La Val Venosta in Bus

Viaggiare in Bus in Val Venosta
La Val Venosta - © 2014 Giovy
Quella che vedete è una splendida Val Venosta primaverile. Questo panorama si può ammirare dalla strada che da Glorenza porta in Svizzera. I paesi che si vedono sono principalmente Malles e Burgusio. Io adoro la Valle Alta, o Obervinschgau, come si chiama da ste parti. La adoro così tanto che mi è venuto in mente che c'è un modo molto economico, conveniente e speciale per rispettarla: usare i mezzi pubblici.

Mentre leggete questo post io starò vivendo una giornata piena, tra il convento di Marienberg (il convento benedittino più alto che ci sia) e il Vinschger, il treno che percorre tutta la valle fino a Merano.
Per chi non lo sapesse, molti hotel mettono a disposizione degli ospiti che lo richiedono una magia chiamata Vinschgau Card. E' compresa nel prezzo dell'albergo e permette l'uso gratuito dei mezzi pubblici della valle e del treno che porta fino a Merano. Oltre a ciò, la Vinschgau Card garantisce molti sconti in un sacco di posti della valle.
E' una vera e propria alleata che permette di arrivare da queste parti, parcheggiare l'auto e dimenticarsi di averla.
Gli autobus in valle sono frequenti, puntali, puliti e anche attrezzati di rack speciali per le biciclette.
Quelli più grandi transitano sulla statale 40, portando attraverso la maggior parte dei centri abitati. Ci sono inoltre quelli che vengono chiamati CityBus che sono più piccoli e entrano nei paesini più impensabili.
Consultare gli orari è molto facile e c'è la possibilità di scaricare anche il pdf della linea che ci interessa.

Io e Gian, un paio di giorni fa, abbiamo approfittato lungamente dell'autobus nr.273.
E' il vero e proprio re della Valle. Parte da Malles e arriva fino a Martina, che si trova in Bassa Engadina, in Svizzera. Prima di entrare nella confederazione Elvetica, giusto per non farsi mancare nulla, transita anche dall'Austria. Tre nazioni con una sola linea d'autobus.

Un itinerario ideale vissuto con l'aiuto della Linea 273 parte da Malles e raggiunge Curon in Venosta, chiamato Graun tedesco. Si tratta del famoso paesino del Campanile in mezzo al Lago, giusto per capirci.
Dalla fermata di Curon al campanile ci sono proprio due minuti di strada.
Seguendo la pista ciclabile che percorre l'antica strada romana conosciuta come Via Claudia Augusta, nel giro di 45 minuti circa si può arrivare al paese di Resia, dove termina l'omonimo lago.
Questa passeggiata è facile e non ha dislivello; la strada  ben protetta da eventuali auto o camion e non si rischia davvero nulla.

Una delle cose che mi ha più colpito l'altro giorno è stato il riuscire a vedere qualcosa degli antichi paesini ora sommersi dal lago. Da queste parti la costruzione della diga è stata vissuta davvero come una tragedia che ha dato il via ad una diaspora della gente che abitava in Valle.
Quello che sono riuscita a vedere io (perché in primavera e estate il livello del lago è basso) sono state delle fondamenta di alcune case. Mi hanno detto che a volte si riesce ancora a scorgere la strada che transitava in mezzo a quello che era il paese originario.
L'attuale Resia è un paesino che si anima molto d'estate e che in questo periodo primaverile dorme e si riposa.

Da lì abbiamo ripreso il nostro 273 e siamo andati oltre il Passo Resia, oltre la vecchia Dogana e siamo approdati a Nauders, in Austria.
Si tratta di un paese molto legato alle attività invernali ma piacevole nel suo insieme.
Possiede un bel castello che può essere raggiunto a piedi.
Da queste parti i castelli raccontano storie di principi-vescovi con un sacco di possedimenti territoriali e chissà quante vicende da sviscerare!

Il nostro caro 273 ci ha poi ripresi in groppa per portarci oltre il secondo confine: la Svizzera.
La strada è bella ripida e si scendono 12 tornanti per arrivare poi a Martina, un classico paesino di confine dove ci sono poche anime, silenzio e natura.
Io e Gian ci siamo avventurati per le vie del paesino dove tutto è scritto in romancio (quarta lingua ufficiale della Svizzera). I miei occhi si pedervano nei campi di Dente di Leone, così gialli da colorare il mondo.
A Martina abbiamo fatto un gran bell'incontro, che merita un post a parte (che arriverà presto).

Il nostro viaggio è finito di nuovo a bordo del 273, questa volta in direzione opposta, fino al paese di Burgusio, proprio dove mi trovo ora mentre scrivo.

E' stato facile, tranquillo, puntuale e soprattutto rispettoso di questa Valle, della sua Natura spettacolare, della sua aria che rende tutto magnifico.

La Val Venosta vista dal bus ha tuto un altro gusto. Provatela così e poi raccontatemelo!

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