Viaggio alle Galapagos: intervista ad Agnese

Viaggio alla Galapagos

Oggi intervistiamo Agnese Facchini: ci siamo incontrate per caso per strane vicende lavorative anni fa. Agnese è una donna super attiva, grande sportiva e mitica mamma di una meravigliosa bimba. Con suo marito gestisce un'agenzia di comunicazione specializzata in outdoor chiamata Moon srl. Un po' di tempo fa, quando la sua bimba era ancora work in progress, Agnese e marito sono volati dall'altra parte del mondo per vivere uno splendido viaggio alle Isole Galapagos. Facenti parte politicamente del territorio dell'Ecuador, le Galapagos sono le terre che hanno ispirato molti degli studi di Darwin e sicuramente un paradiso per gli amanti della natura.


Giovy: Come mai hai (o avete scelto) di andare alla Galapagos? 

Agnese: Le Galapagos rappresentavano il sogno di due (ex) bambini appassionati di documentari: sia io che Marco abbiamo ingurgitato tonnellate di Quark e affini in tenera età e siamo sempre stati appassionati di animali. In aggiunta, quando ero alle superiori, avevo un professore di disegno geometrico che passava le estati a girare il mondo e, nel corso delle sue narrazioni di viaggi avventurosi (che non guastano durante le lunghissime ore di prospettive e assonometrie che spaccano il decimo di mm) mi parlò anche delle Galapagos. Allora decisi che era possibile andarci e che prima o poi avrei coronato il sogno.

G: Cosa ti aspettavi di trovare e cosa invece hai trovato?

A: Mi aspettavo le immagini di un documentario e ho vissuto un documentario. Le Galapagos sono esattamente come nelle riprese, fatta eccezione per i pochi centri abitati, che comunque riescono a fondere la tipica atmosfera del Sud America a un ambiente marino dalla selvaggia bellezza. Per dire: camminando per strada bisogna stare attenti a non pestare le iguane di mare, che sono pigrissime e non si spostano proprio velocemente. Al posto dei gabbiani e dei pettirossi, sulla testa ti volano pellicani e i sulle mani a volte possono approdare i "passeri di Darwin", in cerca di briciole da beccare. Fare colazione in compagnia di un leone marino che allatta il proprio cucciolo è una situazione quotidiana, che però per noi ha dell'eccezionale.


G:Cosa bisogno assolutamente sapere per andare da quelle parti?

A: Per andare alle Galapagos sono fondamentali due cose: il permesso richiesto mesi prima (mi pare sia sui 100 dollari) dato che in teoria c'è un numero massimo di visitatori giornalieri. Per questo sono comode le agenzie di viaggi e la seconda delle cose fondamentali: i contanti. Prelevare con la carta di credito in Ecuador è possibile ma, se parliamo di contanti, è sempre meglio avere dei dollari con sé perché gli euro non vengono cambiati facilmente. Se paragonate alla nostra riviera romagnola, le Galapagos non sono poi così costose: una buona cena di pesce per due, con aragosta e vino, può costare sugli 80-90 dollari, ma mediamente si spende meno. Per girare le isole, che sono riserva naturale e spesso chiuse ai visitatori, servono però dei tour guidati, quindi di base si spende il budget vacanza in tour. Il clima non è torrido, la sera è anzi freschina e in intere aree delle isole c'è una fitta foschia umida e fresca dovuta alla vegetazione, quindi occorre un k-way e sono utili le scarpe da trekking per andare a spasso senza problemi di terricci fangosi o scogli sdrucciolevoli.


G: A chi consiglieresti il viaggio e a chi lo sconsiglieresti?

A: È un viaggio che consiglio a chi ama gli animali, a chi ha fatto di Piero Angela il suo amico immaginario, a chi piace esplorare il mondo e scoprire l'evoluzione della specie. Le Galapagos sono un salto spazio-temporale, a volte sembra di essere nel Giurassico, a volte in un film naturalistico, a volte in una vacanza meravigliosa alla scoperta di un posto dove sognare una vita parallela. A chi lo sconsiglio: a chi si aspetta di andare in spiaggia a prendere il sole, a chi odia sostenere tante ore di aereo, a chi è abituato a vedere l'Europa e non sopporta che per strada i cavi elettrici possano penzolare senza arte nè parte. (ah sì, anche a chi non ama il pesce, perché il menù locale lo prevede quasi ovunque).



G: Racconta un momento indimenticabile del tuo viaggio

A: Mi sa che ce ne siano vari, ma provo a limitarmi a tre.
1) Quando sono arrivata ero in piena gastroenterite batterica da Sud America, nonostante le estreme attenzioni vista la gravidanza in atto. Al quinto giorno di tremendi patimenti (e vari voli alle spalle, non lo auguro a nessuno) ho iniziato la mia rinascita. Io credo sia stata l'atmosfera: il primo incontro coi leoni marini, poi con le iguane marine, poi le tartarughe giganti. Progressivamente mi sentivo meglio e alla fine del primo giorno lì mi era passata l'influenza!

2) Durante un boat trip abbiamo visitato un'isola disabitata dall'uomo, dove solo iguane terrestri, marine e ibride hanno colonizzato gli scogli, in convivenza pacifica con i leoni marini, i granchi e le svariate specie ornitologiche. Un tuffo nella preistoria, dove le iguane sembravano piccoli triceratopi su sfondi vulcanici dalle sfumature cangianti.

3) L'unico bagno che abbiamo fatto: consiglio una muta leggera, perché l'acqua è gelida. Ma ne vale la pena, perché in poche centinaia di metri di costa e facendo del banale snorkeling si vedono più specie che in un acquario! Squali pinna bianca, pesci pappagallo rosei, pesci palla, mante, ricci matita, coralli e (poco più in là, visti dalla barca) addirittura le orche!


Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
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2 commenti:

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