Ritrovare l'amore verso il mondo


Ultimamente mi alzo molto presto: un po' il caldo, un po' il lavoro, un po' che al mattino sono curiosa di vedere come va il mondo. E' una cosa che faccio da quando andavo al liceo: mi alzo e guardo, per almeno 5 minuti, il telegiornale. Lo faccio - come dico sempre io - per vedere se il mondo esiste ancora o nella speranza di qualche belle notizia. Quello che ascolto ultimamente è terrificante e, a dirla tutta, mi fa riflettere tanto. Il post di oggi doveva parlavi di California ma ho preferito spostarlo a domani. L'unico pensiero di stamattina (dopo aver saputo dei fatti di Ansbach) è che nella vita occorre riflettere, tanto.

Mi sveglio e apro le finestre. A Carpi in questi giorni il caldo si fa così tanto sentire da non farmi dormire. Al mattino è come se non vedessi l'ora, malgrado sonno e stanchezza, di alzarmi per spalancare la casa intera e lasciar entrare un po' di fresco prima che tutto diventi troppo rovente e anche complicato. Per me l'estate è da sempre un periodo complicato perché mi fiacca e mi rende un po' esaurita. L'estate dovrebbe essere permessa solo nei luoghi dove si sta bene, dove puoi fare il bagno, dove ci sono le spiagge o le montagne. Dove la gente lavora alla grande e ha bisogno della bella stagione. In pianura, in città... anche no. Pura opinione personale da consumatrice di Polase di prima mattina.

Dicevo... è bella la sensazione che si prova appena si apre le finestre. Dopo questa azione arriva il fatto di ascoltare il telegiornale e ogni beneficio del fresco del mattino va a farsi benedire. Non ascoltarlo, direte voi. No, rispondo io. Perché in questo mondo ci vivo, respiro, mi sposto, lavoro e vorrei gioire ogni giorno. Ci sono mattine in cui ciò che ascolto mi tocca marginalmente. Ultimamente non è così: un attentato dietro l'altro non è sintono di normalità. Una guerra dietro l'altra non sono sintomo di quotidianità regolare. Butto l'attenzione al passato che ho registrato nella mia mente e non trovo un periodo in cui la pace abbia trionfato. Sono nata alla fine degli anni di piombo, nel periodo in cui il terrorismo interno italiano ha toccato picchi disumani. Sono cresciuta con le guerre e gli attentati in Medio Oriente, poi c'è stata la Jugoslavia e poi di nuovo il Golfo Persico e poi via così finché non arriviamo ai giorni nostri.

Mia madre mi diceva che ogni epoca ha il suo terrore e mai come ora penso che questa frase sia vera. Quello che penso oggi è che è davvero difficile, almeno per me, mettermi qui a consigliarvi questo o quell'itinerario, sia esso vicino o lontano, perché credo di essere la prima ad avere un po' di paura ora. Tempo fa, dopo i fatti del Bataclan, scrissi un post che si chiamava "Io viaggio perché". L'ho riletto stamattina e credo ancora fermamente in quel che ho affermato ma credo anche che si debba aggiungere a tutto quello un pizzico di buon senso per poter vivere i nostri giorni in giro per il mondo con coscienza. Non con sicurezza, perché quella ormai se n'è andata e chissà quando ritornerà.

Viaggerò ancora?
Sicuramente, magari anche nel breve periodo. Sarò serena? Probabilmente no ma cercherò di fare tutto quello che mi è concesso per recuperare la mia serenità e quella delle persone che mi sono accanto. Il pensiero che mi tormenta stamattina è come posso fare per amare ancora il mondo e continuare a vederlo come un posto meraviglioso da conoscere ed esplorare. Perché - per dirla tutta - stamattina non mi sembra così. Dopo l'ennesimo sottopancia con "Ultima ora: attentato a ..." che vedo in tv (o che leggo sui giornali perché la storia non cambia) il mondo oggi mi sembra come una persona da tenere a distanza. Unico problema: io sono nel mondo. Non posso tenere a distanza il luogo stesso che mi ha dato la vita.

Credo non sia il tempo di fare gli eroi e i super-viaggiatori incalliti e scrivere cose come "non mi fermeranno mai". Perché ti fermeranno. Perché ci fermeranno in un modo o nell'altro. Lo stanno già facendo e tutto quello che ci resta è scendere nelle profondità del nostro cuore e ritrovare quell'amore puro verso il mondo per poterlo guardare come si guarda la persona che amiamo: con gli occhi limpidi, quasi lucidi, colmi di buoni propositi e tanta voglia di eternità. Quello che dobbiamo fare è metterci dentro il nostro mondo e prendercene cura. Passo dopo passo, riconquistando fiducia in tutta la vita che ci circonda.

Oggi il mio mantra è questa canzone (che adoro, tra l'altro).

Cuz I cant stop the war
Shelter homeless, feed the poor
I can't walk on water
I can't save your sons and daughters
I can't change the world and make things fair
The least that I can do
The least that I can do
The least that I can do is care




Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
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4 commenti:

  1. è un bel casino...io mi informo ma non scendo nei dettagli per non farmi assalire dalla paura. già viaggio poco e la vita è una sola...

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  2. Condivido ogni singola parola :) !C'è da aver paura, e riprender fiducia in un mondo simile.. è dura!

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