Viaggio in Minnesota: Il Mall of America



Ve l'ho già detto che sono stata in Minnesota, vero? Ah già, è probabile che l'abbia fatto. Quello che vi racconto oggi è una sorta di piccola grande favola. C'era una volta la Giovy, in quel di Minneapolis. Come per magia incontra il Mall of America e le si apre una prospettiva di shopping inimmaginabile. Per i prezzi, direte voi. Anche. Per le taglie e la possibilità, vi dico io. Seguitemi dentro questa piccola grande favola che ci porterà tutti assieme alla scoperta di quello che può essere considerato il mall più grande di tutto l'Ovest del mondo, Canada e Sud-America compresi. 

Dunque, non sono mai stata una grande tipa da shopping, lo ammetto. Certo, ho anch'io le mie grandi debolezze e ammetto che ogni tanto mi concederei giornate alla "Pretty Woman" con tanto di gente che mi porta le borse e chissà quan'altro ma - e vediamo se cogliete la mezza citazione - amo vedere i miei soldi dove stanno meglio: lì, sui timbri del passaporto e dentro il mio zaino pronto a partire. Anyway, vi direi una bugia se non ammettessi di aver l'armadio che straborda ma, ragionandoci, bene era davvero tanto che non procedevo con i miei acquisti in versione offline, Io sono una patita dell'online: conosco le mie giunoniche misure molto bene, ho i miei brand preferiti e l'acquisto online è così facile e indolore da poter essere inserito in qualsiasi momento della giornata, anche quando sto sbattendo le uova per fare la carbonara.

Detto questo, il Mall of America mi ha conquistata e non vi dico con quanta dubbiosità ho varcato le sue porte nel mio primo giorno di viaggio in Minnesota. Già, mi sono ripetuta più volte che cosa ci facessi io lì e cercavo di trovare risposta nel fatto che gli Stati Uniti fossero il posto giusto per trovare le scarpe per Gian (che ha un bel numero grande) e che forse avevo bisogno di pensare allo shopping come del tempo che regalavo a me e a me sola. E così è stato. Non so dirvi quanto grande sia, in metri quadrati, il Mall of America ma quello che posso confermarvi è che è grandissimo e perfettamente disposto. E' regolare, organizzato ed è praticamente impossibile perdersi. Ci sono oltre 520 negozi e 50 ristoranti, per non contare poi del luna park posto al centro, attorno al quale girano tutti i corridoi con i negozi.



Il Mall of America si frequenta per vivere una giornata diversa, per ridere sulle montagne russe o stupirsi della bellezza degli Stati Uniti volando con Fly Over America. Si va al Mall of America perché lì il mondo dello shopping è adatto a tutti. Per un americano è sicuramente un concetto stupido o infantile ma, girando parecchio il mondo, ci si rende conto perfettamente di come lo shopping made in Italy sia spesso difficile da digerire per chi non rientra nei canoni della normalità fisica, sia essa di taglia o di numero di scarpe. L'America, anche in questo senso, è il tempio totale delle possibilità e per me non è stato un qualcosa di indifferente.



Per la prima volta, al Mall of America, sono entrata in uno shop Torrid, brand plus size che conosco e acquisto da non so quanti anni. Appena ho varcato la porta del negozio ho fatto due chiacchiere con una delle commesse che sembrava una bellissima pin-up uscita da un fumetto Anni '50. Mi sono provata alcune cose e mi sono portata a casa, ad un prezzo da super-saldo, un abito princesse in jersey blu che ora porterei tutti i giorni da quanto bello è (e da quanto mi sta bene, incredibile!). Una cosa che non vi ho detto, e che è parte fondamentale in questa favola, è che i prezzi al Mall of America sono particolarmente convenienti (e non parliamo di saldi poi) perché il Minnesota rientra in un regime di tassazione favorevole per quanto riguarda abbigliamento e scarpe.


So che molti di voi penseranno che è tempo perso, in viaggio, chiudersi dentro ad un centro commerciale e gioire per aver trovato un abito che ci va bene. Per me non è stato così: l'esperienza dentro al Mall of America è stata bella e positiva. Ho visto un luogo stracolmo di gente rendersi sicuro e controllato. Ho visto un sacco di negozi con cartelli ben esposti in vetrina con scritto "We're Hiring" e questo non è indifferente. Non so quant'era che non vedevo un cartello così sulle vetrine dei negozi italiani. Ho visto famiglie ridere e mangiare assieme. Ho visto gente dalla fisicità più tonda del normale entrare in un negozio e uscire felice, con la sua shopping bag, perché gli abiti di taglie morbide non erano relegati sul fondo del negozio, quasi a volerli nascondere. E una di quelle persona ero io

Credo che al mondo ci siano dei luoghi capaci di regalare piccoli attimi di felicità: io ho trovano uno di questi miei momenti proprio nel Mall of America, qualche settimana fa. So che ci saranno tanti altri momenti happy disseminati nel mondo e che io dovrò cercarli come gli Horcrux di Harry Potter. Saranno sui monti, infondo al mare, sulla superficie di qualche isola sperduta o dentro un luogo pieno di storia. Sì, sarà così. Ma so che saranno, probabilmente, anche dentro un negozio che mi accoglie a braccia aperte. Come quelli del Mall of America. 

Ecco perché ora come ora ci tornerei di corsa.



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