Altopiano di Asiago: la fortezza di Punta Corbin

Forte Corbin sull'Altopiano di Asiago

Le montagne venete sono piene di eccezionali testimonianze della Prima Guerra Mondiale. Non si tratta solo di resti di trincee, musei e monumenti, ma anche di interi fabbricati militari come il Forte Corbin, sull'Altopiano di Asiago, che è sopravvissuto alla Grande Guerra e può essere oggi visitato dal pubblico.

Il Forte Corbin fu costruito a partire dal 1906 sulla punta omonima, uno sperone roccioso che guarda da circa un chilometro d'altezza la sottostante Valle dell'Astico. La concezione di quest'opera militare era ancora di vecchio stampo, figlia di teorie belliche ormai antiquate. Un grande bastione fortificato, armato di pezzi d'artiglieria a gittata medio-lunga, abitato da una guarnigione di soldati asserragliati come in un castello medievale, che nei progetti delle menti militari dell'epoca avrebbe dovuto servire per una guerra di posizione contro altre strutture simili, in cui la vittoria sarebbe giunta a chi avesse avuto più risorse del nemico.

In effetti quel tipo di guerra tra fortificazioni c'è stata. È stata chiamata Guerra dei Forti e fu combattuta su queste ed altre montagne del confine italo-austriaco. È durata poco tempo, sia per motivi strategici che logistici: il fronte fu spostato da questa zona circa un anno dopo l'inizio delle ostilità, mentre le costruzioni fortificate non si dimostrarono all'altezza delle aspettative. Cannoni dalla gittata troppo corta o corazzature troppo deboli le resero praticamente inutili, se non come osservatòri avanzati.

Visitare Forte Corbin

Forte Corbin andò incontro proprio a una sorte di questo tipo: fu evacuato a causa dei muri troppo sottili per resistere ai proiettili nemici. Smantellati i cannoni, venne in seguito conquistato dagli austriaci semplicemente perché lo trovarono vuoto. Finita la guerra venne impiegato per un certo periodo come centro d'addestramento, e negli anni '20 fu definitivamente abbandonato dall'Esercito.

Fino agli anni '40 subì i furti dei cosiddetti recuperanti, gente che raccoglieva residuati bellici per rivenderli come rottami. Inutile precisare che quest'opera di "recupero" prevedeva demolizioni e vandalismi più o meno gravi. Arriviamo al 1942, quando lo stato decide di disfarsi dell'edificio vendendolo a un privato del luogo, la cui famiglia detiene tutt'oggi la proprietà dell'area.

Questo è uno degli aspetti più singolari del Forte Corbin: infatti siamo abituati a musei e monumenti statali, mentre qui è totalmente privato. I proprietari hanno curato e curano la manutenzione del luogo a proprie spese, e dichiarano di non aver mai chiesto o ricevuto aiuti da enti pubblici.

Visitare Forte Corbin

Camminare dentro Forte Corbin, lungo i suoi muri in rovina e dentro i suoi corridoi, è veramente impressionante. Noi ora lo vediamo stagliarsi contro un bellissimo panorama montano, e lo raggiungiamo come meta di una vacanza o una gita. Ma bisogna immaginarsi che questo era un mondo chiuso, oscuro e spaventoso. I soldati vivevano qui quasi come reclusi. La guarnigione era isolata e autosufficiente, e i rifornimenti avvenivano tramite una teleferica (che ora non c'è più). Durante gli attacchi si stava rintanati all'interno, con porte e finestre sbarrate per prevenire eventuali sortite del nemico, sperando che il prossimo colpo di cannone austriaco non fosse quello fatale. La potenza di quelle artiglierie è testimoniata da numerosi crateri di scoppio, ancora visibili sui prati attorno alla costruzione. 

Una visita fortemente consigliata, specie in questo 2015 che è il centenario dell'entrata dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale. Nonostante i danni subiti la struttura è ben mantenuta e, tranne poche zone limitate, totalmente visitabile. Ovviamente un plauso va ai proprietari, che attraverso la loro opera di conservazione ci permettono di ricordare e rivivere quel lontano e tragico conflitto.

Come arrivare

Per giungere al forte prendete la strada che da Piovene Rocchette porta ad Asiago. Dopo alcuni chilometri, passato un grande arco con scritto Comune di Roana, poco dopo troverete le indicazioni per Forte Corbin. A quel punto basta seguire le frecce, e dopo qualche chilometro arriverete a destinazione. 

Il tratto finale è su sterrato e attraversa un bosco. La strada non è troppo difficile, ma è stretta e bisogna fare attenzione sia ai veicoli che arrivano dalla direzione opposta, sia agli escursionisti che vanno a piedi. Davanti all'ingresso c'è uno spazio abbastanza ampio per parcheggiare le auto, ma si consiglia di arrivare presto la mattina (specie durante la stagione turistica e con il bel tempo). Per camminatori e trekker, Punta Corbin è raggiungibile anche tramite il sentiero CAI 635 che parte dal paese di Pedescala. Per maggiori informazioni consultate tutte le opzioni di arrivo.

Info per i visitatori

La visita si può fare da soli o con guida. Come biglietto d'ingresso vi viene dato un depliant con mappa: ogni sezione del forte è numerata e corredata con esaurienti cartelli di spiegazione. Durante la visita sarete accompagnati in un modo davvero originale per un museo sulla guerra, che non vi svelo per non rovinarvi la sorpresa.

Il forte è dotato di bar-ristorante, ma se volete c'è anche un'ampia e bella area picnic nel bosco all'interno del sito, dotata di tavoli e sedie. Attenzione che mangiare al sacco è vietato sui tavoli del bar. Dal bar stesso si accede poi ad un piccolo museo con reperti e documenti bellici d'epoca.

I giorni d'apertura variano a seconda della stagione, mentre da dicembre a marzo il Forte è chiuso. Il biglietto d'ingresso per adulti costa 5 €, un prezzo davvero irrisorio se considerate la grandezza del luogo e il suo valore storico. Per un elenco completo su orari e prezzi consultate la sezione dei contatti di Forte Corbin.





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