Torino: i miei 3 luoghi fondamentali

Viaggio a Torino
Foto da Rendezvous.to.it
Giorni fa stavo parlando con una persona di città in giro per il mondo. Io dico sempre di non essere una tipa da città perché non amo i luoghi troppo grandi e incasinati. Io amo vivere dove i ritmi sono lenti, le strade sono poche e dove la notte di veste solo dei rumori della natura. Tra tutte le città del mondo ce ne sono due, però, alle quali forse potrei cedere: Liverpool e Torino. La prima, lo sapete, è il mio grande amore da anni. Come tutti gli amori immensi non si spiega. Torino, invece, è sempre stata per me quel luogo in cui probabilmente riuscirei a trasfermi, l'unica città che potrebbe iscrivere il mio nome nella sua anagrafe e oggi vi spiego perché.

La prima volta che cominciai ad immaginare Torino fu quando ero piccola. Come molti di voi, io guardavo Bim Bum Bam al pomeriggio e mi capitava di restarmene buona e tranquilla davanti ad una puntata dell'anime sul Libro Cuore. Avevo imparato a memoria la canzone e, dentro la mia testa, Torino doveva essere ancora così. Erano tempi quelli (parliamo degli anni '80) in cui tutto era distante, non come adesso. Prendere un treno e andarsene nel lato ovest della nostra penisola non era di certo un qualcosa di quotidiano, anche se la mia famiglia si spostava e viaggiava spesso.

Torino per me era portici, grandi caffé, quell'aria un po' altezzosa e tante montagne all'orizzonte. La trovai proprio così quando cominciai a frequentarla. Ci andavo spesso e prendere il treno verso Ovest mi riempiva di felicità. Mi sentivo un po' grande, in cuor mio, e giravo per la città cercando di riempirmi gli occhi di tutta la sua bellezza. Non potevo fare a meno di chiedermi come fosse Torino ai tempi della Monarchia, ai tempi dei Savoia. Da grande appassionata di Storia contemporanea non potevo che innamorarmi sempre di più di una città che aveva avuto un così grande significato per il nostro paese.

Poi, anni fa, arrivò un piccolo grande viaggio decisivo per l'amicizia tenera tra me e Torino. Rimasi da quelle parti per un po' di giorni. Scelsi un albergo della catena Best Western, la casa giusta che mi ponesse in un punto della città dal quale potevo dominare tanti itinerari diversi, dal più classico al più nuovo. Fra i loro hotel a Torino, io e Gian dormimmo all'Hotel Genio che, a dirla tutta, è davvero un bel posto per tanti motivi. Non starò qui a dirvi quali itinerari seguire per scoprire Torino ma vi voglio ugualmente regalare quelli che per me sono stati tre punti fondamentali di scoperta della città. Il primo ci porta in Piazza CLN, proprio alle porte di Piazza San Carlo. Lì troverete le statue del Po e della Dora, i due fiumi che bagnano la città sabauda. Quello è il luogo perfetto per tutti gli amanti di Dario Argento e Profondo Rosso. Riguardate l'inizio del film e poi ditemi se non provate nulla al cospetto di quelle due statue così grandi e fiere.

Il secondo luogo speciale di Torino, per me, è Piazza Statuto perché luogo-chiave di un movimento che ha segnato anni nei quali io ero troppo piccola e al quale, probabilmemte, mi sarei avvicinata in qualche modo: sto parlando dei Mod. Questa piazza è sempre stata grande luogo di aggregazione in anni passati. Al giorno d'oggi i luoghi in cui la gente si incontra sono virtuali oppure costruiti ad hoc come i centri commerciali che spuntano come funghi. Piazza Statuto negli anni '80 si riempiva di giovani vestiti in modo particolare e che ascoltava musica proveniente dall'Inghilterra, solitamente. Da quel movimento è uscito un gruppo che, col suo nome, vuole rendere omaggio a quella piazza: gli Statuto, per l'appunto.

Il terzo luogo torinese speciale per me è il Museo del Cinema. I motivi sono essenzialmente due: trovo sempre interessanti i luoghi in cui si parla della settima arte e, non ultimo, questo museo si trova all'interno della Mole Antonelliana che per me è simbolo indiscusso della città ed è rimasta un grande, grandissimo mistero per anni (per la sottoscritta). Visitare il museo del cinema e prendere il più bello degli ascensori per raggiungere la terrazza esterna della Mole e ammirare, davanti a sé, una città speciale che ha davvero tanto da raccontare.

Se ci vivessi, forse, avrei la possibilità di imparare a memoria tutte le vie del centro, esplorarle, carpirne i segreti e fare mio un luogo che per me resta tra i più belli al mondo.

Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
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