Hoorn: la città della Compagnia delle Indie Olandesi

Viaggio a Hoorn

Sono arrivata ad Hoorn per caso ma seguendo un piano ben preciso: avevo un biglietto giornaliero per i mezzi pubblici olandesi, una gran voglia di scoprire l'Olanda fuori Amsterdam e avevo la più grande delle armi del viaggiatore: una mappa con segnate destinazioni e linee di autobus. Ovviamente il tutto posto in una giornata in cui dalla mattina alla sera volevo solo vagabondare. Quando sono scesa dall'autobus a Hoorn e sono arrivata, passeggiando, al porto antico, la domanda è sorta spontanea: perché nessuno mi aveva mai detto nulla su questa città?

Hoorn, con due O, è la capitale della regione olandese della Frisia Occidentale. La Frisia, per la cronaca, è la zona delle mucche frisone, quelle a macchie bianche e nere che tutti siamo abituati a vedere. Mucche a parte, Hoorn è la città in cui, ai tempi dell'Epoca d'oro, si trovava la sede della Compagnia delle Indie Olandesi e dalla quale partivano un sacco di bastimenti carichi di navigatori e pronti a riportare dalle colonie ogni genere di bontà. Tra questi navigatori troviamo anche Willem Schouten che nel 1616 doppiò per primo Capo Horn. Il nome Capo Horn deriva proprio dalla città olandese, perdendo una O non si sa come e non si sa quando.

Ribadisco la domanda: perché nessuno mi aveva mai detto che Hoorn esisteva?
Camminando per raggiungere il porto ho attraversato la città vecchia dove, ve lo giuro, ho visto le case più storte di sempre. Che in Olanda ci siano case con i frontespizi pendendi è un dato di fatto e Amsterdam, per esempio, ne è piena. Mai, però, ne avevo incontrate di così inclinate come quelle di Hoorn. Le fono non rendono l'idea. Vi toccherà prendere un volo per l'Olanda e verificare di persona.



Scherzi a parte, arrivare in una città senza un'idea precisa delle meraviglie che contiene è davvero un bel regalo da farsi. Non esistono i "dobbiamo prendere questa via e poi quell'altra" oppure i "adesso andiamo prima lì e poi là". Si vive la propria visita della città con l'ingenuità che, ogni tanto, in viaggio aiuta un po'. Si esplora con gli occhi ancora più curiosi e si prova a seguire il flusso con l'intento di essere sicuramente portati da qualche parte. Tra me e Hoorn è andata esattamente così.



Sono arrivata al porto vecchio camminando con il naso all'insù, senza nemmeno rendermi conto di che vie stessi percorrendo. Ho scoperto le case storte che vi dicevo prima, un paio di caffé neri dall'aspetto antico e cordiale. Ho visto tanti ponti sollevabili da perdermi e ho scoperto le statue dei navigatori-ragazzini, che presero il largo da Hoorn e che non tornarono mai più.




Mi sono seduta su una panchina del molo di legno e ho guardato tutto quello che avevo attorno, un po' acciecata dalla luce del pomeriggio e da un sole che mi aveva accompagnato senza sosta tutto il giorno. Hoorn è un po' quell'Olanda di mare che speravo di incontrare (assieme ad un altro paese che vi racconterò presto), con quel pizzico di antichità fastosa che non guasta mai e quel passato mercantile che mai i Paesi Bassi si scrolleranno di dosso. 



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2 commenti:

  1. Nemmeno io avevo mai sentito parlare di Hoorn...ma sai che mi hai fatto venire una gran voglia di visitarla? Anche per vedere quelle casine storte :D

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    1. Mi fa piacere che ti sia venuta voglia di visitarla. Le casine storte sono meravigliose ma aspetta di arrivare al porto! :)

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