Alsazia: da Colmar a Ottrott

Viaggiare in Alsazia (Francia)
Foto da Travely.biz
Oggi sto pensando all'Alsazia, quasi come stessi completando un puzzle di viaggi da fare (o da rifare) nel 2015 che si avvicina sempre di più. L'Alsazia è sicuramente una parte della Francia molto frequentata durante l'avvento per via dei meravigliosi mercatini di Natale che impreziosiscono Colmar e dintorni. Per quel che mi riguarda, a me piace l'Alsazia invernale o primaverile... e oggi vi racconto perché.

Ho scoperto per bene l'Alsazia nel periodo in cui ho vissuto in Svizzera.
Un giorno andai a Basilea e poi proseguii verso Nord, ritrovandomi come per magia a Mulhouse con una fetta di quiche lorraine tra le mani.
Una delle cose che più amai, in prima istanza, dell'Alsazia, fu il suo essere non completamente francese né germanica. L'Alsazia è Alsazia e incarna in sé tutte le caratteristiche speciali dei luoghi di confine, di quelli che hanno cambiato "padrone" più volte e che, per questo motivo, hanno mantenuto vive certe tradizioni che sono proprie solo di quel dato territorio.

Lo si vede subito dai nomi delle vie, scritti spesso in francese, tedesco e in dialetto alsaziano... che, a dirla tutta, assomiglia molto di più al tedesco che al francese.
Lo si nota dai sapori, perfetta unione tra ciò arriva dalla Francia e altro che proviene dalla Germania.
L'Alsazia, per me, è meravigliosa proprio per il suo essere solo e semplicemente se stessa.

Si parla spesso di questa regione francese nell'ambito dei mercatini di natale.
Colmar diventa una sorta di piccolo gioiello romantico e andrebbe vista in tutta la sua bellezza natalizia almeno una volta nella vita.
Per me, però, l'Alsazia diventa magica quando il Natale finisce e l'inverno sembra volersi mangiare il paesaggio ricoprendolo di ghiaccio e facendolo scintillare.
Non dimenticherò mai un risveglio a Colmar: aprii la finestra del b&b dove dormivo e osservai i tetti scintillare ai primi raggi del sole.
Fu un momento capace di rapirmi: non fotografai, non presi appunti, non condivisi nulla; lasciai solo che quell'immagine mi rapisse gli occhi.
E così andò avanti tutta la giornata.
Rimasi qualche ora in città e subito dopo, accompagnata da un sole debole ma presente e dall'ennesima fetta di quiche lorraine, guidai con la mia super-yaris verso nord.
Avevo letto qualcosa sulla zona di Mont Sainte-Odile (sono circa 50km da Colmar), luogo intitolato alla santa protettrice dell'Alsazia.
Sulla strada verso nord, mi fermai a Haut Koenigsbourg, per visitare un castello sul quale avevo letto qualcosa. Di nascita germanica ma di restauro francese,  si trova proprio sulla cima di un piccolo monte e da lì si può ammirare un gran panorama sulla zona circostante.

Successivamente a questa tappa, proseguii verso la mia destinazione.
Volevo arrivare al Mont Saint-Odile prima che fosse buio per andare alla scoperta, seppur in mezzo alla neve (o forse il divertimento era proprio quello) di quello che viene chiamato il Muro Pagano.
Siamo sulle alture dei Vosgi, per la precisione nei dintorni di Ottrot.
Da queste parti si trovano i resti di un gran muro a secco che si dice risalga a circa 1000 anni prima della nascita di Cristo.
Recintava un villaggio? Un luogo di culto? Un castello? Proteggeva dai nemici?
Non si sa con precisione ma la scoperta di questa antica muraglia è piacevole e interessante.
Ci sono vari sentieri molto facili e ben percorribili, per altrettante passeggiate nell'area del monte.
In inverno occorre essere attrezzati... ma vi assicuro che ne vale la pena.
Occorre avere scarpe dalla suola bella tosta anche in estate... infondo si tratta sempre di un piccolo trekking.

Il mio ritorno a Colmar, con il buio che si rincorreva col gelo, fu un bel viaggio, seppur breve.
Tornai in città e mi impossessai subito di un tea caldo... senza quiche lorraine questa volta!

Itinerario in Alsazia
Il mio itinerario 
Passò un po' di tempo e tornai a vedere il Muro Pagano con amici, in primavera.
L'Alsazia profumava di fiori e di natura rinnovata da poco come nessun altro posto al mondo... almeno di quelli che ho visto io.
Mi sentivo come dentro uno di quei sacchettini che si mettono nell'armadio per profumare la biancheria.
L'Alsazia in quel periodo era placida, tranquilla, senza troppa gente in giro.
Sarà per questo che l'ho amata tanto.

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