Cosa non fare a Siviglia

Cosa non fare a Siviglia

Oggi torna la rubrica del "non fare, quella parte di questo blog di viaggi che chiede ad esperti di città, regioni o nazioni intere di raccontare in modo un po' diverso un luogo nel mondo. La città di cui parleremo oggi è Siviglia, in Spagna, un posto che io ho amato tantissimo per tantissimi motivi.
Cosa non fare durante un viaggio a Siviglia?
Marianna e Monica ci aiutano a conoscere meglio questa città andalusa!


Ciao siamo due sorelle napoletane, Monica (che vive a Siviglia) e Marianna (che vive a Roma) e curiamo il blog www.visitaresiviglia.com per dare la possibilità a chi visita questa meravigliosa città di viverla oltre i soliti itinerari turistici, godendo pienamente dello stile di vita andaluso.
Giovy ci ha chiesto di raccontarvi cosa non fare a Siviglia.
Bene, dopo un breve consulto abbiamo pensato che sono 5 i consigli per entrare nel vivo di usi e costumi locali.

Non visitate la città durante le ore calde dei mesi estivi.
Le temperature a Siviglia già dai mese di maggio e giugno e fino a settembre raggiungono livelli altissimi. Nonostante sia un caldo secco e quindi molto ben sopportabile, è capitato più volte che esse superassero i 45 gradi. Durante le ore più calde non troverete nessuno che va in giro sotto il sole, addirittura i negozi fanno una “lunga siesta” tra le 14 e le 18. Consigliamo quindi di prendervela comoda alla maniera Andalusa e concentrare le vostre visite al mattino entro le 12 oppure dopo le 20. Il sole tramonta tardi e le attività commerciali rimangono aperte fino alle 22 proprio per questa ragione.

Non rifiutate una birra.
Gli spagnoli in generale e i quindi anche i sivigliani, amano bere in compagnia. Anche se non siete abituati a bere tante birre, non rifiutate una bevuta di un Cubo de Cerveza (5-10 bottigline di birra servite nel secchiello pieno di ghiaccio). In genere si tratta della birra locale, la Cruzcampo, molto leggera e quindi si manda facilmente giù senza conseguenze.

Non parlate inglese.
Gli spagnoli si sa non sono molto propensi a cambiare lingua (del resto la loro è la seconda più parlata al mondo) e in particolare non amano l’inglese.
Anche a Siviglia è così e spesso vi capiterà che vi chiederanno di parlare italiano pur di non dover parlare in inglese.

Non date per scontato che a squadra di calcio preferita in città sia il Sevilla.
Per italiani e spagnoli il calcio è sempre un buon motivo di conversazione, ma proprio come Roma, Torino e Milano a Siviglia c’è una seconda squadra, il Betis (nome latino del fiume Guadalquivir), molto più seguito di quanto si possa immaginare.
In tutti i negozi di souvenir infatti si trova la sua caratteristica maglia ufficiale biancoverde.

Non improvvisatevi ballerini di flamenco.
Quella del flamenco è l’incarnazione di una parte importantissima della cultura locale, quella delle contaminazioni con altri popoli in particolare con i gitani, che qui come da nessuna altra parte al mondo si sono integrati con lo stile di vita occidentale.
Il flamenco è un’espressione musicale malinconica tipicamente gitana, e i ballerini mettono in scena una vera e propria interpretazione di questa musica.


Ringraziando Marianna e Monica per i loro consigli, mi rimetto a pensare a Siviglia e al vento caldo - ma pur sempre ristoratore - che accarezzare i viaggiatori mentre passavano una serata in chiacchiere sulle rive del grande Guadalquivir.



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