Valle d'Aosta: la bellezza senza tempo del Pont d'Aël



Qualche giorno fa io e Gian siamo stati in viaggio in Valle d'Aosta. Non tornavo da quelle parti da quando ero piccola e ogni cosa che si prensentava lungo la strada verso Cogne (la nostra destinazione) mi incuriosiva come se avessi scoperto il mondo da un solo giorno. Certe regioni d'Italia sono logisticamente più vicine e facili da raggiungere per me ma se c'è una cosa (tra le tante che vi racconteremo) che vale davvero il lungo viaggio dall'Emilia alla Valle d'Aosta, quella è il Pont d'Aël, un ponte romano la cui costruzione risale al 3 a.C.

Già... Starete pensando "sai quante rovine romane ci sono in giro per l'Italia?" ed io vi rispondo senza problemi che sono conscia del fatto che il nostro paese pulluli di resti archeologici di epoche antiche. Non so perché, ma la presenza romana in zone distanti da quello che fu il centro dell'Impero mi prende sempre alla grande. Io adoro visitare le zone di confine in genere... Se poi si presentano anche con una storia di 2000 e più anni fa ancora meglio! Il Pont d'Aël è speciale perché è riuscito a portare ai nostri giorni molte informazioni: la data in cui fu scotruito, il nome di chi lo commissionò e, cosa molto particolare, la sua natura di ponte privato.

Nel 3 a.C in Valle d'Aosta c'era un grande fermento: l'imperatore voleva costruire una città ai piedi delle Alpi e darle il nome di Augusta Pretoria Salassorum, la futura Aosta. Un  imprenditore padovano (o dovrei dire patavino, data l'epoca in cui visse), Caio Avillio Caimo, fiutò la possibilità di generose commesse di lavoro da parte dell'Impero e quindi decise di viaggiare verso le Alpi per vedere cosa si potesse fare. Per poter procedere col lavoro, costruì il ponte per collegare i due lati di quella che ora è la Val di Cogne, in uno dei punti più stretti. Lasciò sul ponte un'iscrizione che riporta il suo nome, la data e la natura privata del ponte. 

Il Pont d'Aël è una meraviglia di 2019 anni (ora nel 2016) che si mostra tra le case del villaggio di Pondel come se fosse un piccolo grande imperatore seduto sul suo trono. E' formato da un camminamento superiore, all'aria aperta, da un livello intermedio usato come acquedotto e da un livello inferiore con un camminamento al coperto. Quest'ultimo era collegato direttamente con quella che al tempo fu la strada romana. Il Pont d'Aël è stato recentemente ristrutturato, rendendo possibile la visita al suo interno. Percorrerlo e ammirarlo non costa nulla ma se volete entrare nel camminamento coperto (fatelo!) il costo è di 3€ a persona. Consultate il sito della regione Valle d'Aosta per gli orari, perché variano a seconda della stagione. Se voltete fare un viaggio in zona e fermarvi più di un giorno, considerate Cogne come base dei vostri vagabondaggi

Tante cose, giorni fa, mi hanno sorpresa del Pont d'Aël. All'arrivo nel piccolissimo villaggio che lo ospita, mi sono persa di nuovo a guardare quelle case valdostane con il tetto fatto di ardesia, tagliata come fosse la scaglia di un pesce. Respiravo a fondo l'odore che certi posti di montagna ha e camminavo cercando di immaginarmi la storia di tutte le persone che vivono lì. A pochi minuti dal parcheggio, dove è necessario lasciare l'auto, si vede spuntare questa costruzione dalla pietra color sabbia, così romana, così diversa da tutto il resto ma, nello stesso tempo, così perfettamente parte di quel luogo. Va detto che il villaggio di Pondel non esisteva al tempo della posa del ponte. Quindi, a conti fatti, è il ponte che ospita il villaggio e non il contrario. Qui la prima comunità si è formata attorno al 1600, giustamente occupando un terriorio che presentava la possibilità di transitare da un lato all'altro della valle del Grand Evya.

Vi racconterei tutto della visita al Pont d'Aël, ma vi toglierei il piacere di scoprire certe meraviglie con i vostri occhi. Vi basti sapere che quel mattino non sarei mai venuta via e non avrei mai smesso di fotografarlo. Perché certe bellezze andrebbero osservate tutti i giorni. E qui è sorta la domanda ch ancora mi porto dentro: perché avevo mai saputo dell'esistenza del Pont d'Aël prima di questo viaggio?

2 commenti:

  1. Io ci son stata il giorno di Pasqua, su consiglio di una bravissima archeologa della Val d'Aosta che ha proprio contribuito alla diffusione delle informazioni su questo ponte-acquedotto. Particolare fondamentale: si tratta di un'opera privata realizzata da un imprenditore Padovano per scopi privati, quindi non è un semplice acquedotto pubblico come molti altri di epoca romana...
    Se ti va di passare ne ho parlato anche io qui: http://www.warmcheaptrips.com/2016/04/weekend-castelli-valle-d-aosta.html

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    1. A noi è piaciuto davvero molto.
      Ho indicato quel particolare fondamentale nel post... aveva colpito anche me.

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