Il viaggio in Giappone di Alessandro (parte 2)


Qualche giorno fa ci eravamo lasciati alla fine della prima parte del racconto del mio viaggio in Giappone. Riprendiamo ora parlando di telefonini. postura femminile, onsen e cibo giapponese.
La terra del Sol Levante sa sorprendere sotto tutti i punti di vista e, dopo aver letto questo post, ne sarete convinti anche voi. 

Sembrerebbe anacronistico, soprattutto in un paese tecnologicamente avanzato come il Giappone, ma lì il mercato dei vecchi telefonini a conchiglia è tornato a crescere. L'ho notato sin dai primissimi giorni: sono soprattutto le persone over 50 a possedere un flip phone di vecchia generazione, in barba alla connessione e tutte le applicazioni possibile. In Giappone il telefono è tornato alla sua vecchia funzione: telefonare e forse a causa delle tariffe un poco elevate si è tornati indietro di un decennio. I giovani, al contrario, vivono invece dentro i loro smartphone, a capo chino, chiacchierando sui social e smanettando con giochi troppo veloci per il sottoscritto.



Una delle cose che i giapponesi proprio non apprezzano è il fumo: fumare mentre si cammina per strada è considerato sconveniente e maleducato. Questo perché i marciapiedi sono affollati e c'è il rischio di scottare con la sigaretta i passanti. Ho trovato i giapponesi davvero molto rispettosi dello spazio in comune, tanto da non volere che i marciapiedi diventino dei posacenere. Questi, che potrebbero sembrare problemi di poco conto, hanno, in realtà, molto peso in agglomerati urbani del calibro di Tokyo, con più di 13 milioni di abitanti!. Cartelli con disegni, anche molto divertenti per i turisti, invitano a non fumare per strada. Quindi la domanda per i fumatori sorge spontenea: dove si va? In Giappone si pensa alle esigenze di tutti e per questo esistono delle apposite aree circoscritte da pannelli per schermare il fumo, talvolta coperte o più spartane all’interno di una linea con apposite colonnine dove gettare la cenere, collocate un poco ovunque nei pressi delle stazioni della metro o vicino ai parchi, facilmente riconoscibili da gruppi di persone riuniti a fumare freneticamente.


Un'altra cosa che non passa inosservata è la particolare postura delle gambe delle ragazze giapponesi, che tengono solitamente le ginocchia rivolte verso l’interno (non a caso nei manga così vengono rappresentate) con almeno uno dei piedi rivolto in modo poco naturale.  Il signor Hisaki, che mi ha ospitato nel suo Ryokan di Nagano, mi ha spiegato il perché: fin da bambine le giapponesi passano diverse ore al giorno nella tradizionale posizione della seiza, che consiste nel sedersi sui talloni con le ginocchia a terra. Poiché si tratta di una posizione scomoda, le bimbe cercano di ruotare il collo del piede e far inclinare il tallone verso l'interno e la punta del piede all'esterno, poi aprono leggermente il ginocchio e appoggiano il sedere a terra. Così questo modo imposto di sedere correttamente diventa più comodo. Il signor Hisaki ha voluto sottolineare che è un a caratteristica femminile che piace molto e che spesso viene addirittura accentuata da chi invece non ne soffre così tanto.




Un' esperienza piacevole durante tutto il viaggio è avvenuta all’interno dei bagni. Come già accennato in Giappone esistono gli onsen (io personalmente li ho provati all’interno dei ryokan dove ho soggiornato e qui il nome cambia in ofuro);  prima di entrare in una vasca di acqua calda (di solito termale intorno ai 40°C) bisogna seguire un rituale ben preciso che consiste nello spogliarsi completamente e lavarsi seduti su piccoli sgabelli in legno, versandosi acqua sulla testa e sul corpo utilizzando detergenti leggeri. Ecco che poi ci si può immergere in acqua al fine di purificare non solo il corpo ma anche l’anima. Si tratta di un momento da condividere con la famiglia o di socializzazione con gli amici, che di solito avviene la sera al rientro a casa. L’acqua che viene utilizzata è sempre la stessa per tutta la famiglia e anche per questo si segue un tipico ordine d’ingresso, prima il padre poi i figli, prima i maschi e poi le femmine, e infine la mamma. Se siete ospiti sarete di certo i primi a giovare di tale equilibrio psicofisico. Ricordate che negli onsen non sono ammesse persone tatuate, anche se il vostro tatuaggio è piccolissimo. 


In sostanza il Giappone è un mondo a se stante: ci sono tante altre curiosità che non ho potuto non osservare piacevolmente e che potrei raccontare: si parte dalle copertine dei libri sempre accuratamente rivestite  per arrivare al water spaziale pieno di comandi (la funzione più geniale non è tanto il getto d’acqua con le sue varie direzioni ma piuttosto la tavoletta che si riscalda appena ti siedi. Chi non pagherebbe oro per trovarla nelle gelide mattine invernali!). Una delle cose da considerare maggiormente è che il soffiarsi il naso è  segno di maleducazione. Cosa totalmente contraria, invece, per l'abitudine di indossare la mascherina per non trasmettere virus (tanto da diventare un vero elemento fashionable). Una delle visioni più tenere del mio viaggio in Giappone è stata data dai giapponesi che dormono durante gli spostamenti in treno o sul bus (come mi sento molto orientale!). Stranissimo inoltre è stato incontrare  di frequente giapponesi con denti storti a causa una ortodonzia non molto in voga oppure notare come molte donne indossino spesso scarpe molto più grandi dei loro piedi tanto da rischiare di perderle. 




La meraviglia più grande mi è stata data dall'incontro con la speciale e vera cucina giapponese, che non è solo sushi, forse addirittura lo è poco. Ramen e tempura imperano e si lasciano gustare da tutti i viaggiatori curiosi . Parlando di cibo, è stato molto facile notare come i giapponesi amino e rispettino tutto ciò che viene loro offerto. Questa terra mi ha prima incuriosito e poi immensamente affascinato.

di Alessandro Appodia
Twitter: @aleisflying 


Tutte le foto sono © Alessandro Appodia - Riproduzione vietata


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