Una cartolina da... Vienna: bambini all'asilo

Racing Hard Gianluca Vecchi Vienna
Racing Hard ©2014 Gianluca Vecchi


In questo viaggio del marzo 2014 ho passato solo tre giorni a Vienna, ma varie coincidenze dovute al caso mi hanno dato la possibilità di osservare bene i bambini di alcune scuole materne: posso dire di aver provato ammirazione per quel sistema scolastico e non pochi momenti di divertimento. Prima di continuare, premetto che non voglio né mostrarmi esperto di puericultura, né fare confronti tra Austria e Italia, ma solo descrivere quello che ho visto. Come curiosità, diciamo.

La foto che vedete documenta il mio primo incontro con i bambini viennesi. Questo è il Bruno-Kreisky-Park, nel distretto cittadino di Margareten. Bruno Kreisky è stato un famoso cancelliere austriaco, originario proprio di quel quartiere (curiosità: anche il famoso cantante Falco è nato lì). Il mio hotel, il Wien Margareten, si trovava a poca distanza: ero appena arrivato a Vienna, avevo fatto il check-in, posato i bagagli e mi stavo incamminando verso il centro. Passando per il parco ho visto una processione ordinata di bimbi, tutti con biciclettina e casco, che sfilava lungo i vialetti. La scena era un po' strana, ma ci ho messo pochi secondi ad individuare degli adulti che regolavano il plotone: quella infatti era una classe di scuola materna, che stava tenendo lezioni di scuola guida per biciclette ai suoi minuscoli alunni.

Nella stessa giornata, prendendo la metropolitana mi imbatto in un'altra scolaresca d'asilo. Questa volta, una maestra solitaria stava accompagnando un gruppo di pargoli che evidentemente doveva portare da qualche parte col treno. Con pochi comandi vocali, gentili ma decisi, dirigeva una perfetta fila indiana che scendeva le scale verso la stazione sotteranea, in ordine e tenendo la destra. Una volta arrivati sulla banchina del binario (dove una seconda maestra attendeva l'arrivo), la fila si era trasformata in un tranquillo gruppo, che attendeva il mezzo senza fare confusione e senza allontanamenti.

Il giorno dopo invece, passando attraverso il Resselpark, lo spazio verde di Karlsplatz (dove si trova il famoso Padiglione di Otto Wagner), la mia attenzione è stata catturata da alcuni gruppetti colorati. Anche in quel caso erano bambini di scuole materne che facevano un'uscita, e i colori erano quelli dei cappellini indossati da ciascun alunno. Colori diversi a seconda della classe, per evitare mescolanze indesiderate e per individuare più facilmente chi eventualmente dovesse allontanarsi dal suo gruppo. Inutile sottolineare la tranquillità e l'ordine generale, oltre al fatto che nessun bambino si toglieva il cappello.

Infine l'ultimo giorno, mentre stavo passeggiando per un quartiere periferico alla ricerca di alcune gallerie d'arte, sono passato davanti ad una scuola materna. I bimbi erano fuori nel cortile, e da lontano sembrava che stessero giocando a scavare buche nel terreno o nella sabbia, il passatempo fanciullesco universale. Ma quando sono stato più vicino, con grande sorpresa mi sono accorto che le maestre stavano insegnando giardinaggio, con gli alunni che interravano piantine.

Come ho scritto all'inizio, non voglio fare confronti, anche perché la mia esperienza viennese è stata breve e limitata a qualche incontro. Però quando vedo i bambini di una scuola materna italiana a passeggio, attaccati ad una corda e con anche 3 maestre ad accompagnare una sola classe, non posso fare a meno di ripensare a quell'insegnante austriaca che riusciva a portare i suoi alunni in metropolitana senza guinzaglio (e senza nemmeno strillare, comunque). E, pur abitando a poca distanza da un asilo, sinceramente non mi è mai capitato di vedere lezioni di giardinaggio o di guida con bicicletta.

Saluti, alla prossima cartolina!


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