I miei motivi per visitare Varzi

Perché visitare Varzi
Varzi - © 2015 Giovy

Varzi: uno di quei paesi che senti nominare ogni tanto, soprattutto per una delle sue bontà gastronomiche, ma che raramente e con difficoltà sapresti collocare sulla carta geografica. Varzi si trova nel profondo Oltrepo Pavese, a ridosso degli Appennini proprio al centro della Val Staffora.
Perché uno dovrebbe prendersi la briga di partire, anche in inverno, e andare a visitare un piccolo paesino della provincia italiana?
Oggi vi racconto i miei personali motivi.

Chiunque sia un po' appassionato di gastronomia ha una sola speciale immagine nella mente quando si nomina Varzi: il salame.
Il Salame di Varzi D.O.P. è una di quelle bontà che andrebbero pubblicizzate ovunque si possa mangiare la carne di maiale.
Al di là di questo, ci sono un sacco di motivi per passare una giornata a Varzi.
La cosa particolare è che si scoprono quando si arriva lì perché, salame a parte, di Varzi in rete si trovano ben poche notizie.

Ecco perché ho pensato di raccontarvi, oggi, i miei personali motivi.
Ed inizio proprio dal più celebre e conosciuto.

1) Il Salame di Varzi D.O.P.
Vale davvero la pena di arrivare da quelle parti con un po' di fame, quella giusta per recuperare un pezzo di pane, 3 fette di salame e sedersi su una panchina a gustare il tutto.
Varzi ha un'antichissima tradizione di produzione del salame (si parla di notizie risalenti al primo medioevo, in tempo di Longobardi) e la città non si dimostra di certo timida in questo ambito.
Il Salame di Varzi è speciale perché prodotto, in altitudine, con parti nobili e per la sua stagionatura che può arrivare fino al 180 giorni circa.

2) La Via del Sale
Lungo la Val Staffora, zona in cui si trova Varzi, passa una delle antiche Vie del Sale che dal Porto di Genova si dirigevano verso la Pianura Padana. Si tratta della Via dei Malaspina, signori della zona.
Fu anche grazie al passaggio del sale che proliferò la produzione del salame.
Attualmente la Via del Sale è ben segnalata e, in alcuni tratti, percorribile sia a piedi che in bici.
Si tratta di un percorso interessante per conoscere questa parte di Oltrepo adagiato tra tre regioni molto diverse tra loro.

3) I ravioli con lo stocafisso e i malfatti
Varzi è il posto giusto per i buongustai.
In centro ci sono alcune botteghe (per il salame) e alcuni piccoli locali, come il Caffé del Centro (dove io e Gian abbiamo mangiato, entrandoci seguendo semplicemente l'istinto) dove l'atmosfera è quella delle Osterie di una volta e tutto ti fa stare molto bene.
I ravioli con lo stocafisso sono un piatto che trae la sua origine proprio dal passaggio dei mercanti del sale che, assieme ad esso, portavano in giro anche dei gran bei pezzi di merluzzo essicato.
I malfatti sono invece una specie di gnocchi fatti solo con ricotta, spinaci e un po' di farina.
Niente patate.
Te ne danno un piatto, ne mangeresti un kilo.

4) Tre ordini di portici sovrapposti
Avete mai visto voi una città che al suo interno ha tre ordini di portici sovrapposti, tutti percorribili come se fossero delle moderne gallerie?
Varzi è costruita proprio così e sorprende, quando ci si trova in centro, il trovarsi davanti a questi portici così particolari e ben curati.

5) Il vicino Castello di Oramala
E' raggiungibile in circa 15 minuti d'auto (meglio se piccola perché le strade sono strette) da Varzi.

6) La Resistenza
Come molte altre zone dell'Appennino (ma dovrei dire di tutta Italia) Varzi ebbe un ruolo importante durante la Resistenza e la Guerra di Liberazione dal Fascismo.
Varzi si trovò al centro di una zona formata da circa 17 Comuni che si autoproclamò Libera e dove il Comitato di Liberazione Nazionale trovò terreno fertile.
Zona Libera equivale a dire governo democratico... cosa da non poco in quegli anni.

7) La possibilità di dormire tra gli alberi
A Varzi abbiamo visto ben pochi hotel ma, fortunatamente, la cittadina si trova vicina a Brallo di Pregola, un altro minuscolo paesino dell'Appennino Pavese dove è possibile, però, dormire tra gli alberi in una eco-suite molto speciale.


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