Visitare l'India: intervista a Serena

Viaggio in Rajasthan
Serena in India - © Serena Puosi

Oggi si parla di un gran bel viaggio in India, quello fatto da Serena Puosi, aka Mercoledì tutta la settimana, alla scoperta del Rajasthan, uno di quei posti capaci di colpire e, allo stesso tempo, ammaliare viaggiatori di ogni dove. Lo so che il giorno di Terre Estreme è il giovedì ma mi piaceva aprire questa settimana dal sapore vacanziero con una bella intervista per raccontare un viaggio che ha lasciato il segno.

Serena per me è una grande blogger, una di quelle persone capaci di parlare con il cuore e capaci, allo stesso tempo, di dare le giuste informazioni a chi ama viaggiare con la mente piena di curiosità.
Tempo fa è stata in Rajasthan e dalla sua avventura indiana è nato anche un bel libro di cui parleremo in questa intervista.



Giovy: Come mai hai scelto l'India? E perché proprio la zona in cui sei andata?

Serena: Erano anni che sognavo l'India e che provavo a immaginarmi quel miscuglio di suoni, colori e odori nella realtà. Non mi sentivo mai pronta per partire per un viaggio che mi pareva troppo impegnativo fino a che un giorno ho capito che non sarebbe mai venuto il momento perfetto, e allora ho prenotato quel biglietto tanto agognato!
La spinta decisiva per scegliere di fare questo viaggio è arrivata dal desiderio fortissimo di vedere con i miei occhi il Taj Mahal ad Agra. Oltre a quello, ho scelto il Rajasthan perché è la terra dei maharaja, dei palazzi sontuosi e delle città da mille e una notte. Visto che avevo un paio di giorni ci ho aggiunto un'altra esperienza sicuramente formativa: un treno notturno che mi ha portato fino a Varanasi, una delle città sacre dell'induismo.


G: Cosa pensavi di trovare e cosa, invece, hai trovato?

S: Nella mia testa c'era un'India immaginata, disegnata attraverso i racconti dei libri e la visione di alcuni film. L'ho sognata talmente tanto che a tratti non so più cosa ho vissuto realmente e cosa, invece, proviene dalla mia fantasia! In realtà quello che mi aspettavo di trovare è molto simile a quello che ho trovato e vissuto, con la differenza che in India tutte le sensazioni sono amplificate dal caos, dalla sporcizia, dal caldo. Non mi aspettavo, per esempio, che gli indiani fossero così curiosi nei confronti degli occidentali e che volessero fare una foto con me; non mi aspettavo che fossero così espliciti con le domande personali e che a volte non si rivolgevano direttamente a me in quanto donna. Al contempo ho trovato paesaggi e città molto più interessanti di quanto mi aspettasse... e ce ne voleva!


G: Cosa bisogna assolutamente sapere per andare da quelle parti?

S: Innanzi tutto direi che bisogna essere veramente convinti che sia il viaggio giusto da fare. Poi, una volta deciso, bisogna iniziate le pratiche per il visto che sono un po' articolate. A quel punto, col biglietto aereo in mano, si possono fare i calcoli dell'itinerario che ci è più congeniale. Bisogna sapere che gli spostamenti in India si calcolano in tempi di percorrenza e non per chilometri a causa delle strade indiane diciamo poco scorrevoli! Poi valgono tutte le raccomandazioni valide per ogni viaggio: bisogna avere un'assicurazione di viaggio, bisogna attenersi agli usi locali e prepararsi a tutto! Per quanto riguarda i vaccini, io non ne ho fatti ma è sempre meglio consultare il proprio medico per questioni così delicate. Sicuramente posso suggerirvi di bere molto ma solo da bottigliette chiuse e di integrare il vostro equilibrio con fermenti lattici e vitamine. Come ultimo consiglio: abbiate pazienza e l'India saprà regalarvi molto|


G: A chi consiglieresti il viaggio e a chi lo sconsiglieresti?
S: Consiglio questo viaggio a chiunque abbia questa meta in mente: non fatevi intimorire! Lo sconsiglio a chi è molto schizzinoso, a chi non ama il diverso e le culture lontane dalla propria, a chi non ha la pazienza di capire ritmi e usanze diverse. Mentre ero là pensavo che fare lo stesso viaggio con i bambini sarebbe stato da pazzi, ma poi alcune famiglie mi hanno detto di averlo fatto e allora non mi azzardo a dare consigli su argomenti che non conosco! Io però, ripeto, sono stata contenta di averlo fatto in due adulti!


G: Com'è nata l'idea del tuo libro "Indimenticabile India"?

S: Scrivere è da sempre stato il mio principale passatempo e ho sempre covato questo desiderio di andare oltre al blog e scrivere un libro. L'idea non è nata da me (anche se era da tempo che pensavo a un ebook di viaggio) ma da una casa editrice fiorentina, la GoWare, che mi ha contattato e io ho accettato subito! Il tema è venuto naturale: era l'ultimo viaggio fatto e anche quello che mi aveva colpito di più: il resto è venuto da sé! Le bozze hanno entusiasmato tutti e questo mi ha dato la carica per andare avanti, adesso sono i lettori che mi riempiono di gioia coi loro commenti positivi... dai che forse l'ho azzeccata! ;)


G: Raccontaci un momento del tuo viaggio che non dimenticherai mai.
S: Per me è difficile riassumere il viaggio in un'unica immagine indelebile: trovo che questo viaggio in India del Nord mi abbia plasmato come persona e mi abbia fatto crescere molto. Se proprio devo scegliere una diapositiva allora vi racconto dell'ultima mattina a Varanasi, quando ho cominciato a camminare alle 5 di mattina per la città deserta insieme a una guida locale giovanissima che mi ha portato sui ghat sul Gange. Lì era in atto una cerimonia di cremazione molto toccante: quel silenzio me lo ricorderò per sempre così come quelle immagini.

Una bella intervista non può che chiudersi con una splendida gallery con le immagini dell'India scattate da Serena!


2 commenti:

  1. Sorprendente che l'autrice, la quale dichiara di leggere valanghe di libri sulla destinazione che sceglie di visitare, non si aspettasse... quello che non si aspettava! Comprensibile, dunque, che parli di caldo, di sporcizia e di caos e che, nonostante l'India sia abitata da milioni di bambini, ella pensi che non sia una destinazione per loro. Tipico atteggiamento da turista del mercoledì ;-) che, saggiamente, consiglia gli schizzinosi di stare a casa loro, insieme magari a chi non ama le culture diverse e a chi ha poca pazienza :D

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    1. Gentile Antonella, ma lei ha letto l'intervista? Mi pare di no, se lei è una viaggiatrice di quelle vere, scriva un suo libro, o se non ne è capace se lo faccia scrivere come ha fatto Antonio Cassano (il noto intelligente calciatore). Altrimenti da questo suo commento se ne deduce solo invidia, che non è certo un nobile sentimento.
      Buone letture e saluti.

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