Extremadura: un giorno a Caceres

Viaggio a Caceres, Extremadura, Spagna
Caceres  - © 2014 Giovy

Caceres, importante città in Extemadura, è una di quelle città di granito e pietra che potrebbe raccontarti, da sola, i momenti salienti della storia della Spagna.
Ci siamo incontate quando il cielo era giù buio ma i suoi profili così spagnoli da un lato e così poco conosciuti dall'altro hanno saputo conquistarmi in un minuto.
Il viaggio di oggi ci riporta in Extremadura, alla scoperta di una città che ha tanto da raccontare.


Cosa ci si aspetta da una città spagnola?
Se fossimo ancora negli anni '80 mi aspetterei una vagona di nacchere e mille bamboline vestite da ballerina di flamenco.
Uscire dai luoghi comuni mi piace molto ed io dalla Spagna mi aspetto storia, mescolanza e storie da raccontare. Di quelle che hanno un retrogusto di vaniglia e sembrano arrivare da chissà che tempo antico, momento in cui grandi famiglie dai nomi chilometrici facevano la loro fortuna dove la terra era fertile.

Caceres, non appena vi si arriva, ti mostra subito la sostanza di cui è fatta.
C'è quel pizzico di città romana che, da queste parti della Spagna, non può di certo mancare.
C'è il colore intenso dei mattoni usati per le torri arabe e quel poco di architettura cristiana che resta dal passaggio dei visigoti.
C'è sicuramente lo stampo di quella Spagna cattolica di fine XV Secolo, periodo in cui si scoprì il nuovo mondo. Se ci fossero stati dei rotocalchi rosa al tempo, Isabella di Castiglia sarebbe stata sempre presente e non sarebbe stato necessario osservare i merli delle torrette delle case per capire chi le era fedele.

La sapete questa storia?
Ogni casa nobiliare, prima del fatidico matrimonio unificatore tra Isabella e Ferdinando, aveva la sua torretta di difesa, Con tanto di merli e postazioni da cui sparare.
Alla fine delle faide di quel periodo e dopo il matrimonio dei Re Cattolici, Isabella fece distruggere tutti i merli delle torrette di chi non le era stato fedele, in modo da riconoscere subito le case dei traditori.

A Caceres è facile fare un tuffo nella Spagna di quegli anni.
L'Extremadura era, al tempo, una regione dal destino economico difficile e dalla forbice sociale molto ampia. Da un lato, il latifondista, dall'altro chi lavorava la terra.
La prima vera e propria ondata migratoria spagnola verso il nuovo mondo appena scoperto arrivò proprio da qui e alcuni extremeñi, anni dopo, tornaro per riportare in città le ricchezze acquisite.
Fu così che sorsero alcuni palazzi che è possibile vedere girando rigorosamente a piedi per il centro città.

Basta un giorno (ma facciamo che sono meglio due) per capire questo luogo ma non ne basterebbeo mille per ascoltare le storie che quelle pietre, quelle mura e quei tetti racchiudono.
Guardate la foto che ho messo ad inizio del post.
Quella che vedete è una facciata di un convento di clausura dove ci sono ancora alcune monache.
E' usanza del luogo portare loro delle uova per farsi fare un dolce, come buon auspicio per un futuro matrimonio. Passando lì vicino, al mattino, si sente il dolce profumo di un qualcosa impastato con amore.

La luce a Caceres regala dei momenti particolari. Qui è forte, potente, ha quel fervore tipico del sud europa al quale io, ragazza del Nord amante del nord, non mi abituerò mai.

Ho amato i piccoli vicoli e le pietre delle strade che si conficcavano dentro le suole delle mie scarpe.
"Perché non mi sono portata i sandali", mi sono detta.
A metà Novembre, lì, erano 22° durante il giorno e sugli alberi, per strada, c'erano le arance.

A Caceres ho visto una vita tranquilla e una bellezza capace di conquistare.
La ressa turistica è lontana dalle vie di questa città dell'Extremadura e credo che questo sia davvero un grande pregio.

Arrivare qui da Madrid o percorre la strada Madrid-Siviglia porta via più o meno lo stesso tempo.
Perché non rinunciare, per una volta, ad una località iper-nota e provare una Spagna meno conosciuta?

Vi parlerò ancora di questo luogo perché sento che mi ha fatto bene.
Caceres e l'Extremadura sono capaci di grandi gusti (e ne parlo oggi sul blog di Vie del Gusto).
Vi lascio con una piccola gallery... tanto per darvi un'idea di cosa possa essere una passeggiata da quelle parti.

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