In partenza per il 2016


Adoro questa foto che Gian mi ha fatto ad inizio di Dicembre. Eravamo a Ravensburg, durante il nostro giro sul Lago di Costanza, e ha colto un atteggiamento he ho spesso mentre viaggio: mi pianto davanti al tabellone delle partenze e degli arrivi osservando ogni singola riga, ogni singolo treno e fisso nella mia mente tutti i viaggi che potrei fare, che vorrei fare. Puntualmente me ne esco con un "ma lo sapevi che da qui si può andare a ..." e lo faccio con l'entusiasmo di chi non si toglierebbe mai quello zaino enorme e blu dalla schiena se non per ritrovare quel senso di casa che, é proprio il caso di dirlo, aiuta all'ennesima potenza a definire il perché di un viaggio.

Oggi sul blog niente itinerari, viaggi pieni di storia o piatti gustosi che raccontano un territorio.
Oggi su questo blog solo qualche parola di fine anno... anche se preferire di inizio anno.
Sono sempre stata una che ha amato più le albe che i tramonti, più i mattini presto che le tarde notti. 
Il mattino per me sa di partenza, come se avessi un quaderno bianco tra le mani e tante penne colorate per scrivere. Come se avessi un paio di scarpe nuove e mille strade su cui camminare.

Questo 2015 é stato un bell'anno? A modo suo mi ha insegnato molto. E' stato sia bello che tanto difficile. Ho imparato , professionalmente e umanamente parlando. Ho riempito lo zaino, di qualsiasi misura, tante volte. Sono partita... in gruppo, con Gian, da sola.
Ho recuperato un senso del viaggio che negli anni precendenti avevo un po' messo da parte. Ho ritrovato il senso della parola itinere e ho rivisto sul mio volto il sorriso migliore per aver potuto rimettere piede in parti del mondo che amo e ho sempre amato. Ho pianto - inoltre - nell'osservare dall'aereo grandi amori viaggianti (intesi come zone del mondo), volarci sopra e non poter catapultarmi da loro.

Se c'è una cosa che chiederei al 2016 é un po' di forza e coerenza in più del suo predecessore dispari... e si sa, ve l'ho già detto, io non amo gli anni dispari. Solo il 2013 mi é stato amico finora. Quando inizia un anno pari, non so perché, mi sembra che il cerchio sia completo, ho la sensazione di trovarmi davanti ad un tutto-tondo perfetto e da addentare. Non so se mi spiego. Non mi metterò qui a fare buoni proposti o chissà che cosa. E' probabile, però, che scriverò la lista dei viaggi che vorrò fare perché mi piace sognare e mettere i miei pensieri nero su bianco mi fa proprio bene.

Quello che posso dirvi ora con certezza é che sono pronta per partire per il mio 2016, il nostro 2016. Vorrò camminare su nuove e vecchie terre, vorrò stupirmi, imparare qualcosa, piangere per l'emozione e tornare razionale nello studiare i percorsi da seguire. Vorrò assaggiare nuovi sapori e scrivere, scrivere tanto perché, tra le mille cose che faccio, é quella che mi fa sentire me stessa al 100%. Non vorrò litigare, guarderò di più me stessa, quello che faccio, quello che sono. Punto.

Quello zaino blu che vedete nella foto mi attende. Io vado.
Tra pochi giorni c'è un treno (tanti treni) da prendere.
Buon 2016 a tutti voi e grazie sempre per passare di qui ogni mattina o ogni sera.
Grazie per le vostre tante mail e per i consigli che ci chiedete.
Siete pronti per partire per il 2016? Io, come sempre, sì. 


Questo articolo è stato scritto per Emotion Recollected In Tranquillity.
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2 commenti:

  1. Buon viaggio Giovy! Buon viaggio a tutti noi! E che la strada sia sempre ricca di emozioni...almeno quanto la nostra meta!

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    Risposte
    1. Ciao Ilaria, perdona il ritardo della mia riposta.
      Che la strada sia ricca e buona anche per te!

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