Tra la Via Emilia e il West

Viaggio sulla Vie Emilia
Portici in Emilia - © 2014 Giovy
Tra me e l'Emilia Romagna (diciamo Emilia) c'è sempre stato un legame molto forte, nato quando ero a malapena ventenne (se non prima). Partivo dal Veneto,prima, e dalla Svizzera, poi, per passare non so quanti week end a visitare l'Emilia, i suoi portici, le sue città che d'inverno mi facevano tremare per la nebbia e d'estate mi crollavano addosso con caldo e umidità.
Poi è successo che mi sono trasferita proprio qui e mi sono accorta di aver scritto davvero poco sull'Emilia. Così oggi rimedio.

Io sono una di quelle nate a ridosso delle montagne, dove (almeno un tempo) si conviveva ogni inverno con neve e ghiaccio sulle strade. Guidare d'inverno, tra i miei monti o quelli della Svizzera, non mi ha mai fatto paura ma, non appena varcavo i confini della mia valle, ecco arrivare quel mostro che mai volevo incontrare sulla mia strada: la nebbia.

L'Emilia mi è sempre sembrata una grande signora adagiata sotto una coperta ovattata.
D'inverno era la nebbia, d'estate era l'umidità.
Spesso, mentre vivevo in Svizzera, mi chiedevo "Giovy, ma se tornassi in Italia... dove vivresti?".
La mia mente sceglieva sempre quel tratto di penisola tra Bologna e Parma... lì, da qualche parte, sarebbe stata la mia vita. E così fu... proprio per destino, quasi per magia.

Come faccio a vivere senza il profilo dei monti? Me lo chiedevo spesso, finché un giorno, dal terrazzo del primo appartamento dove vivevo con Gian a Carpi, vidi i profili degli Appennini stagliarsi all'orizzonte. Allora capii di essere a casa.
Lo sapete che ci sono certi giorni invernali così limpidi, da queste parti che, dal mezzo della campagna, si vede l'Appennino da un lato e le Alpi dall'altro?
Io amo quei giorni...perché non è mica una cosa così comune osservare l'ampiezza della Valle Padana.

L'Emilia, che ora è la mia Emilia, è sempre quella donna adagiata sotto una coltre soffice... ma si sta raccontando, in questi anni, col suo meglio e le sue meraviglie.
Penso ad una città come Reggio Emilia, conosciuta a fondo proprio grazie a Gian, capace di abbagliare nei tramonti invernali, quando il sole tocca quel forte colore ocra delle case del centro.
Penso a Parma, che nel mio immaginario è una ragazza vestita di rosa, di una stoffa preziosa... come lo è il marmo del Battistero o del suo Duomo.
Penso a Modena, che proprio qualche mattina fa, ho ammirato con occhi spalancati per l'ennesima volta.

Sapevate che, un tempo, tutta la via Emilia era un eterno portico da Piacenza a Bologna?
Se la percorrete con calma, in auto, date un'occhiata agli edifici ai bordi delle strade.
Alcuni presentano ancora qualche pezzo di portico, ad altri sembra manchi proprio qualcosa... per colpa o merito di opere di rifacimento della viabilità.
Il portico nacque intorno al 1300 ed è la testimonianza di come si viveva in Emilia nell'epoca dei Comuni. Il portico serviva ai mercanti... mentre ora ci permette di passeggiare senza prendere la pioggia.

La cosa più bella della Via Emilia, sono le piccole deviazioni che si possono fare per esplorare paesi solitamente rimasti in disparte, chissà perché.
Parlo di Rubiera, piccolo gioiello reggiano, oppure di Novellara, famosa per aver dato i natali ai Nomadi... e non solo.
I portici di Novellara sono squadrati e bassi... quelli di Rubiera, in parte, hanno più respiro ma raccontano lo stesso la vita defilata di chi, per secoli, ha dialogato con la nebbia.
Questi due comuni si girano in pochissimo tempo ma, a mio avviso, non vanno solo visitati ma gustati.

Non parliamo poi di Correggio... che a me piace proprio tanto:

L'Autunno è la stagione della Via Emilia, quella in cui quella strada romana diventa malinconica e si avvolge di colori perfetti... in totale nuance con le case che fanno da vedetta sulla famosa Statale 9.

Se avessi tempo, farei davvero una settimana a zonzo per percorrere questa statale, tanto mitica, quanto sopravalutata che sottovalutata.
La vera Via Emilia gioca a nascondino e aspetta solo che arrivi qualche viaggiatore curioso che voglia giocare con lei.

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