La Habana: 4 hotel storici



Giorni fa guardavo l'avanzare di un temporale nel cielo sopra casa mia. Quando osservo i temporali penso a Cuba, al cielo di Santa Clara, dove vidi la tempesta più bella e forte della mia vita. Passare da lì ai colori de La Habana per me è cosa facile, tanto più che, nei giorni scorsi, ho visto un film con Robert Redford sugli ultimi giorni di Cuba prima che la rivoluzione trionfasse. Allora mi sono detta "perché non scrivere un post sugli hotel storici e mitici della capitale cubana?". Eccomi qui, quindi, a parlarvi di quei luoghi che, nel bene o nel male, hanno fatto parte di un'epoca che non c'è più. Se state pensando ad un viaggio a Cuba, questo è il post giusto per voi. 

Dovete immaginarvi La Habana di sera, una sera di tanto tempo fa, quando gangster in giacca bianca e papillon giravano con compiacenti (ma anche no) donne sottobraccio. Si sedevano ai tavoli verdi, appositamente preparati dentro certi saloni di hotel come El Nacional o Angleterra e gioavano a poker tutta la notte. Se non era pocker, era black jack, oppure la roulette perché quello era un tempo in cui Cuba (e la sua capitale particolarmente) era la culla non solo del Daiquiri tanto caro a Hemingway ma anche del gioco d'azzardo, permesso da Batista che ne intascava ogni ben di Dio. Gli hotel storici de La Habana nacquero prima di questo periodo ma fu proprio negli anni '50 che videro passare tra le loro camere e i loro saloni malavita, gente ricca, attori di Hollywood e chi più ne ha più ne metta.

El Nacional, hotel anche ora e splendido luogo sul Malécon, fu forse il luogo più mitico in quegli anni, ricettacolo di gangster e politici a più non posso. Venne inaugurato nel 1930 e già al tempo era quanto di più elegante si potesse chiedere alla capitale di Cuba. Nel dicembre del 1946 fu il teatro del più storico tra gli incontri di capi mafiosi americani, dato che lì si riunirono per la prima volta le quelli delle famose 5 famiglie della mafia di New York con la mafia che si occupava del traffico di rum da Cuba (negli Stati Uniti eravamo in pieno proibizionismo). Anche dopo il 1959, con il trionfo della Rivoluzione Cubana, El Nacional restò un simbolo della bellezza e dell'accoglienza dell'isola. Perché andarci? Per fare un viaggio in un tempo che non c'è più.



Il secondo hotel che vi voglio raccontare si trova in pieno centro ed è l'Inglaterra. Lo troverete passeggiando su Paseo Martì (meglio conosciuto come El Paseo Del Prado, con i due leoni di pietra che ne segnano l'inizio). E' in assoluto il primo hotel costruito a Cuba e la sua apertura avvenne nel 1875. Venne rinnovato (in pieno stile art nouveau) nel 1901 e attualmente è proprietà di una catena di hotel di lusso. Le sue stanze, i corridoi e i suoi saloni sono quanto di più autentico si possa vedere a Cuba, relativamente a quell'atmosfera di inizio XX Secolo che molti intellettuali e artisti amavano cercare. Perché visitarlo? Per mettersi un abito vintage e sedersi su uno sgabello del suo bar e ordinare qualcosa di speciale.


La sua facciata rosa è inconfondibile e ci dice due cose: siamo in calle Obispo ed è ora di fermarci per un Mojito. Sto parlando dell'Ambos Mundos, uno dei luoghi amati da Hemingway e, per me, il miglior luogo dove bere qualcosa alla fine di una giornata di esplorazione de La Habana. Questo albergo è nato nel 1924, periodo non proprio roseo per Cuba. Hemingway abitò qui per quasi 7 anni, godendosi probabilmente uno dei migliori angoli de La Habana Vieja. Perché visitarlo? Per la sua terrazza, luogo d'osservazione speciale su tutta la città vecchia, un posto dove si può cogliere molto della vera anima di Cuba. E magari iniziare qualche romanzo mitico, come fece il buon Hemingway con "Per chi suona la campana".


Finiamo il nostro tour degli hotel storici de La Habana con un simbolo indiscusso della storia di Cuba: l'albergo noto con il nome di Habana Riviera. Si trova nella zona del Vedado, un pezzo de La Habana un po' più moderno e sicuramente interessante Io l'ho vissuto in modo particolarmente intenso durante i miei viaggi a Cuba: il quartiere ospita molti grossi alberghi ma non ha perso la sua anima cubana pura. L'albergo Habana Riviera per molti è un pugno in un occhio ma per me non è così: ricorda molto una costruzione di stampo socialista e tutti, nell'osservarlo, pensano sia successivo al trionfo della Rivoluzione. Non è così: questo albergo nacque nel 1957 e segue semplicemente il gusto architettonico dell'epoca. Sorse per portare una ventata di modernità in una città che curava particolarmente il suo aspetto storico e coloniale. Perché andarci? Per ascoltare le orchestre di salsa. Il palco di uno dei saloni dell'albergo è il più celebre di tutta La Habana.



Detto tra noi, io vorrei passare una notte (almeno) in ognuno di questi alberghi. Si tratta di luoghi particolarmente curati e non proprio a buon mercato, come giustamente dovrebbe essere. L'albergo di lusso è un piccolo regalo, bello da farsi ogni tanto nella propria vita. Per trascorrere un paio di giorni completamente immersi nella realtà de La Habana io sceglierei l'Ambos Mundos. Per chi, invece, ha voglia di conoscere una Cuba un po' più reale e sicuramente quotidiana, il mio consiglio è proprio l'Habana Riviera. E gli altri due hotel? Ce li teniamo per fare un salto nel passato, bere un buon mojito e ascoltare il son più malinconico e speciale che ci sia, come Dos Gardenias cantata da Omara Portuondo e Ibraim Ferrer

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