Viaggi e Lingue straniere: sicuri di capire tutto?

Lingue straniere in viaggio


Tempo fa mi sono messa a pensare ad un'altra lingua straniera da imparare. Mi piacerebbe davvero avere il tempo per potermici applicare con impegno e aggiungere così un altro idioma a quelli che già so. Spesso mi sento dire "tu sì che puoi viaggiare, sai così tante lingue!" ed io rispondo sempre sorridendo che spesso mi è capitato di esprimermi a gesti (in Cina, per esempio) o di fare di necessità virtù (come durante il mio viaggio in Brasile o in Polonia). Quello che voglio raccontarvi è che non sempre aver studiato per bene una lingua significa comprendere tutto.
Voglio dirvi i quella volta che arrivai a Liverpool la prima volta.

Sono molto legata al mio primo arrivo a Liverpool, in quel del Dicembre del 2007. Un semplice viaggio in autobus dall'aeroporto al centro e una canzone capitata per caso nella funzione shuffle del mio ipod dell'epoca mi hanno regalato delle sensazioni importanti e fondamentali per me.
Ma facciamo qualche passo indietro.

Il John Lennon Airport di Liverpool è ben collegato al centro città da una serie di autobus che partono molto frequentemente.
Quel giorno io non avevo uno smartphone né un tablet. Arrivai verso ora di cena circa e l'ufficio informazioni dell'aeroporto non era aperto. Certo, avevo controllato sul sito dell'aeroporto e sulla guida quali fossero le linee di autobus da prendere ma la possibilità di chiedere qualche informazione a qualcuno mi avrebbe messo più tranquilla.
E così andò.

C'era vento quella sera e lo ricorderò sempre. Io e la mia migliore amica cercammo il fantomatico autobus verso il centro e prima di salire chiesi all'autista se fosse la linea giusta.
La scena è impressa nella mia mente come fosse un film.
Crepuscolo inglese, vento, un autista dall'aspetto burbero e la Giovy con lo zaino in spalla, piumino ben abbottonato e sicurezza tipica di chi ha studiato inglese per più di 10 anni e oltre.

"May I ask you a few questions?" disse la Giovy.
"Yes, Madam" e già a quella risposta le mie orecchie cominciavano a mandarmi messaggi strani. Ha detto "madam", vero? Ho capito bene? Non sapevo che quella sera avrei sperimentato dal vero una delle cose che ti vengono sempre dette al liceo linguistico ma che speri sempre non si avverino: l'inglese parlato che ti fanno ascoltare a lezione non è quello che la gente parla realmente.
Oltre a ciò, io capii la bellezza della pronuncia scouse, quella tipica di Liverpool (che ora comincia a non aver sergreti per me). Bella sì... ma così diversa dal Queen's English! 

Per la cronaca chiesi se quella era la linea giusta da prendere per un dato indirizzo.
La risposta fu per me una serie di suoni imprensibili tanto che sperai di avere poteri magici per materializzare davanti a me un'agenzia di traduzioni al completo per potermi supportare.
Alla fine capii, ma fu dura e dentro al mia mente gironzolava a loop una frase: "sei sicura di aver studiato tanti anni per qualcosa?"

La risposta, trovata dopo un paio d'ore è sì: sono fiera dei miei studi e della mia capacità di poter comunicare in giro per il mondo. Tutto ciò che non ha fatto la scuola l'ha fatto il viaggio, insegnandomi peculiarà, differenze, modi di parlare diversi e di scrivere completamente dissimili.
Oggi però ho voglia di metter nero su bianco qualche consiglio per tutti.
Sentitevi liberi di aggiungere ciò che volete, raccontando nei commenti le vostre strane esperienze con dialoghi in lingua diversa.

1) Prima di partire, fatevi un giro su YouTube per cercare dei filmati su come si parla nella zona del vostro viaggio

2) Una volta sul posto: ascoltate tanto, cercando di concentrarvi e di isolarvi, almeno per i primi momenti in cui parlete con qualcuno. Ascoltate anche con gli occhi. Spesso guardare il labiale del nostro interlocutore ci aiuta a comprendere una pronuncia mai sentita prima.

3) Mai paura di dire "non ho capito". Quando non capisco qualcosa, io chiedo al mio interlocutore di scrivermela. 

Già che ci siamo e, conoscendo il mio amore per il Regno Unito, fatevi un viaggio attraverso gli accenti delle Isole Britanniche, con una delle puntate più memorarbili di Anglophenia.
Shioban Thompson potrebbe aprire tranquillamente un'agenzia di traduzioni... magari tascabile, per tutti i viaggiatori!



Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
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