Viaggiare seguendo il vento

Viaggiare col Vento

Giorni fa ho pensato a quanto mi piace il vento, soprattutto quando sono in viaggio, e quanto 

esso mi carichi e - allo stesso tempo - punti la lancetta del mio umore verso l'agitato-andante. 

Accade anche a voi? 

Questi pensieri mi hanno fatto venire in mente dei momenti di viaggio in cui il vento era protagonista. Allora mi sono chiesta come sarebbe fare il giro del mondo in cerca del vento giusto da cui farsi accarezzare, portare via, esaltare.

Da dove partiamo?


"... vorrei imparare dal vento a respirare..."

Una canzone di qualche anno fa diceva così ed è una delle quelle che primeggiano sempre nelle playlist che ascolto mentre scrivo.
Mi fa bene pensare al vento perché mi riporta dritta sulla scogliera di Aberdaron (protagonista di un be repost sul mio profilo di Instagram qualche giorno fa), a godermi un piccolo grande momento di tranquillità.
Il vento è un po' come il pane: il suo nome cambia ogni 10 kilometri, assumento spesso connotazioni diverse, a seconda di come qualcuno lo vive.


Qual è il vento che vorreste inseguire... e perché?


Anni fa andai alle Canarie in cerca degli Alisei, grandi portatori di un'eterna primavera e primo grande collegamento tra il vecchio e il nuovo continente.
Sempre alle Canare - ero a Tenerife - capii che quello che lì si chiama Calima, in realtà, è ciò che in Senegal e in altre zone come il Magreb si chiama Harmattan.
Arriva dal deserto, porta la sabbia e spesso anche grande calore.

Poi arriva il turno del Maestrale, vento che arriva da Nord-Ovest e nasce in Francia sul Massiccio Centrale. Da quell parti si chiama Mistral e a me ricorda moltissimo la Camargue.
Le Gole del Rodano sono il luogo migliore per godersi la formazione di questo vento che sa essere sia dolce che deciso.

Il Föhn, o Fevonio, è quello strano vento caldo che ogni tanto arriva quando meno te l'aspetti.
A me ricorda la Svizzera e un giorno di gennaio di tanti anni fa. Era quasi il mio compleanno e uscii di casa bardata in versione invernale per poi ritrovarmi una temperatura di oltre 20 gradi.
Tra la Svizzera e il lago di Como ho imparato a conoscere la Breva, fredda e decisa, e il Tivan (il piccolo vento) che è quasi un annuncio di primavera.
La Breva gelata è una di quelle cose che speravo sempre di trovare nelle mie passeggiate dalle parti del Lago di Lugano, in quei giorni in cui ti avvolgi nella sciarpa e le guance diventano rosse.

Parlando di venti invernali, non si può dimenticare la Bora.
Solo una volta in vita mia finora ho avuto occasione di provare la forza di quel vento.
Stavo andando in Slovenia e, dalle parti di Trieste, la polizia fermava le auto per qualche ora per le raffiche di Bora. Risultato: controvento non riuscivo ad aprire la portiera dell'auto durante le raffiche.
M'è bastato ma ammetto che vorrei provare ad affrontarla a piedi un giorno o l'altro.
Lo sapevate che Bora, così come la parola Buriana (che dalle mie parti vuol dire "gran casino") derivano da Buran, il nome russo dato a questo vento che spazza le pianure a ovest dei Monti Urali?

A me ste cose fanno impazzire, come mi piacerebbe potermi vivere una giornata di vento in santa pace, così come quelle di pioggia... senza il pensiero di disastri o catastrofi. 

Solo e sola con la forza della Natura, il suo sfogo gentile, i suoi elementi.


E' bello camminare con il vento alle spalle ma, ancora più bello, è viaggiare camminando controvento, dialogando con esso come in un pacifico battibecco tra viaggiatori che non vedono l'ora di incontrarsi e raccontarsi la loro vita.

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