era anche sua dato che era stato adottato dall'Alto Vicentino circa 50 anni fa. Lui, lombardo di nascita e crescita, era finito prima a Roma e poi vicino a Valdagno e lì conobbe mia madre. Ora che ci penso la mia famiglia è tutta un eterno spostamento. Uno spostamento che genera vita, amore e radici. Ecco, il mio papà ha deciso che andrà a vivere alla Canarie... e come dargli torto? E' in pensiero, figli e nipoti sono grandi, è rimasto vedovo e la voglia di stare bene e girare il mondo è sempre fortissima.

Me l'ha detto, per caso, dato che in famiglia noi ci comunichiamo tutto per caso. Pronunciamo cose come "guarda, ho pensato di trasferirmi" come stessimo dicendo "mi passi il pane, per favore?". Parte, ed io sono rimasta un po' sconvolta e poi, per ripigliarmi, mi sono messa a pensare a come dovrebbe essere il viaggio a 70 anni, dopo che hai vissuto per quasi una vita intera, dopo che hai versato miliardi di contributi e dopo che hai tirato su figli, nipoti, cani, gatti e anche tante piante. Come dovrebbe essere volersi reinventare dopo che quasi tutto ti è passato davanti? Dovrebbe essere più che legittimo e sacrosanto, alla faccia delle preoccupazioni e delle lacrime dei figli (della figlia, in questo caso... non so i miei fratelli come hanno reagito ma lo posso immaginare). Alla faccia del tempo che ci resta davanti (speriamo tantissimo), alla faccia di quei "come farò?" e di quello stereotipo che vede le persone anziane come poco avezze alle avventure che hanno tante incognite e poche grandi certezze.

Infondo avrebbe potuto prenotarsi una crociera oppure una qualche vacanza all-inclusive con assistenza compresa. Forse io sarei stata più tranquilla ma di sicuro l'avrei pensato poco felice di restare imbrigliato dentro organizzazioni perfette che impongono il pranzo alle 12 e la cena in vestito da sera. Noi non siamo fatti per questo: siamo fatti per le partenze che strabigliano e per le decisioni che lasciano tutti un po' interdetti. Io dissi ai miei che sarei andata a vivere con Gian dopo 3 mesi che stavo con lui. Mia madre ebbe mezzo istante di tentennamento, poi vidi sul suo volto la classica espressione che seguiva tutte le decisioni della mia famiglia. 

A volte penso a come sarebbe stato avere una famiglia diversa, forse più presente soprattutto negli anni della mia infanzia. Ci penso tanto e poi credo che non cambieri nulla. Avevo una mamma che non faceva le torte ma che mi insegnava a fare le medicazioni e le punture. Ho un padre che non si accorgeva quando ero triste e felice perché, per lavoro, non c'era ma che non perdeva un istante, alla domenica, per portarmi in giro a boschi per cercare il muschio quando il Natale si avvicinava. Ho due fratelli che non vedo da circa un anno ma che sono sempre nel mio cuore e nei miei pensieri. So che, quando li sentirò, sarà come essersi salutati la sera prima. Ed è questa la grandezza della mia famiglia sgangerata (alla quale dovrei aggiungere i nipoti, almeno, ma non finirei più di scrivere). 

Il viaggio a 70 anni dovrebbe essere proprio come lo pensa mio padre: una partenza per trovare un posto migliore, un clima migliore, un risveglio migliore che abbia in sé tutta la possibilità di reinventarsi... Che non è mai abbastanza nella vita. So che mi preoccuperò per lui perché noi di cose normali proprio non ne vogliamo. Pensate, voi, che lui prenda un aereo e atterri direttamente in loco, vero? No, certo che no. Ha deciso di partire in auto e percorrere circa 2200 km fino all'imbarco del traghetto per le Canarie. Già che ci vogliamo trasferire... facciamolo per bene, no? Ecco, un po' lo invidio. Vivrà un on the road in solitudine con la volontà di aprire un nuovo capitolo e regalandosi dei momenti per poterlo scrivere. Io andrei con lui volentieri... ma so già che, seduto al posto del passeggero, ci sarà il pensiero di mia madre che gli dirà di stare tento, andare piano e sorriderà alla vista di un nuovo oceano da conquistare. Buon viaggio papà! 
E buon compleanno, mamma! 



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7 commenti:

  1. la frase: "Cento motivi reclamano la partenza.
    Si parte per entrare in contatto con altre identità umane,
    per riempire una mappa vuota.
    Si ha la sensazione che quello sia il cuore del mondo.
    Si parte per incontrare le molteplici forme della fede.
    Si parte perché si è giovani e si desidera ardentemente
    essere pervasi dall’eccitazione, sentire lo scricchiolio degli stivali
    nella polvere; si va perché si è vecchi e si sente il bisogno
    di capire qualcosa prima che sia troppo tardi.
    Si parte per vedere quello che succederà"
    Colin Thubron (Orme sulla via della seta)

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  2. Che bello questo post Giovy! Mi hai emozionata! Soprattutto perchè è da un po' di tempo che mio papà vorrebbe trasferirsi a Madeira con la mamma...e mi sa che prima o poi lo farà. E allora anche io sarò preoccupata come te, ma anche contenta perchè se è ciò che desiderano è bello che possano farlo! Un abbraccio

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    1. Grazie mille Paola. Un abbraccio grande anche a te.

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  3. Bellissimo questo post Giovy! I dialoghi della tua famiglia sembrano un po quelli della mia e col sorriso con una lacrima mi rivedo nelle vostre scelte. Fantastici! Erica

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  4. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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