San Francisco: prime impressioni

viaggio a San Francisco
Il Golden Gate - © 2015 Giovy
Mentre vi scrivo cala la notte sulla California e su San Francisco. Il buio avvolge la baia e, non so come, illumina i miei pensieri legati a questa città, i suoi simboli, la sua baia. Al mio ritorno ci saranno davvero tante cose da raccontare su cosa fare a San Francisco, anche in un giorno, ma stasera (o stamattina dal vostro punto di vista) mi voglio contrare su provare a raccontarvi cosa sia per me questa città dopo questa giornata di profonda conoscenza reciproca.


Mi aspettavo la nebbia, del vento feschino che sicuramente avrebbero lasciato posto a chissà quanto sole e a quel color oro che spesso si abbina al sole della California.
Oggi, invece, ho trovato una giornata senza nuvole, una di quelle nelle quali il cielo dell'America è mille cieli sopra ad un continente, proprio come cantava Guccini.

La nostra giornata è cominciata gambe in spalla e passi lunghi e ben distesi su e giù per salite e discese che sarebbero state perfette piste da sci data la pendenza.
I passi lenti e le pause per riprendere fiato mi hanno permesso di osservare molto del mondo attorno a me e ho trovato un certo senso di benessere o dello stare bene davvero marcato.
San Francisco si presentava ai miei occhi come una città che sa il suo valore e lo vuole raccontare.
Il panorama, dall'alto della zona della Coit Tower, è un qualcosa che porta via il cuore.

Forse è stato in quel momento, stamattina, che è successo qualcosa che non mi aspettavo: ho guardato la città con occhi decisamente infatuati di essa. Un po' come se fossero occhi a cuoricino e guardassero l'oggetto di tanto amore.
La Baia di San Francisco si è ritagliata una gran bella fetta di spazio dentro al mio cuore.
Ne guardavo ogni centimetro come fossi una persona affamata di bellezza.

Il processo di innamoramento verso la città si è completato nel pomeriggio quando dal Pier 39 abbiamo preso una barca e fatto un giro della baia durato circa un'ora.
Ve ne parlerò con tutti i dettagli necessari ma per ora vi posso dire che quella è proprio un'esperienza da fare.
Quando la barca è passata sotto il Golden Gate io non credevo ai miei occhi... non credevo di essere lì davvero.

Tornando indietro verso la zona dell'Embarcadero, guardavo lo skyline della città presentarsi di nuovo ai miei occhi e, per un momento, mi sono voltata di nuovo verso il ponte e ho capito che da queste parti la corsa all'oro è ancora un qualcosa che esiste.
L'oro che si cerca non è di certo quello delle pepite ma quello che riempie gli occhi.

Se c'è un aggettivo che possa abbinarsi bene al nome di San Francisco, questo è sicuramente "brillante" e direi anche "scintillante".
Oggi la città brillava per la sua bellezza, per la sua personalità, per i suoi colori e quel cielo che sembrava non finire mai.
La vista del Golden Gate nel tardo pomeriggio, con il sole alle spalle, è stato un regalo che non mi aspettavo e sicuramente un'immagine che porterò con me.

Qui sono le 22 passate, sistemo lo zaino, posto questo racconto e vado a letto.
La prossima tappa è la costa, Monterey e un arrivo a Santa Barbara dove spero di pucciare subito i pieni nell'Oceano.
Continuate a seguirmi in questo #CaliforniaDreamBig!

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