Io viaggio, perché...

Io viaggio perché non ho paura
Picture by Alice Hampson @Unsplash.com 
Sono giorni in cui è difficile mettersi davanti alla pagina bianca di un blog per provare a metter giù qualche parola che abbia un senso di fronte a quello che è successo a Parigi. Gli attacchi di Parigi sono entrati nella mia testa nella mattina di sabato, perché venerdì sera - come ogni tanto accade - spengo tutto e lascio fuori il mondo. Giusto o sbagliato che sia, questa non è di certo la sede per discuterne. Quello di cui vorrei parlarvi oggi non é né un itinerario di viaggio, né un luogo da scoprire. Oggi vorrei spiegarvi perché voglio continuare a viaggiare

Ho pensato molto durante il week-end appena trascorso a come sta andando il mondo ultimamente.
Spesso, per una serie di svariati motivi, ascolto 99 Luftballons di Nena che è da molti anni una delle canzoni più belle contro la guerra e le sensazioni che impone.
Mi sono chiesta se il periodo che stiamo vivendo sia guerra oppure terrorismo.
Non sono riuscita a trovare una risposta plausibile forse perché non so più scindere dalle due.
Quando nel gennaio del 1991, durante la prima Guerra nel Golfo Persico, iniziò l'operazione Desert Storm, io presi il mio diario del tempo (avevo 13 anni) e scrissi che per la prima volta nella mia vita la parola guerra mi faceva paura.
Ora, che di anni ne ho quasi 38, mi fanno paura molte cose, forse perché da adulti si ragiona diversamente e si prende la vita con una serietà che da adolescenti non si ha.

Dopo aver fatto questo pensiero, mi sono messa a ragionare sul fatto di viaggiare.
Il terrorismo o la guerra, da qualsiasi parte la si prenda, mi sta davvero su quel posto che non nomino per decenza perché mi sta portando via la serenità per fare la cosa che amo di più al mondo: viaggiare.
Spesso, mentre sono in giro, mi guardo intorno per scrutare i visi delle persone e non di rado mi chiedo se chi mi sta accanto è una persona tranquilla oppure no.
Ora ci rido, ma a Giugno mentre ero sul volo tra Londra e Newcastle, di fianco a me erano seduti un padre e figlio musulmani. Il padre ha pregato con Corano sull'Ipad per tutto il viaggio... ed io non gli staccavo gli occhi di dosso perché - presa da un momento di totale paura capace di scatenare una grande ignoranza - ero convinta che da un momento all'altro si alzasse e si facesse saltare in aria.
Al mio arrivo a Newcastle mi sono data della scema mille volte e proprio mi lì mi sono accorta di quanto il terrorismo stesse vincendo sulla mia voglia e bisogno di viaggiare.

Nel leggere le notizie di questi giorni verrebbe da prendere tutte le prossime partenze e metterle in un cassetto perché il terrorismo sembra sfidare anche le più comuni leggi della statistica: se là è già successo, è molto improbabile che succeda di nuovo. E invece no.
Me l'ha insegnato il terremoto del 2012 e ora anche il 2015 nero di Parigi.
Succede... e può accadere di nuovo con la stessa probabilità.
E allora che fare?

Occorre fare un bel respiro e far di tutto perché l'intelligenza e il buon senso governino le nostre azioni. Occorre armarsi di forza (perdonate il verbo è il più adatto) e fare zaini, borse e partire.

Io viaggio perché fa parte di me e il terrorismo non può soggiogare ciò che sono.
Io viaggio perché lo so fare in modo consapevole e so benissimo di dovermi dimenticare per un po' certi luoghi... ma so anche che non sarà così per sempre.
Che sia ora, domani, tra una settimana o due anni... non posso lasciare che la paura entri dalla porta e governi il mio cuore e la mia testa.
Sarà difficile, occorrerà stare attenti all'ennesima potenza e essere più ligi del solito, evitando situazioni particolari e troppo fumose.

Io viaggio perché la paura e il terrore non devono vincere.
Sarò ingenua, ma sono ancora convinta che nel mondo ci sia molto nel buono, anche se per trovarlo dovrò scavare a mani nude per giorni, mesi e anni.

E voi, che fate? 
Mi raccontate i vostri #IoViaggioPerché (o anche i #IoNonViaggioPerché).


99 Jahre Krieg
Ließen keinen Platz für Sieger
Kriegsminister gibt's nicht mehr
Und auch keine Düsenflieger
Heute zieh' ich meine Runden
Seh die Welt in Trümmern liegen
Hab 'n Luftballon gefunden
Denk' an Dich und lass' ihn fliegen

2 commenti:

  1. Riflessioni che condivido in pieno Giovy! Amari e pieni d'angoscia questi giorni dopo il terribile attentato di Parigi, mentre la paura si insinua nei cuori della gente...nel mio cuore! E mi porta via ogni entusiasmo per il mondo, la gioia del viaggio, che per me è linfa vitale...
    Viaggiare probabilmente non sarà più la stessa cosa, ma continuerò a farlo perché ne ho bisogno, perché non posso vivere senza una valigia all'orizzonte e non posso lasciare che il terrore si impossessi di me... Far finta di niente non è possibile e reagire è molto dura...ma dovrò farcela, dovremo farcela!!!

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    Risposte
    1. Ciao Ilaria,
      perdonami se ti ringrazio solo ora per il tuo commento!
      Grazie per la tua opinione, con la quale concordo assolutamente!

      Elimina

Benvenuto in questo mondo fatto di viaggi e di emozioni.
Siamo tanto felici se ci lasci un commento!
Gli Anonimi non ci piacciano e se ci spammi ti scateniamo contro Torchwood

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