Una cartolina da... Wurzenpass (Austria)

"SK-105 Kürassier" Austrian Tank
Carro armato austriaco "SK-105 Kürassier" - ©2014 Gianluca Vecchi

Di: Gianluca Vecchi — Emotion Recollected In Tranquillity   

La cartolina di oggi vi arriva dal Bunkermuseum del Wurzenpass [Passo Wurzen] in Carinzia (Austria), a 2.5 km dalla frontiera slovena. Questa zona è anche conosciuta come Dreiländereck [L'Area dei Tre Stati], perché verso ovest i confini di Austria, Italia e Slovenia si uniscono in un singolo punto. Nell'immaginario collettivo moderno questa è terra di montagne e natura, di cultura e storia, di buon cibo e relax, di gente amabile e tranquilla. In effetti tutto questo è vero: l'Austria è meravigliosa e chi c'è stato sa cosa voglio dire (chi non c'è stato, invece, è caldamente consigliato di farlo). Però, come spesso capita in viaggio, si possono trovare sorprese inaspettate dietro l'angolo. O, in questo caso, dietro il tornante.

Come molti di voi sapranno, dagli anni '50 del 20° secolo l'Austria è un paese neutrale. Ma nel mondo reale la neutralità va difesa (come insegna ad esempio la Svizzera, che ha sempre avuto un esercito di alto livello e la leva obbligatoria). Data la posizione geografica, durante la guerra fredda si è sentita la necessità di proteggersi da eventuali invasioni da parte del Patto di Varsavia. Tra i tanti progetti difensivi, nel 1963 si è iniziata la costruzione di una base segreta sul Wurzenpass, che doveva servire come deposito di armi, postazione di artiglieria ed ovviamente come acquartieramento per un certo numero di soldati. Il termine segreta è letterale, perché la base si trova in mezzo ai boschi ed è praticamente invisibile dalla strada del passo.

L'esercito austriaco e questo complesso in particolare hanno passato diversi periodi di allerta, come ad esempio durante la Primavera di Praga e la guerra civile nella ex Jugoslavia, eventi che hanno portato truppe potenzialmente nemiche vicino ai confini a. Poi il blocco orientale ha cominciato a sgretolarsi alla fine degli anni '80, finché nel 2002 la base del Wurzenpass è stata chiusa. Andreas Schererer, un ufficiale del Bundesheer [Esercito Federale], ha comprato il terreno, alcuni armamenti dismessi (sia appartenenti alla base, sia provenienti da altri reparti militari) e nel 2005 ha riaperto il tutto sotto il nome di Bunkermuseum, una mostra privata sostenuta da una fondazione ed aperta al pubblico.

Il percorso non è vastissimo, quindi si può tranquillamente affrontare in un paio d'ore anche con bambini al seguito. É possibile percorrere le trincee all'aperto, vedere da vicino veri carri armati, entrare in un bunker per le truppe, guardare e toccare i vari pezzi d'artiglieria. Ci sono alcune chicche, come una motovedetta usata un tempo sul Danubio per pattugliare le rive e posare mine, ed un vero carro sovietico T-34 (ormai arrugginito, purtroppo) che è stato interrato in un bunker per essere usato come cannone fisso.

La mia visita è stata davvero molto interessante e fortunata. Intanto sono capitato nel penultimo giorno d'apertura, con freddo e nebbia a creare una certa atmosfera. Sono stato accolto da una una gentile signora, che funge da custode-bigliettaia e che all'arrivo dei visitatori racconta la storia della base militare (solo in tedesco: per fortuna che avevo Giovy con me a fare da traduttrice, ma comunque è disponibile un foglio di presentazione in italiano). Se si vuole, prima di avventurarsi tra cannoni e mitragliatrici, si può vedere un breve filmato introduttivo, sempre in tedesco. La signora mi ha anche raccontato che inizialmente la costruzione della base è stata aiutata dal governo svizzero, perché sul Wurzenpass venivano portate a stagionare le forme di Emmental: non so quanto questa storia corrisponda a verità, ma così ci è stato detto.

Non voglio fare spoiler e non vi dirò di più, comunque la visita vale tutti i 7.50 € del biglietto (prezzo per adulti, 2014: ci sono sconti per minori e gruppi), anche se alcune cose sono sicuramente migliorabili: come per esempio l'apparato delle spiegazioni (che dovrebbe essere più completo e tradotto almeno in inglese), alcune parti della mostra (che assomigliano più ad un deposito di rottami che ad un'esposizione ragionata) ed il parcheggio (come verrà spiegato tra poco). Ad ogni modo, un'attrazione davvero particolare e istruttiva, che consiglio a tutti quelli che passano da queste parti e vogliono vedere qualcosa di originale. Come spiegava la custode, il Bunkermuseum non è ancora molto conosciuto (specie all'estero) e ha bisogno di incrementare il numero di visitatori: quindi fatevi sotto anche voi, perché lo merita davvero. Se avete bambini, tenete presente che ci sono spazi-gioco dedicati a loro; e per grandi e piccini, c'è l'immancabile negozietto di giocattoli, souvenir e gadget militari.

Il Wurzenpass si raggiunge facilmente. Da Tarvisio entrate in Austria in direzione Villach, arrivate al paese di Arnoldstein e da lì seguite la strada 83 in direzione Slovenia. Ad un certo punto trovate le indicazioni per il Bunkermuseum e svoltate sulla strada 109 verso il passo (non potete sbagliarvi: dovete passare in mezzo ad un'opera d'arte piazzata sulla strada e composta da cavalli di Frisia bianchi con scritte in varie lingue). Attenzione perché le pendenze sono elevate ed arrivano anche al 18%. Percorrete circa 4-5 km e cercate un piccolo spiazzo a destra della strada, con cartelli del museo: quello è il parcheggio, che purtroppo ha pochi posti disponibili. Lasciata l'auto, attraversate la strada e troverete 2 sentieri: prendete quello a sinistra e dopo circa 5 minuti di salita nel bosco arriverete all'ingresso. Oppure, se volete, potete raggiungere il Wurzenpass dalla Slovenia: sempre da Tarvisio, stavolta in direzione di Kranjska Gora, arrivati al paese di Podkoren svoltate per l'Austria in direzione del passo, a cui arriverete dalla direzione opposta a quella di prima.

Il Bunkermuseum è aperto solo da maggio ad ottobre (vedendo la strada, capirete il perché): in luglio ed agosto tutti i giorni, mentre negli altri mesi è chiuso in genere di lunedì e martedì.

Saluti, alla prossima cartolina!


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