Schlössli: una cena a San Gallo


E' stato difficile scegliere quale immagine postare per raccontarvi la nostra esperienza gastronomica di San Gallo. Abbiamo trascorso una serata, seduti ad un tavolo della Gaststube Schlössli, in pieno centro della cittadina svizzera. L'Avvento era appena iniziato, alle finestre c'erano delle candele che rendevano speciale il buio che aveva avvolto la città. La fame e il lungo viaggio in treno si stavano facendo sentire e noi non potevamo chiedere di meglio che approdare in uno dei ristoranti più quotati della città. Se vi suona strano il fatto che in Svizzera si possano vivere esperienze gourmet di tutto rispetto... beh, questo post fa proprio per voi!

Quando si parla di esperienze gastronomiche di alto livello si pensa subito a paesi come l'Italia e la Francia. Diciamolo pure, i paesi di lingua tedesca raramente ci ispirano un qualcosa di eccezionale che vada al di là del dolce e del formaggio. Viaggiare significa sicuramente cercare di uscire dal pregiudizio più grande e, perché no, abbatterlo alla grande. Soprattutto quando si parla di cibo. Certo, la cucina italiana è ottima così come lo è quella di mezzo mondo. La cosa importante è imparare il valore della diversità e sedersi a tavola con la coscienza che ogni paese mette nel piatto ciò che la terra produce, secondo le tradizioni del luogo.

San Gallo è una città molto interressante, una delle più importanti nella regione del Lago di Costanza: la sua storia, l'arte che racchiude, le piccole chicche che un centro storico piccolino ma denso sa raccontare sono sulla prima pagina di un menù che ci viene mostrato non appena arriviamo in città. Gastronomicamente parlando, San Gallo è la città del wurstel di San Gallo. Uno dei pregiudizi più grandi che noi italiani abbiamo nei confronti della cucina, per così dire, teutonica è proprio nei confronti dei wurstel. Nel nostro paese questo tipo di salsiccia è solitamente industriale e Dio solo sa con cosa viene fatta. Nei paesi di lingua tedesca, soprattutto (ma non solo), il wurstel (che poi si dice solo wurst) è una cosa seria. Ogni macellaio ha la sua ricetta, ogni città (o molte città) la propria tradizione. San Gallo è la regina dei wurstel made in Switzerland.

Il wurstel di San Gallo é un prodotto IGP e solitamente preparato con le parti nobili di vitello o maiale. La grammatura può arrivare ad essere consistente e il gusto è inconfondibile. Per questo motivo va mangiata senza senape. La si può gustare per strada come nel ristorante più quotato. Noi l'abbiamo assaggiata non appena uscita dalla cucina del Ristorante Schlössli. che si trova in pieno centro a San Gallo, ed è uno dei punti di riferimento per la buona cucina in città. Il suo menù varia a seconda della stagione e vanta un buonissimo utilizzo dei prodotti locali.

La nostra degustazione è stata tipicamente invernale: abbiamo assaggiato il mitico bratwurst, così come dell'ottima cacciagione (e ve lo dice una che non ama la selvaggina: era buonissima) per stupirci poi all'arrivo di una zuppa fatta con una patata viola locale, con la quale viene prodotta anche una sorta di vodka dal sapore particolare. La cucina del ristorante Schlössli sa mettere assieme l'antica tradizione di una città che è stata fondamentalmente sempre una città ricca e piena di mercanti. Mercato vuol dire incontro di vite, storie, odori e sapori e San Gallo in questo la sa davvero lunga, anche in cucina.

Se devo essere sincera, mi ha colpito molto l'abbinamento dei vini che ci é stato proposto quella sera: per l'antipasto abbiamo assaggiato una birra locale, una Ale dedicata proprio a San Gallo, monaco che arrivava dall'Irlanda. Il resto del pasto è stato accompagnato da vini Svizzeri dell'Alta Valle del Reno. Non l'avrei mai detto che nel Canton Grigioni si potesse produrre del vino con simile qualità e gusto.

Per quanto mi dica di non avere pregiudizi a tavola, ce n'è sempre uno piccolino che salta fuori per essere distrutto e, quella sera al tavolo dello Schlössli, ne ho avuto la riprova. Potrei stare qui a descrivervi ogni piatto, raccontarvi ogni gusto e dirvi che l'ambiente é speciale, ben curato ma al contempo è un luogo dove ci si sente a casa propria anche con un paio di jeans.

Quello che farò è lasciarvi in compagnia di una gallery, unita al consiglio di visitare la città (che vi racconteremo presto) e di prenotare un tavolo proprio in una delle Stube dello Schlössli, per sorprendervi, per ricredervi e per tornare a casa dalla Svizzera con la consapevolezza che, anche lì, si può mangiare alla grande.

Ultima cosa: chiedete di provare l'olio di noci. Fidatevi!





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