Visitare le Svalbard: intervista a Matt

Viaggio alle isole Svalbard
Panorami dalle Isole Svalbard - © Matt

Oggi è giovedì e, dopo la pausa per il viaggio in California, ecco di ritorno la rubrica Terre Estreme, momento in cui intervistiamo chi ha visitato e vissuto per bene luoghi che, solitamente, richiedono un po' di preparazione sia fisica che mentale. Oggi parliamo di un viaggio alle Isole Svalbard (Norvegia) e lo facicamo grazie a Matt, aka Teostarr, che ci ha già raccontato i suoi giorni in Groenlandia.
Cosa ci dirà di queste isole che possono essere definite quasi polari?
Leggete la sua intervista e scopritelo.



Premessa: le Svalbard sono nella mia lista di terre da conquistare e si sa mai che ci riesca prima o poi.
Le risposte di Matt si riferiscono ad un viaggio fatto d'estate, circa a metà Agosto.
Solitamente le Isole Svalbard si visitano da Aprile a Settembre.

Giovy: Come mai hai scelto le Svalbard?

Matt: Da anni cercavo di raggiungere un luogo estremo, un luogo di cui potessi dire:”Più in alto di così non posso andare”, una terra selvaggia, il più vicino possibile al Polo Nord, che insieme al Polo Sud è nei miei sogni da sempre.
Volevo raggiungere una terra che mettesse alla prova la mia capacità di organizzare un viaggio fuori dagli schemi, in cui incontrare altre persone appassionate del grande Nord e del viaggio avventuroso, come me.


G: Cosa ti aspettavi di trovare e cosa hai trovato?

M: Mi aspettavo una Terra quasi esclusivamente ghiacciata, dove non fosse possibile incontrare i segni della natura che tutti conosciamo, come i fiori, l’erba, gli uccelli, invece, come sempre, la natura è un’infinita scoperta.
Ho avuto modo di osservare da vicino foche, balene, orsi polari, volpi artiche, oche, renne e addirittura i trichechi! Senza contare le sterne artiche, gli uccelli più curiosi che abbia mai osservato; covando i propri pulcini sul terreno, li devono difendere da chiunque tenti di avvicinarsi, di conseguenza, non appena ti trovi a pochi metri da questi uccellini, tutto lo stormo si lancia in picchiata a folle velocità, cercando di spaventarti e, se non te ne vai, spesso ti colpiscono in testa con il loro becco appuntito.
Dimenticavo le piante!
Nonostante il permafrost, in estate, una piccola pianta si fa strada tra le rocce, purtroppo non ne conosco il nome, ma di sicuro non avrei mai pensato di trovarne una da queste parti.


G: Cosa bisogna assolutamente sapere per andare da quelle parti?

M: Sono terre pericolose e, se non sei un grande esperto di queste zone, consiglio vivamente una guida.
Le Svalbard sono abitate da circa 2000 persone e da…3000 orsi bianchi!
Qui non esistono strade, fatta eccezione per il percorso che unisce l’aeroporto alla “capitale” Longyearbyen.
Ti puoi spostare via mare, motoslitta (quando c’è neve) o a piedi, ma in questo caso, devi lasciare al Console la lista dei tuoi spostamenti, una cospicua somma di denaro (così paghi in anticipo i soccorsi che probabilmente ti verranno a cercare) e, al di fuori dal centro abitato, è d’obbligo un fucile!
Le temperature sono accettabili lungo la costa ma, appena fuori , specialmente in mare, è davvero difficile uscire senza un’adeguata attrezzatura anche in agosto.
Consiglio la classica vestizione a strati, in genere una buona giacca a vento, pantaloni termici, scarponcini da trekking, calzettoni di lana, guanti e un buon berretto di lana, saranno un’ottima compagnia durante tutto il viaggio.
Se pensate di fotografare, ricordate che le batterie, con il freddo durano davvero poco.
Se cadete in mare, gridate il più possibile; le guide ci hanno subito rallegrato facendoci sapere che in acqua si può sopravvivere circa 3 minuti.
Ho viaggiato con un battello postale, mezzo che permette di spostarsi agevolmente e, all’occorrenza, sganciare lo zodiak che ti porta in esplorazione fino a terra.


G: A chi sconsiglieresti il viaggio e a chi lo consiglieresti?

M: Come sempre, consiglio questo tipo di viaggio agli appassionati di montagna, del freddo, della natura selvaggia in genere.
E’ consigliabile tenere a mente che il viaggio può subire cambiamenti dovuti ai repentini cambiamenti metereologici, qui il mare può ghiacciare e parliamo pur sempre di una spedizione artica.
A chi vuole scoprire un mondo diverso da quello in cui viviamo tutti i giorni, qui tutto è diverso, ma meglio non svelare ogni cosa perché non vi voglio privare del divertimento nel trovare le differenze.
Amanti delle comodità, del “tutto e subito”, del viaggio “all inclusive” …cambiate rotta!


G:Racconta un momento indimenticabile del tuo viaggio

M: Tutto il viaggio è stato una sorpresa.
Ero così felice di essere riuscito ad arrivare fin qua su.
In realtà i momenti indimenticabili sono almeno 3.
Nello stesso giorno ho superato l’80° parallelo, visto mamma orsa con il suo cucciolo giocare tra i ghiacci ed osservato da vicino i trichechi.
In particolare l’osservazione dei trichechi è stata particolarmente avventurosa perché raggiunto i dintorni dell’ Isola di Moffen (81° parallelo) verso l’una di notte, sotto un bel sole splendente (eh si, anche alle Svalbard il sole non cala mai in questo periodo) sono salito sul ponte più alto della nave, mi sono praticamente legato ad un corrimano perché il mare mosso ed il vento freddissimo e violento mi rendevano molto difficile stare fermo in piedi e, a questo punto, ho iniziato a scattare foto, per almeno un’ora, a questa piccola comunità di trichechi.
Stavano tutti dormendo quando, ad un tratto, uno di loro si è svegliato e si è spostato goffamente lungo la spiaggia per poi gettarsi in mare e sparire nelle acque del Mar Glaciale Artico, uno spettacolo meraviglioso.

Ringrazio Matt per aver condiviso con noi, nuovamente, un suo grande viaggio...  ma cosa dico, una grande avventura che sa di Nord.
Gustatevi la gallery con le sue foto!

2 commenti:

Benvenuto in questo mondo fatto di viaggi e di emozioni.
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