Białystok e la Polonia di confine

Visitare Białystok Polonia
Il palazzo Branicki a Białystok - © 2014 Giovy
Białystok è una di quelle città che sta bene in bianco e nero oppure in tinta seppia, quasi come se ogni immaggine volesse ricordare un passato davvero importante e tutto da raccontare.
Białystok è quella città che io scrivevo Bialistok, con la L, e pronunciavo proprio come immaginavo si scrivesse. Invece lei si chiama Biauistok e si scrive con quella L marcata dal trattino tanto diffusa in Polonia.
Oggi voglio portarvi in Podlaskie per raccontarvi quella che era definita come la Manchester Polacca.

Białystok dalla storia strana e piena di avvenimenti.
In principio c'era un territorio fatto di prati e boschi e lo Zar Russo ben pensò che potesse essere un ottimo luogo per andare a caccia e per passare del tempo fuori San Pietroburgo.
La città non esisteva ancora e un certo nobile di Branicki pensò bene di fare il feudatario old style da queste parti.
Acquisì queste terre poco abitate e totalmente piene di natura grazie al matrimonio di una figlia.
Branicki costruì il suo palazzo che divenne ritrovo per altri nobili, commercianti, gente in vista e artisti.
La zona cominciò a fiorire e, grazie a questo, la città prese forma.
Restò per molti anni uno dei luoghi di pausa nel lungo viaggio che lo Zar doveva compiere per raggiungere la Foresta di Bialowieza, dove cacciava.

Białystok vide il suo momento migliore dal 1800 fino alla Prima Guerra Mondiale.
Qui, infatti, si trasferirono molti mercanti e produttori tessili. Qui si producevano tessuti di cotone, facendo concorrenza alla produzione inglese e fornendo a costi migliori (perché mancava il trasporto via nave) la merce a tutta l'Europa dell'Est.
Fu in questo periodo che a Białystok venne costruito uno dei quartieri più importanti della città: Bojary.
Le case di legno sono il tratto distintivo di questa zona e, ancora oggi, sono conservate così come erano un tempo. Qui ci viveva la media borghesia del luogo.

Furono questi gli anni in cui nacque un uomo che si chiamava Zamenhof.
In quel tempo, Białystok era abitata per il 70% da commercianti ebrei europei e la famiglia Zamenhof non faceva eccezione. Ludwig Zamenhof era un uomo intelligente e visionario, tanto che pensò di poter creare una lingua universale per mettere in comunicazione tutto il mondo: lui era il padre dell'Esperanto e dell'idea di pace universale legata a questa lingua che ormai pochissimi considerano.

Ho passato a Białystok due pomeriggi in tutto, pieni di sole, col cielo azzurro e avvolti dalla tranquillità di una città che ha trovato una nuova dimensione.

Perché venire qui? Perché visitarla?
Białystok è una porta sull'Est.
La Bielorussia è qui a due passi, o forse tre.
E' un'ottima città per conoscere una Polonia diversa e fuori dai soliti (bellissimi) itinerari che portano a Cracovia e Varsavia.
E' ortodossa, è lontana dalle rotte turistiche tipiche, è piena di storia e ama raccontarsi.

Białystok racconta un confine che ha cambiato posizione fin troppo spesso, mescolando esperienze e momenti nella mente della città. Tutto questo l'ha resa molteplice e unica allo stesso tempo.
L'inverno qui dev'essere duro... ma l'estate, ve lo assicuro, si lascia amare al primo sguardo.

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