Bigoli con l'arna: bontà dalla mia Valdagno

Dove mangiare i bigoli con l'Arna
Bigoli con l'arna, bontà che sa di casa - © 2015  Giovy

Giorni fa pensavo che mi manca molto Valdagno, il luogo dove sono nata e cresciuta. Non ci vado da quest'estate e - dentro di me - la nostalgia si sta facendo davvero grande. Un po' come succedeva a Proust con la madeleine, io ripenso alla mia Valdagno seguendo una specie di mappa mentale delle cose e i momenti che la rendono grande. Almeno secondo la mia personale opinione. Uno di questi momenti è il mercato del venerdì, dove vorrei essere ora: le chiacchiere, mia nonna, mia mamma, la maresina e il pranzo a base di bigoli con l'arna.

Bando alle interpretazioni oscene, il bigolo è un formato di pasta all'uovo molto in uso nella zona del Veneto dove sono cresciuta e simile ad un grosso spaghetto. Solitamente si fa in casa usando il torcio, ovvero il torchio, che solitamente era così difficile da girare da richiedere la presenza di almeno due persone.
Il bigolo (guai a chi ride) dev'essere ruvido e deve sempre risultare un po' poco cotto.
Da noi viene condito con olio e sardine (soprattutto nei venerdì di quaresima), con pasta di salame o ragù di carne e - trionfo dei trionfi - con il ragù d'anatra.
Il giorno dei bigoli con l'arna è solitamente la prima domenica d'ottobre.

Il ragù d'arna - per cortesia non chiamiamola più anatra perché non mi sembra neanche lei - é in bianco ed è un composto con alta capacità di condimento. Diciamo pure che non si tratta di un piatto leggero ma è così buono che è capace di farti scordare il mondo intero.
I bigoli con l'arna vivono il loro periodo speciale proprio in inverno ma - detta tra noi - io sarei capace di gustarmeli anche a ferragosto e so di non essere l'unica.

Questo piatto tradizionale dell'Alto Vicentino faceva parte di alcuni giorni di mercato vissuti con la mia nonna materna. Si passeggiava, si faceva la spesa e prima di intraprendere l'irta salita che portava a casa sua, si passava davanti alla mitica Cantina Sociale, nel ristorante della quale i bigoli trovavano una delle loro massime espressioni. 
"Fame un scartoso", diceva lei... chiedendo di fare un piccolo pacchetto di bigoli da portare a casa.
Una volta da lei, li mangiavamo ridendo felici, anche se si erano raffreddati.
Capitava di rado, d'inverno, di passare un venerdì così perché andavo a scuola.
Ma d'estate o durante le vacanze mi rifacevo ed io non vedevo l'ora.

I bigoli con l'arna sono per me sapore di casa.
Sono per me quasi una panacea per non essere riuscita a tornare più da quelle parti, con la speranza di rimediare presto e godermi quella meraviglia con tanta gente alla quale voglio un mondo di bene.
Preparatevi perché - pezzo dopo pezzo - ho deciso di raccontarvi la mia Valdagno, magari sempre di venerdì, quasi per portarvi al mercato con me.

Nel caso capitaste a Valdagno, dove andare a mangiare i Bigoli con l'arna?
Per me le soluzioni sono 3, dipende da voi.
Il non-plus-ultra della bontà, attualmente e per me, è sempre la Cantina.
Ha cambiato gestione da quando ero piccola ma non avrebbe potuto trovarne una migliore.
Entrate dalla porta su Via Manin (al numero 26) e chiedete di Natalino.

La seconda soluzione è un mulino che per me è sempre esistito, che ora produce anche del cibo.
Al Molino Faloppi potete comprare sia i bigoli che il ragù. E poi andate a casa a cucinare!

La terza opzione che vi do è un ristorante che si trova sulle colline sopra il centro.
Si chiama Albergo Alpestre ed è una vera e propria istituzione del mangiar bene dalle mie parti.


Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
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