Visitare l'Alberta: intervista a Simone

Viaggio in Canada e in Alberta
Viaggio in Alberta (Canada) - Foto © Simone Sartori
Il post di oggi per la serie Terre Estreme ci porta in viaggio in Canada, in uno stato dal nome femminile: Alberta. Un tempo si chiamava Terra di Rupert e gli venne dato il nome di Alberta in onore di una delle figlie della Regina Vittoria. Il protagonista dell'intervista di oggi, oltre all'Alberta, è Simone Sartori, che ci racconta un viaggio in un luogo dove la Natura è regina.


Giovy: Come mai hai scelto di esplorare lo stato dell'Alberta?

Simone: Il Canada è sempre stato, nel mio immaginario, una delle mete che prima o poi avrei dovuto raggiungere. Nel caso specifico è stata una serie di fortunati eventi che mi ha proiettato -tra tutto il Canada- ad esplorare i Parchi dello Stato dell’Alberta. Ho approfittato di un congresso di mia moglie a Vancouver per programmare una vacanza all’insegna della Natura.
Complice dell’itinerario meditato e meticolosamente programmato è stato il mio amico Matteo Matt (per la qualifica di “amico” ho ottenuto la sua liberatoria ndr) che con i suoi racconti e dettagli ha creato in me quella curiosità che ha determinato la scelta. Un’immersione nella natura, nei boschi, nell’aria pura e nella fauna selvatica tra le più belle zone del mondo, dove l’uomo è considerato solamente come un ospite rispettoso.


G:Cosa ti aspettavi di trovare e cosa hai trovato?

S: Mi aspettavo di trovare luoghi incontaminati, alte montagne, animali di piccola e grossa taglia, ghiacciai e tanti, tanti laghi. Lungo la dorsale panoramica (la Icefields Parkway), tra le strade più panoramiche del mondo, si aprono numerose vallate e sentieri, non tutti esplorati. Mi aspettavo, come ho trovato, posti da favola. Non mi aspettavo un così alto numero di ghiacciai e soprattutto la vastità dei sentieri che partono da ogni dove, immergendosi nella natura più totale.
Avendo organizzato il viaggio tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre mi aspettavo il famoso “foliage” canadese, con sfumature rosso acceso. La vegetazione d’alta montagna però non ha offerto quel tipo di paesaggi, regalando peraltro sfumature giallo dorato tipico della flora delle Montagne Rocciose.


G: Cosa bisogna assolutamente sapere per andare da quelle parti?

S: Per chi vuol attraversare i parchi nazionali di Jasper e Banff (ed eventualmente Yoho NP e Glacier NP) occorre tener conto di diversi aspetti, filosofici e pratici. La prima regola è che la Natura ha la priorità sull’uomo: quest’ultimo è ospite ed allo stesso tempo garante della stessa.
Sotto il profilo pratico nella Icefields Parkway ci sono pochi punti di rifornimento per l’auto e per questo occorre calcolare bene distanze, consumi e tappe. Per lo stesso motivo occorre fare attenzione anche a dove alloggiare, soprattutto in alta stagione, per evitare la spiacevole sorpresa del tutto esaurito. Se però sei un campeggiatore si tocca un capitolo a parte: per chi ama l’avventura si apre un mondo magnifico di immersione totale nella natura e (stando attenti però che non si trasformi in una pericolosa esperienza). Infine le temperature: si viaggia di crociera attorno ai duemila metri d’altitudine e di inverno il termometro tocca anche i -30 gradi (abitanti a Jasper ci hanno raccontato di ciglia ghiacciate…).


G: A chi sconsiglieresti il viaggio e a chi lo consiglieresti?

S: Ovviamente consiglierei il viaggio a tutti: per chi ama l’avventura è un paradiso, soprattutto se con zaino e tenda in spalla. Per chi ama le comodità c’è comunque la possibilità di sistemazioni comode e confortevoli, anche se le potenzialità dei Parchi si limitano notevolmente. Consiglierei questo viaggio a chi ama immergersi nella Natura e allontanarsi dal mondo delle comodità e delle connessioni, mentre lo sconsiglierei a chi ha timore di trovarsi a fronteggiare animali di diversa taglia come orsi neri, grizzly, bighorn, moose, caribou: ogni anno c’è chi ci lascia le penne.


G: Racconta un momento indimenticabile del tuo viaggio

S: Di momenti indimenticabili ne ho vissuti molti, conditi da paesaggi da togliere il fiato o luoghi di immensa pace. Un aneddoto merita peraltro d’essere narrato. Entrando nei Parchi da Nord (per la cronaca ai confini tra British Columbia e Alberta, presso il Mtt Robson Provincial Park) ci siamo precipitati al Visitor Center per acquistare il pass di accesso ai parchi (obbligatorio) subissando di domande i disponibili addetti. Tra quelle poste c’era anche la richiesta di spedizioni alla ricerca di orsi, anche a pagamento. A quella domanda la signorina, alzando gli occhi e spalancando un sorriso, si è alzata dalla postazione e quasi prendendoci per mano ci ha invitati ad uscire sul retro: indicando la radura ci ha fatto notare un orso nero che beatamente si aggirava ad una cinquantina di metri da noi. Premurandosi di non avvicinarsi troppo ci ha assicurato che per quel giorno avremmo avuto l’evento speciale in perfetta gratuità.

Il blog di Simone si chiama Cattura Attimi e le ve lo consiglio altamente.
Le sue foto sono dei veri e propri racconti di viaggio e potete averne un assaggio sfogliando la gallery che trovate sotto queste righe.
Grazie Simone per aver condiviso con noi il tuo viaggio in Alberta, alla scoperta di un Canada davvero speciale!


2 commenti:

  1. grazie a te, Giovy, per avermi ospitato e fatto raccontare di un viaggio emozionante!

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    1. Grazie a te Simone per il tuo racconto e le tue bellissime foto! :)

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