Weimar: il parco sul fiume Ilm

Viaggio a Weimar: cosa fare?


Weimar è la città che ha risvegliato in me la voglia di cose classiche e di cultura all'ennesima potenza. Quella città ha, di norma, un effetto simile su molte persone perché ogni suo centimetro (o quasi) ha un significato culturale-storico-letterario di qualche genere. Se il centro è piacevole da scoprire e da girare, c'è una zona circoscritta della città che è ancora più bella da esplorare: sto parlando del parco sul fiume Ilm, ovvero il parco pubblico di Weimar. Non è solo un polmone verde ma è un'altra fetta di città fatta per essere scoperta a braccetto con Goethe. E non solo. 

Il "Park an der Ilm" (mi piace il fatto che in tedesco molti fiumi siano femminili) è il parco sul fiume Ilm, che placido e tranquillo attraversa e bagna la città di Weimar. Si tratta di una zona verde di circa 48 ettari, da sempre stata molto importante per questa città della Turingia. Per ovvie ragioni, è detto anche Parco di Goethe e si estende dal Castello di Weimar fino a lambire i palazzi del centro città e la famosa Anna-Amalia Biliotek. Il Parco costituisce un giardino all'inglese, pieno di ambienti diversi e rinnovati negli anni, partendo dalla fine del 1700 fino ad arrivare ai giorni nostri. Goethe acquistò, proprio dentro al parco, una casa nella quale si ritirava spesso e volentieri a scrivere. E' proprio quella che vedete nella foto qui sopra (o in quella sotto).

I parco, attualmente, non è solo un polmone verde dove passeggiare, correre o passare del tempo. E' come se fosse un vero e proprio monumento a cielo aperto, importante come tutti gli altri a Weimar. Noi l'abbiamo visto nella sua versione invernale, con la neve a terra e gli alberi spogli in attesa di una nuova bella stagione. Giorni fa riguardavo le foto, chiedendomi quanto bello fosse ora e quanto piacevole dovesse essere passare qualche ora lì. Giusto per farvi un'idea, potete scaricare il pdf con la pianta del parco dal sito ufficiale della Klassik Stiftung, la fondazione che cura parecchi monumenti di Weimar.  


Parco cittadino di Weimar
Il parco in versione invernale

Il Park an der Ilm custodisce ancora la testimonianza dell'appartenenza della Turingia alla DDR. Questa porzione di Germania faceva parte dei territori dell'Est. Durante il regime, l'immagine culturale di Weimar non venne mai scalfita, anzi, venne arricchita e portata sul palmo di mano come fosse (ed infondo lo è) un vero e proprio vanto avere dalla propria parte una città così significativa. Il segni del regime socialista sono ben visibili dai molti busti di scrittori, anche del passato, cari al blocco sovietico. Uno tra tutti: Alexandr Puschkin. Busti filosovietici a parte, il parco racchiude tante belle cose che meritano di essere scoperte: dalle rovine dell'Orangerie fino ad arrivare alla Casa Romana, una residenza neoclassica costruita dal duca Carlo Augusto di Sachsen-Weimar. 


Giovy Malfiori e Puschkin
Io e Puschkin

Questo parco è un capitolo importante del libro che racconta l'impronta culturale di Weimar. Il monumento che, forse, più di tutti sottolinea questo aspetto della Kultur-Stadt della Turingia è quello costruito nella parte del parco opposta al castello, proprio nell'ultima che solitamente si attraversa prima di tornare sulla Belvedere Allee, per poi dirigersi verso il centro. Si tratta di due sedie messe una di fronte all'altra, pensate per raccontare il dialogo tra est e ovest che è sempre stato parte della vita di Weimar. Goethe stesso era un appassionato studioso di lingua persiana e fu il primo in Germania a tradurre degli importanti poemi persiani, aprendo una finestra enorme su un mondo culturale pazzesco e distante da quello europeo. Anni dopo scrisse Il divano occidentale orientale, un'opera che non si studia mai ma che vi consiglio di leggere. Weimar, molti anni dopo Goethe, fu grande ponte culturale tra le due Germanie e ancora oggi, con la sua atmosfera intellettuale e classica, si fa promotrice del dialogo tra i popoli. Quelle due sedie scolpite e messe messe all'uscita del parco sono, per me, un monumento molto significativo che vale un viaggio a Weimar

Weimar: monumento al dialogo tra i popoli
Il monumento al dialogo tra est e ovest

Il Park an der Ilm di Weimar è bello, mette la pace nell'anima e muove qualcosa nella mente di chi lo visita. In più è gratuito, ovviamente, e può essere visitato più volte. Io vorrei tornarci e portarmi qualcosa di Goethe da leggere. E' un'azione che amo fare in genere quando viaggio: prendere un libro che parla di un posto e leggerlo nel luogo che descrive o dove è nato. Provateci: è un'azione semplice che regala sensazioni imperdibili. Oggi vi lascio con quello che è scritto proprio vicino al monumento al dialogo tra est e ovest. Un qualcosa che perfettamente attuale anche oggi.

Wer sich selbst und andere kennt, wird auch hier erkennen:
Orient und Okzident sind nicht mehr zu trennen
.

Chi conosce se stesso e l'altro, riconoscerà qui che Oriente e Occidente non sono più divisi.
Così Goethe traduceva in tedesco il poeta persiano Hafis e questo è il saluto del Park an der Ilm di Weimar. Vi aspetto là.


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